Un piano strategico decennale dell’UE per sostenere i Rom

23 ottobre 2020 di Mauro Varotto

I Rom sono oggi la minoranza etnica più numerosa d’Europa e sono espressione della “diversità” che caratterizza l’intera Unione europea. Le ultime stime ufficiali, realizzate dal Consiglio d’Europa nel 2012, calcolano il 10-12 milioni il numero dei Rom che abitano nel continente europeo, di cui almeno 6 milioni nei Paesi dell’Unione europea.

Grazie al “Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020”, adottato dalla Commissione il 5 aprile 2011, nell’ultimo decennio a livello nazionale sono stati adottati specifici piani di sostegno per favorire l’inclusione dei Rom (rinvio, in proposito ad un mio precedente articolo); ancora oggi, tuttavia, molti di loro non partecipano alla nostra vita sociale ma vivono emarginati; non contribuiscono alla vita politica, sociale ed economica delle nostre comunità e, soprattutto, molti di loro continuano a essere vittime di discriminazioni e di razzismo, piaga, quest’ultima, alla quale ho dedicato un recente articolo dedicato al piano di azione 2020-2025 dell’Unione europea.

I risultati delle strategie nazionali di integrazione dei Rom

In una approfondita “Relazione sulla valutazione del quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020” del 4 dicembre 2018, la Commissione europea ha evidenziato come i progressi complessivi nell’integrazione dei Rom registrati dal 2011 sono limitati, sebbene vi siano differenze significative tra i diversi settori d’intervento e tra i vari Stati membri.

La maggior parte dei progressi si sono registrati nel settore dell’istruzione (riduzione dell’abbandono scolastico e migliori tassi di scolarizzazione e partecipazione all’educazione e cura della prima infanzia, ma aumento della segregazione).

Nonostante l’attenuazione del rischio di povertà e il miglioramento dello stato di salute percepito dai Rom, la copertura medica rimane limitata.

Non è stato osservato alcun miglioramento statisticamente rilevante riguardo all’accesso all’occupazione e la percentuale di giovani Rom che non lavorano, non studiano né sono in formazione è aumentata.

La situazione abitativa rimane complessa ed è uno dei grandi problemi incontrati dalla comunità Rom sia nell’Unione europea che al di fuori di essa.

L’antiziganismo in Europa continua a destare gravi preoccupazioni. Al tempo stesso, si rileva una lieve riduzione dei casi di discriminazione subita dai Rom nell’accesso a determinati tipi di servizi. Nel quadro della direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica (la “direttiva sull’uguaglianza razziale”), la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di tre paesi per la segregazione scolastica dei bambini Rom (Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia).

La strategia dell’UE 2021-2030

Pertanto, per non disperdere quanto fatto sinora e, anzi, per correggere una persistente situazione di grave disuguaglianza, sono necessari nuovi interventi, sia a livello europeo che nazionale e locale.

In proposito, la Commissione europea ha adottato un nuovo piano strategico decennale, abbinato a una proposta di “raccomandazione” indirizzata agli Stati membri sull’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom.

L’obiettivo finale perseguito dall’Unione europea è la completa parità dei Rom.

Tuttavia, la Commissione europea ha un approccio realistico e, nel nuovo piano decennale, propone obiettivi minimi da raggiungere in ogni Stato dell’Unione entro il 2030:

  1. ridurre di almeno la metà la percentuale di Rom vittime di discriminazione;
  2. raddoppiare la percentuale di Rom che denunciano le discriminazioni subite;
  3. ridurre di almeno la metà il divario di povertà tra i Rom e la popolazione in generale;
  4. ridurre di almeno la metà il divario per quanto riguarda la partecipazione all’istruzione della prima infanzia;
  5. ridurre di almeno la metà la percentuale di bambini Rom che frequentano scuole primarie segregate negli Stati membri con una popolazione Rom significativa;
  6. ridurre di almeno la metà il divario in termini di occupazione e il divario di genere nei livelli di occupazione;
  7. ridurre di almeno la metà il divario per quanto riguarda l’aspettativa di vita;
  8. ridurre di almeno un terzo il divario in termini di disagio abitativo;
  9. garantire che almeno il 95 % dei Rom abbia accesso all’acqua di rubinetto.

Oltre a fornire precise linee guida agli Stati membri per i nuovi piani nazionali, che ogni Stato dovrà predisporre assieme alla popolazione Rom e presentare alla Commissione europea entro il mese di settembre 2021, l’Agenzia europea per i diritti fondamentali ha elaborato un apposito Portfolio of indicators per monitorare i progressi compiuti dai singoli Stati nel conseguimento degli obiettivi e dei traguardi strategici stabiliti nel quadro strategico dell’Unione per i Rom.

Inoltre, attraverso una apposita “Raccomandazione” ha redatto un elenco di misure che gli Stati membri devono adottare e attuare per accelerare i progressi verso l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom.

Tali misure spaziano dallo sviluppo di sistemi di sostegno per i Rom vittime di discriminazione alle campagne di sensibilizzazione nelle scuole, dal sostegno dell’alfabetizzazione finanziaria alla promozione dell’occupazione dei Rom nelle istituzioni pubbliche, fino al miglioramento dell’accesso a controlli medici di qualità, screening e pianificazione familiare per le donne Rom.

Infatti, la proposta di raccomandazione si articola in cinque capitoli:

  1. un capitolo sui tre obiettivi orizzontali per combattere la discriminazione promuovendo: i) l’uguaglianza, ii) l’inclusione e iii) la partecipazione dei Rom;
  2. un capitolo sui quattro obiettivi settoriali: istruzione, occupazione, servizi sanitari e sociali, alloggio e servizi essenziali;
  3. un capitolo sui partenariati e la capacità istituzionale (punti di contatto nazionali per i Rom, coinvolgimento delle autorità regionali e locali e della società civile, ecc.)
  4. un capitolo sui finanziamenti, compresi i fondi previsti nei Piani nazionali di ripresa e resilienza, di contrasto alla crisi innescata dalla Covid-19, che ho presentato nel precedente articolo del blog;
  5. un capitolo sulle attività di monitoraggio e informazione sui risultati dell’attuazione dei quadri strategici nazionali utilizzando il portafoglio di indicatori sviluppati dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Un’Unione della parità: quadro strategico dell’UE per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom, doc. COM (2020) 620 del 7.10.2020

Comunicazione della Commissione europea, Orientamenti per la pianificazione e l’attuazione di quadri strategici nazionali per i Rom, allegato I al doc. COM (2020) 620 del 7.10.2020

Comunicazione della Commissione europea, Portafoglio di indicatori (indicatori per monitorare i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi e dei traguardi strategici stabiliti nel quadro strategico dell’UE per i Rom), allegato II al doc. COM (2020) 620 del 7.10.2020

Documento di lavoro dei servizi della Commissione: documento analitico che accompagna il quadro strategico dell’UE per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom, doc. SWD (2020) 530 del 7.10.2020

Commissione europea, Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sull’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom, doc. COM (2020) 621 del 7.10.2020

Commissione europea, Relazione sulla valutazione del quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020, doc. COM (2018) 785 del 4.12.2018

Commissione europea, Relazione sull’attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei Rom – 2019, doc. COM (2019) 406 del 5.9.2020

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