Nel Piano d’azione 2025 per l’educazione digitale l’IA ridisegna le competenze chiave UE, rafforzando pensiero critico, media literacy, creatività e responsabilità digitale.

Introduzione

Lo sviluppo accelerato dell’Intelligenza Artificiale (IA) non sta soltanto trasformando mercati del lavoro e modelli produttivi: esso ridisegna le competenze necessarie ai cittadini europei per vivere, lavorare e partecipare pienamente alla società. Dal 2018, anno in cui l’Unione europea ha ridefinito il quadro delle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente, compresa la competenza digitale, e, successivamente, il piano di azione per l’istruzione digitale, il contesto è mutato radicalmente.

Se allora la priorità era offrire agli Stati membri una bussola comune per modernizzare i sistemi educativi, oggi la sfida consiste nell’adattare quel quadro all’impatto dirompente di tecnologie come l’IA generativa, predittiva e automatizzata.

La recente valutazione della Commissione europea sull’Anno europeo delle competenze (2023-2024), che avevo presentato in un precedente articolo, ha confermato che le competenze non sono più un capitolo di politica educativa, ma un’infrastruttura strategica dell’Unione. L’IA rende questa constatazione ancora più urgente, poiché ridefinisce trasversalmente tutte le aree individuate dal quadro europeo.

Non si tratta di sostituire le competenze di base, ma di reinterpretarle alla luce delle nuove dinamiche sociali e tecnologiche.

L’IA agisce infatti trasversalmente su tutte le aree individuate dall’UE, ridefinendone i contenuti e amplificandone la portata. La lettura e la scrittura richiedono capacità critiche inedite; le lingue straniere si intrecciano con strumenti di traduzione automatica ma esigono più che mai competenze interculturali; le STEM diventano imprescindibili per comprendere logiche e limiti degli algoritmi; la competenza digitale si arricchisce di nuove dimensioni etiche.

Accanto a queste, assumono nuovo rilievo le competenze personali e sociali, indispensabili per mantenere umanità e autonomia in un contesto di apprendimento mediato da piattaforme e tutor virtuali. La cittadinanza democratica è sfidata dalla disinformazione resa possibile dall’IA, l’imprenditorialità si misura con la creatività ibrida e la valutazione dei rischi, mentre l’ambito culturale si apre a nuove forme espressive generate dagli algoritmi.

Un recente studio di Harvard [Erik Brynjolfsson, Bharat Chandar, Ruyu Chen, Canaries in the Coal Mine? Six Facts about the Recent Employment Effects of Artificial Intelligence, 31 agosto 2025), basato su 62 milioni di lavoratori e 285.000 imprese negli Stati Uniti, mostra come l’adozione dell’IA generativa stia producendo un effetto inatteso: non la sostituzione generalizzata dei lavoratori, ma la riduzione drastica delle posizioni di ingresso.
Dal 2023 le aziende che hanno adottato l’IA hanno diminuito le assunzioni junior di quasi l’8%, mentre i ruoli senior sono rimasti stabili o in crescita.

Questo segnale va letto in chiave europea: se l’IA tende a “cancellare” i gradini più bassi della scala professionale – quei compiti ripetitivi ma formativi che introducevano i giovani al lavoro – allora diventa ancora più urgente il ripensamento delle competenze chiave. Non basta trasmettere abilità di base: serve dare ai cittadini strumenti per muoversi in contesti in cui le opportunità di apprendere facendo rischiano di ridursi.

Dopo aver dedicato due precedenti articoli del blog alla strategia europea sulla creazione di una Unione delle competenze e al Piano di azione per le competenze di base, in questo articolo analizzo come l’IA stia trasformando ciascuna delle otto competenze chiave, senza cancellarle, ma ridefinendole e arricchendole.

1. Alfabetica funzionale

La capacità di leggere e scrivere resta centrale, ma si estende alla lettura critica di testi prodotti dall’IA e alla capacità di distinguere informazioni affidabili da contenuti manipolati. La scrittura assistita dall’IA entra stabilmente nei processi educativi e professionali, imponendo nuove responsabilità etiche e cognitive.

2. Multilinguistica

Gli strumenti di traduzione automatica abbattono barriere linguistiche, ma rendono ancora più essenziale la competenza interculturale. Mediare tra lingue e contesti significa comprendere significati, valori e codici culturali che nessun algoritmo può sostituire.

