La strategia dell’Unione europea per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030

30 aprile 2021 di Mauro Varotto

L’Unione europea è fortemente ancorata ai valori dell’uguaglianza, dell’equità sociale, della libertà, della democrazia e dei diritti umani. Il trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea forniscono le basi per combattere tutte le forme di discriminazione, fissando l’uguaglianza quale pietra angolare delle politiche dell’Unione stessa.

Per questo motivo una delle priorità politiche della Commissione europea è l’impegno nella costruzione di una Unione dell’uguaglianza sotto tutti gli aspetti: ho già presentato in questo blog la strategia per l’uguaglianza delle persone LGBTIQ 2020-2025, il piano d’azione dell’Unione contro il razzismo 2020-2025, la strategia per la parità di genere 2020-2025 e il quadro strategico dell’Unione per i Rom.

Questa costruzione si arricchisce oggi di una nuova e fondamentale componente: la strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030, la quale rappresenta una delle azioni chiave programmate dal Piano di azione sul pilastro europeo dei diritti sociali, che ho presentato nel precedente articolo del blog.

Dalla Convenzione delle Nazioni unite alla prima strategia europea 2010-2020

Secondo la relazione mondiale sulla disabilità (World report on disability, 2011), elaborato dalla World Health Organization – WHO), circa il 15% della popolazione mondiale è affetto da qualche forma di disabilità. Si stima, inoltre, che nella sola Unione europea, nel 2020, un quinto della popolazione presenti qualche forma di disabilità.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD), adottata dall’ONU nel 2006, ha rappresentato una svolta per i diritti delle persone con disabilità: vi aderiscono tutti gli Stati membri ed è la prima convenzione sui diritti umani conclusa anche dall’Unione europea.

Le Parti della convenzione sono tenute a promuovere, proteggere e rispettare i diritti umani di tutte le persone con disabilità e a garantirne l’uguaglianza di fronte alla legge.

Il principale strumento utilizzato dall’Unione europea per attuare la convenzione UNCRPD, è stata la strategia europea sulla disabilità 2010-2020, la quale ha spianato la strada a un’Europa senza barriere: un esempio è dato dalle direttive quali l’atto europeo sull’accessibilità (direttiva 2019/882/UE), che prevede che prodotti e servizi chiave quali telefoni, computer, e-book, servizi bancari e comunicazioni elettroniche siano accessibili e utilizzabili da persone con diverse disabilità.

Altri esempi, sono le norme dell’Unione in materia di diritti dei passeggeri garantiscono alle persone con disabilità l’accesso al trasporto aereo, navale, ferroviario e su strada, la direttiva 2016/2102/UE relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici, la direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.

Inoltre, attraverso le politiche di cooperazione internazionale, l’Unione ha anche svolto un ruolo guida a livello mondiale nel promuovere l’inclusione e la piena partecipazione delle persone con disabilità.

La seconda strategie europea 2021-2030

Nonostante tutti gli sforzi intrapresi, la Commissione europea riconosce che le persone con disabilità restano tuttora più esposte al rischio di povertà e di esclusione sociale rispetto alle persone senza disabilità.

L’accesso all’assistenza sanitaria, all’apprendimento permanente, al lavoro e alle attività ricreative rimane difficile, la partecipazione alla vita politica è limitata e le persone con disabilità sono ancora discriminate. Inoltre, la pandemia di COVID-19 ha aggravato le disuguaglianze esistenti.

Inoltre, permangono barriere per le persone con disabilità, che ostacolano la loro mobilità a livello nazionale e tra i paesi europei e ne impediscono l’accesso alle informazioni, ai prodotti, ai servizi e all’alloggio

Con questa nuova strategia decennale, pertanto, la Commissione fornisce il quadro a sostegno delle azioni che saranno intraprese dall’Unione europea e dagli Stati membri, finalizzata a dare piena attuazione alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

L’obiettivo della strategia è di garantire che le persone con disabilità in Europa, a prescindere da sesso, razza od origine etnica, religione o credo, età od orientamento sessuale:

  • possano esercitare i loro diritti umani;
  • possano godere di pari opportunità;
  • possano partecipare alla società e all’economia su base di parità;
  • possano decidere dove, come e con chi vivere;
  • possano circolare liberamente nell’Unione europea, indipendentemente dalle loro esigenze di sostegno;
  • non subiscano più discriminazioni.

