I Rom sono oggi la minoranza etnica più numerosa d’Europa e sono espressione della “diversità” che caratterizza l’intera Unione europea. Le ultime stime ufficiali, realizzate dal Consiglio d’Europa nel 2012, calcolano il 10-12 milioni il numero dei Rom che abitano nel continente europeo, di cui almeno 6 milioni nei Paesi dell’Unione europea.
Grazie al “Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020”, adottato dalla Commissione il 5 aprile 2011, nell’ultimo decennio a livello nazionale sono stati adottati specifici piani di sostegno per favorire l’inclusione dei Rom (rinvio, in proposito ad un mio precedente articolo); ancora oggi, tuttavia, molti di loro non partecipano alla nostra vita sociale ma vivono emarginati; non contribuiscono alla vita politica, sociale ed economica delle nostre comunità e, soprattutto, molti di loro continuano a essere vittime di discriminazioni e di razzismo, piaga, quest’ultima, alla quale ho dedicato un recente articolo dedicato al piano di azione 2020-2025 dell’Unione europea.
I risultati delle strategie nazionali di integrazione dei Rom
In una approfondita “Relazione sulla valutazione del quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020” del 4 dicembre 2018, la Commissione europea ha evidenziato come i progressi complessivi nell’integrazione dei Rom registrati dal 2011 sono limitati, sebbene vi siano differenze significative tra i diversi settori d’intervento e tra i vari Stati membri.
La maggior parte dei progressi si sono registrati nel settore dell’istruzione (riduzione dell’abbandono scolastico e migliori tassi di scolarizzazione e partecipazione all’educazione e cura della prima infanzia, ma aumento della segregazione).
Nonostante l’attenuazione del rischio di povertà e il miglioramento dello stato di salute percepito dai Rom, la copertura medica rimane limitata.
Non è stato osservato alcun miglioramento statisticamente rilevante riguardo all’accesso all’occupazione e la percentuale di giovani Rom che non lavorano, non studiano né sono in formazione è aumentata.
La situazione abitativa rimane complessa ed è uno dei grandi problemi incontrati dalla comunità Rom sia nell’Unione europea che al di fuori di essa.
L’antiziganismo in Europa continua a destare gravi preoccupazioni. Al tempo stesso, si rileva una lieve riduzione dei casi di discriminazione subita dai Rom nell’accesso a determinati tipi di servizi. Nel quadro della direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica (la “direttiva sull’uguaglianza razziale”), la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di tre paesi per la segregazione scolastica dei bambini Rom (Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia).
La strategia dell’UE 2021-2030
Pertanto, per non disperdere quanto fatto sinora e, anzi, per correggere una persistente situazione di grave disuguaglianza, sono necessari nuovi interventi, sia a livello europeo che nazionale e locale.
In proposito, la Commissione europea ha adottato un nuovo piano strategico decennale, abbinato a una proposta di “raccomandazione” indirizzata agli Stati membri sull’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom.
L’obiettivo finale perseguito dall’Unione europea è la completa parità dei Rom.
Tuttavia, la Commissione europea ha un approccio realistico e, nel nuovo piano decennale, propone obiettivi minimi da raggiungere in ogni Stato dell’Unione entro il 2030:
- ridurre di almeno la metà la percentuale di Rom vittime di discriminazione;
- raddoppiare la percentuale di Rom che denunciano le discriminazioni subite;
- ridurre di almeno la metà il divario di povertà tra i Rom e la popolazione in generale;
- ridurre di almeno la metà il divario per quanto riguarda la partecipazione all’istruzione della prima infanzia;
- ridurre di almeno la metà la percentuale di bambini Rom che frequentano scuole primarie segregate negli Stati membri con una popolazione Rom significativa;
- ridurre di almeno la metà il divario in termini di occupazione e il divario di genere nei livelli di occupazione;
- ridurre di almeno la metà il divario per quanto riguarda l’aspettativa di vita;
- ridurre di almeno un terzo il divario in termini di disagio abitativo;
- garantire che almeno il 95 % dei Rom abbia accesso all’acqua di rubinetto.