3. Matematica e STEM

L’IA si fonda su concetti di statistica, logica e pensiero computazionale. È dunque cruciale rafforzare le competenze matematiche e scientifiche, tanto per i professionisti quanto per i cittadini, al fine di comprendere – e non subire – le logiche degli algoritmi.

4. Digitale

La competenza digitale è quella più trasformata dall’IA. Non basta più usare strumenti: serve un’alfabetizzazione critica che includa bias algoritmici, tutela della privacy, cybersicurezza e riflessione etica sulle decisioni automatizzate.

5. Personali, sociali, imparare a imparare

Le piattaforme adattive e i tutor virtuali cambiano il modo in cui si apprende. Ciò accresce il bisogno di autonomia, metacognizione ed empatia. Proprio mentre le macchine supportano processi complessi, le competenze distintivamente umane – collaborazione, resilienza, gestione delle emozioni – diventano ancora più decisive.

6. Cittadinanza

La democrazia digitale è sfidata dalla disinformazione alimentata dall’IA. Per contrastarla servono competenze di media literacy avanzata: riconoscere fake news e deepfake, valutare l’affidabilità delle fonti e difendere la resilienza civica dello spazio pubblico.

7. Imprenditoriale

L’IA apre nuove opportunità di innovazione, ma richiede anche spirito critico, creatività e gestione del rischio. Le competenze imprenditoriali non consistono solo nello sfruttare tecnologie esistenti, ma nell’immaginare applicazioni originali, valutarne impatti economici e sociali ed esercitare creatività ibrida.

8. Consapevolezza ed espressione culturali

La produzione artistica è sempre più influenzata da strumenti generativi. Nascono nuove forme di creatività ibrida, in cui l’IA diventa mezzo espressivo. Ma resta fondamentale saper distinguere tra valore estetico e semplice output algoritmico, sviluppando capacità di interpretazione critica.

Impatto dell’IA sulle 8 competenze chiave

CompetenzaQuadro 2018Evoluzione con l’IA
Alfabetica funzionaleComprensione e produzione di testiLettura critica di testi generati da IA; scrittura assistita
MultilinguisticaUso di più lingue per comunicareTraduzioni automatiche; competenze interculturali rafforzate
Matematica & STEMRagionamento matematico, metodo scientificoStatistica, pensiero computazionale, lettura critica di algoritmi
DigitaleUso consapevole di dati e tecnologieAlfabetizzazione su bias, privacy, etica dell’IA
Personali/socialiAutoregolazione, empatia, metacognizioneApprendimento mediato da IA; resilienza ed empatia rafforzate
CittadinanzaPartecipazione democratica e sostenibileMedia literacy avanzata; contrasto a fake news e deepfake
ImprenditorialeTrasformare idee in valoreInnovazione basata su IA; creatività ibrida; gestione dei rischi
Consapevolezza culturaleComprendere/creare pratiche culturaliNuove forme artistiche ibride; interpretazione critica di output IA

Alfabetizzazione finanziaria e IA

Prima di concludere, aggiungo che la trasformazione digitale porta con sé anche nuove esigenze di alfabetizzazione finanziaria. Secondo la nuova Strategia UE per l’alfabetizzazione finanziaria, presentata dalla Commissione europea nel settembre 2025, solo il 18% dei cittadini europei dispone di un alto livello di competenze in materia, mentre quasi la metà non possiede risparmi sufficienti per tre mesi di spese e un cittadino su sei non ha alcuna riserva economica.

In un contesto in cui sempre più servizi finanziari sono erogati online e mediati da algoritmi – dai pagamenti digitali agli investimenti automatizzati – diventa cruciale formare cittadini capaci di gestire le proprie risorse in modo critico e consapevole. L’IA può essere un supporto nell’educazione finanziaria, ma al tempo stesso aumenta i rischi di manipolazione, frodi e disinformazione economica.

Per questo la Commissione europea ha previsto campagne mirate, programmi per gruppi vulnerabili e, dal 2026, una rete di “ambasciatori dell’alfabetizzazione finanziaria” negli Stati membri.

La Herning Declaration: VET e IA

Un tassello importante della strategia europea sulle competenze riguarda la formazione professionale (VET). Con la Herning Declaration, adottata il 12 settembre 2025 da ministri, Commissione europea e parti sociali, l’UE ha fissato la rotta per rendere la VET più attrattiva, inclusiva ed eccellente nel periodo 2026-2030.