Accessibilità: l’iniziativa faro AccessibleEU

L’accessibilità è importante per l’inclusione delle persone con disabilità perché è impossibile partecipare alla società su base di parità con gli altri quando l’ambiente circostante – fisico o virtuale – non è accessibile.

Oggi, grazie a un solido quadro giuridico dell’Unione europea (ho già citato l’atto europeo sull’accessibilità, la direttiva relativa all’accessibilità dei siti web, i diritti dei passeggeri), in tutta l’Unione europea le persone con disabilità hanno un migliore accesso ai trasporti, agli edifici, alle informazioni cartacee e online, ai media audiovisivi e alle comunicazioni, anche elettroniche, nonché ad altri prodotti e servizi.

Tuttavia, molti aspetti non sono ancora disciplinati dalle norme dell’Unione e permangono differenze in termini di accessibilità degli edifici, degli spazi pubblici e di alcuni modi di trasporto. L’inaccessibilità delle informazioni e dei servizi può portare all’isolamento delle persone con disabilità.

Nel 2022 la Commissione europea avvierà pertanto un centro di risorse europeo “AccessibleEU” per creare una base di conoscenze di informazioni e buone pratiche sull’accessibilità in tutti i settori. Si tratta di un quadro di cooperazione che riunirà le autorità nazionali responsabili dell’attuazione e dell’applicazione delle norme sull’accessibilità ed esperti e professionisti di tutti i settori che interessano l’accessibilità. La finalità sarà quella di condividere le buone pratiche a livello trasversale, di offrire spunti per l’elaborazione di politiche a livello nazionale e dell’Unione europea, di elaborare strumenti e norme volti a facilitare l’attuazione del diritto dell’Unione stessa.

Diritti: l’iniziativa faro EU disability card

Le persone con disabilità hanno lo stesso diritto degli altri di trasferirsi in un altro paese dell’Unione. Tuttavia, quando si trasferiscono in un altro paese dell’Unione, non è sempre riconosciuto loro lo status di persone con disabilità e, quindi, hanno difficoltà nell’accedere a prestazioni o servizi.

Sulla base dell’esperienza acquisita con il progetto pilota sulla tessera d’invalidità dell’Unione in otto paesi e con il contrassegno di parcheggio dell’Unione europea, la Commissione europea proporrà la creazione di una tessera europea di disabilità , finalizzata a facilitare il riconoscimento reciproco dello status di disabilità in tutti i 27 Stati membri.

Partecipazione al processo democratico

La piena partecipazione alla vita politica, come richiesto dalla convenzione delle Nazioni Unite, significa che le persone con disabilità possono votare e candidarsi alle elezioni politiche su base di parità con gli altri.

Tuttavia, nella pratica, molte persone con disabilità incontrano difficoltà nell’esercizio dei loro diritti a causa della limitata accessibilità (compresa la mancanza di informazioni e comunicazione nella lingua dei segni) o a causa di restrizioni nella loro capacità giuridica.

Come annunciato nella relazione sulla cittadinanza 2020, la Commissione collaborerà con gli Stati membri, anche mediante discussioni specifiche nell’ambito del Parlamento europeo e della rete europea di cooperazione sulle elezioni, per garantire i diritti politici delle persone con disabilità su base di parità con gli altri.

Nel 2023 la Commissione europea pubblicherà una guida alla partecipazione delle persone con disabilità al processo elettorale. Sosterrà inoltre la partecipazione democratica inclusiva, anche per le persone con disabilità, attraverso il nuovo programma “Cittadinanza, uguaglianza, diritti e valori” per il periodo 2021-2027.