Oltre a fornire precise linee guida agli Stati membri per i nuovi piani nazionali, che ogni Stato dovrà predisporre assieme alla popolazione Rom e presentare alla Commissione europea entro il mese di settembre 2021, l’Agenzia europea per i diritti fondamentali ha elaborato un apposito Portfolio of indicators per monitorare i progressi compiuti dai singoli Stati nel conseguimento degli obiettivi e dei traguardi strategici stabiliti nel quadro strategico dell’Unione per i Rom.
Inoltre, attraverso una apposita “Raccomandazione” ha redatto un elenco di misure che gli Stati membri devono adottare e attuare per accelerare i progressi verso l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom.
Tali misure spaziano dallo sviluppo di sistemi di sostegno per i Rom vittime di discriminazione alle campagne di sensibilizzazione nelle scuole, dal sostegno dell’alfabetizzazione finanziaria alla promozione dell’occupazione dei Rom nelle istituzioni pubbliche, fino al miglioramento dell’accesso a controlli medici di qualità, screening e pianificazione familiare per le donne Rom.
Infatti, la proposta di raccomandazione si articola in cinque capitoli:
- un capitolo sui tre obiettivi orizzontali per combattere la discriminazione promuovendo: i) l’uguaglianza, ii) l’inclusione e iii) la partecipazione dei Rom;
- un capitolo sui quattro obiettivi settoriali: istruzione, occupazione, servizi sanitari e sociali, alloggio e servizi essenziali;
- un capitolo sui partenariati e la capacità istituzionale (punti di contatto nazionali per i Rom, coinvolgimento delle autorità regionali e locali e della società civile, ecc.)
- un capitolo sui finanziamenti, compresi i fondi previsti nei Piani nazionali di ripresa e resilienza, di contrasto alla crisi innescata dalla Covid-19, che ho presentato nel precedente articolo del blog;
- un capitolo sulle attività di monitoraggio e informazione sui risultati dell’attuazione dei quadri strategici nazionali utilizzando il portafoglio di indicatori sviluppati dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Comunicazione della Commissione europea, Un’Unione della parità: quadro strategico dell’UE per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom, doc. COM (2020) 620 del 7.10.2020
- Comunicazione della Commissione europea, Orientamenti per la pianificazione e l’attuazione di quadri strategici nazionali per i Rom, allegato I al doc. COM (2020) 620 del 7.10.2020
- Comunicazione della Commissione europea, Portafoglio di indicatori (indicatori per monitorare i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi e dei traguardi strategici stabiliti nel quadro strategico dell’UE per i Rom), allegato II al doc. COM (2020) 620 del 7.10.2020
- Documento di lavoro dei servizi della Commissione: documento analitico che accompagna il quadro strategico dell’UE per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom, doc. SWD (2020) 530 del 7.10.2020
- Commissione europea, Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sull’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom, doc. COM (2020) 621 del 7.10.2020
- AGGIORNAMENTO: adottata dalla Raccomandazione del Consiglio del 12 marzo 2021 sull’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom [2021/C 93/01], in GU UE C 93 del 19.3.2021
- Commissione europea, Relazione sulla valutazione del quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020, doc. COM (2018) 785 del 4.12.2018
- Commissione europea, Relazione sull’attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei Rom – 2019, doc. COM (2019) 406 del 5.9.2020
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione delle norme anti-discriminazione dell’UE, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
20 febbraio 2026. Dall’azione alla strategia: l’UE contro il razzismo 2020-2030
29 ottobre 2021. Verso un’Unione europea libera dall’antisemitismo: la prima strategia europea 2021-2030
20 novembre 2020. Il diritto di essere sé stessi in Europa: la prima strategia dell’UE per LGBTIQ 2020-2025
2 ottobre 2020. Il piano di azione dell’Unione europea contro il razzismo 2020-2025
8 aprile 2016. 8 aprile: giornata internazionale delle popolazioni Rom