La dichiarazione punta a rafforzare apprendistati e formazione duale, attrarre studenti nei settori chiave per la transizione verde e digitale, investire su docenti e formatori e promuovere la mobilità internazionale. Particolare attenzione è riservata all’uso responsabile delle nuove tecnologie: intelligenza artificiale, modelli linguistici, realtà virtuale e immersiva sono visti come strumenti che possono potenziare la didattica e l’apprendimento, a condizione che se ne conoscano benefici e rischi.

La Herning Declaration riafferma così la centralità della formazione professionale come pilastro dell’Unione delle competenze, collegando l’innovazione tecnologica alla qualità dei percorsi educativi e alla competitività europea.

Conclusioni

L’IA non sostituisce le otto competenze chiave europee, ma le ridefinisce e le arricchisce. Esse evolvono da abilità di base a competenze dinamiche, che richiedono aggiornamento costante, consapevolezza etica e capacità di integrare il contributo umano con quello delle macchine intelligenti.

In questa prospettiva, l’IA non è solo una sfida, ma anche un’opportunità per rilanciare l’apprendimento permanente in Europa, rafforzando competitività, inclusione e qualità della democrazia.

Come ricordato dalla Commissione nella relazione di valutazione dell’Anno europeo delle competenze, l’Europa ha bisogno di un cambiamento radicale in termini di ambizione e azione. L’IA rende questo salto non solo auspicabile, ma inevitabile.

Post scriptum

Con questo articolo si conclude la serie dedicata al nuovo ciclo delle politiche europee per le competenze: dopo la svolta del 2025 delineata nel mio contributo del 26 settembre e il Piano UE per ridurre i divari nelle competenze di base presentato il 10 ottobre in questo blog, questa riflessione sull’impatto dell’intelligenza artificiale completa il quadro di una Unione delle competenze in costruzione.

A pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto Eurydice 2025 – Affrontare il problema dello scarso rendimento in alfabetizzazione, matematica e scienze (Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, 22 ottobre 2025), emerge un messaggio chiaro: non c’è competenza digitale o intelligenza artificiale che possa prosperare senza solide basi in lettura, logica e scienze.

Il documento Eurydice mostra come 37 sistemi educativi europei stiano rafforzando l’insegnamento delle competenze di base, integrandolo con strategie per l’equità, il supporto agli insegnanti e la personalizzazione dell’apprendimento. È il tassello mancante che collega le politiche per le competenze di base con quelle chiave e digitali, confermando che l’alfabetizzazione – in tutte le sue forme – resta la vera infrastruttura dell’Europa dell’apprendimento.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

  • Commissione europea, L’Unione delle competenze, doc. COM(2025) 90 del 5.3.2025
  • Commissione europea, Piano d’azione sulle competenze di base, doc. COM(2025) 88 del 5.3.2025
  • Commissione europea, Piano strategico per l’istruzione STEM: competenze per la competitività e l’innovazione, doc. COM(2025) 89 del 5.3.2025
  • Commissione europea, Direzione generale dell’Istruzione, della gioventù, dello sport e della cultura, The twin challenge of equity and excellence in basic skills in the EU: an EU comparative analysis of the PISA 2022 results, Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2024, https://data.europa.eu/doi/10.2766/881521
  • Commissione europea, Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura, Affrontare il problema del rendimento insufficiente in alfabetizzazione, matematica e scienze – Cambiamenti politici nell’istruzione scolastica europea dal 2020 , Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2025, 
    https://data.europa.eu/doi/10.2797/1883015

Aggiornamenti successivi e articoli collegati

Per approfondire o seguire l’evoluzione del tema delle competenze chiave nell’UE, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:

10 ottobre 2025Competenze di base: il piano UE 2025 per ridurre i divari
26 settembre 2025Competenze chiave: la svolta europea del 2025
26 aprile 2024Carenza di manodopera e di competenze in Europa: il piano d’azione UE 2024
1° dicembre 2023FinComp 2023: competenze finanziarie per bambini e giovani
2 giugno 2023Anno europeo delle competenze 2023: il GreenComp dell’UE
3 luglio 2020Sviluppare e riqualificare le proprie competenze: l’agenda europea 2021-2025
8 giugno 2018Nuovo quadro europeo delle competenze-chiave per l’apprendimento permanente – 2018
16 dicembre 2016Cambia il modello economico e sociale, cambiano le competenze
17 giugno 2026Nuovi lavori, nuove competenze: l’agenda europea 2016
5 giugno 2015Adattare i programmi scolastici alle nuove competenze-chiave: la competenza digitale
26 gennaio 2015Perché e come insegnare lo spirito di iniziativa e imprenditorialità