Qualità della vita e autonomia

Una vita indipendente, servizi sociali e per l’occupazione di qualità, alloggi accessibili e inclusivi, la partecipazione all’apprendimento permanente, una protezione sociale adeguata e un’economia sociale rafforzata sono indispensabili per una vita dignitosa per tutte le persone con disabilità.

Entro il 2023 la Commissione europea pubblicherà una guida per gli Stati membri in materia di vita indipendente e inclusione nella comunità. Nel 2024, inoltre, la stessa Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, intende introdurre un quadro europeo di qualità per i servizi sociali di eccellenza per le persone con disabilità.

Nuove competenze per nuovi lavori

La Commissione sottolinea che occorre garantire in tutta Europa parità di accesso all’istruzione e alla formazione orientata al mercato del lavoro a tutti i livelli. È responsabilità degli Stati membri adeguare le politiche in materia di istruzione e formazione alle esigenze delle persone con disabilità, in modo coerente con la convenzione UNCRPD.

Nonostante il diritto di accedere all’istruzione e alla formazione professionale tradizionali, la percentuale di giovani con disabilità indirizzati verso scuole professionali speciali è elevata. Ciò è spesso dovuto alla generale mancanza di accessibilità e di accomodamenti ragionevoli, come pure all’insufficiente sostegno fornito ai discenti con disabilità nei contesti di formazione professionale tradizionali.

Per questo, la Commissione invita gli Stati membri a fissare obiettivi per la partecipazione degli adulti con disabilità ad attività di apprendimento, per aumentare la loro partecipazione e garantire che le strategie nazionali in materia di competenze tengano conto delle esigenze specifiche delle persone con disabilità per contribuire al conseguimento dell’obiettivo dell’agenda per le competenze e del piano d’azione sull’attuazione del pilastro dei diritti sociali;

Promuovere l’accesso a posti di lavoro sostenibili e di qualità

Solo il 50% delle persone con disabilità ha un lavoro, rispetto al 75% delle persone senza disabilità.

La Commissione europea invita gli Stati membri a sfruttare il potenziale delle persone con disabilità e a migliorare la loro posizione sul mercato del lavoro.

Inoltre, intende cooperare con le organizzazioni, che ne rappresentano gli interessi, al fine di elaborare un pacchetto per migliori risultati sul mercato del lavoro per le persone con disabilità.

La strategia proporrà anche azioni volte a migliorare la protezione sociale delle persone con disabilità e a sostenere gli imprenditori sociali (potenziali) con disabilità.

Parità di accesso e non discriminazione

Infine, anche se le persone con disabilità hanno diritto alle pari opportunità e a non essere oggetto di discriminazioni e violenze, tuttavia, ben il 52% delle persone con disabilità si sente discriminato e le persone con disabilità corrono un rischio maggiore di diventare vittime di violenze e abusi nel proprio ambiente domestico e nelle istituzioni.

A tale dato va aggiunto che il 20% dei giovani con disabilità abbandona precocemente la scuola, rispetto al 10% dei giovani senza disabilità.

La nuova strategia decennale dell’Unione europea mira, quindi, a proteggere le persone con disabilità da qualsiasi forma di discriminazione e violenza, a far adottare a livello nazionale iniziative concrete sull’accesso a scuole inclusive, alla giustizia e all’assistenza sanitaria e a rafforzare la partecipazione delle persone con disabilità alle arti e alla cultura, alle attività ricreative, allo sport e al turismo.

ACCESSO DIRETTO ALE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Un’Unione dell’uguaglianza: strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030, doc. COM(2021) 101 del 3 marzo 2021

Comunicazione della Commissione europea, Strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un’Europa senza barriere, doc. COM (2010) 636 del 15 novembre 2010

Decisione del Consiglio 2010/48/CE del 26 novembre 2009 relativa alla conclusione, da parte della Comunità europea, della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, in GU UE L 23 del 27 gennaio 2010

Per conoscere tutte le iniziative dell’Unione europea a favore delle persone con disabilità è disponibile una apposita pagina Web della Commissione europea, raggiungibile a questo link.

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