La ripartizione delle risorse dell’Unione europea tra i programmi settoriali di spesa 2021-2027

12 febbraio 2021 di Mauro Varotto

Nel primo articolo dell’anno che ho pubblicato sul blog ho fornito una descrizione della cornice finanziaria dell’Unione europea per il periodo di programmazione 2021-2027.

La nuova fase di programmazione si fonda su un pacchetto di 65 proposte legislative, presentate dalla Commissione europea tra il mese di maggio 2018 e di dicembre 2020.

Ad oggi, di tali proposte ne sono state approvate 10. A parte i due regolamenti sullo smantellamento delle centrali nucleari, si tratta, in particolare, degli atti legislativi di carattere orizzontale: la decisione sulle risorse proprie (in fase di ratifica presso i Parlamenti dei 27 Stati membri); il regolamento sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027; il regolamento sul rispetto dello Stato di diritto in relazione all’utilizzo dei fondi dell’Unione; il regolamento che istituisce lo strumento europeo per la ripresa (EURI); quello che disciplina l’uso della riserva di risorse denominata REACT-EU; infine, il regolamento di transizione della politica agricola comune (PAC).

A seguito della approvazione di tali atti, oggi abbiamo il quadro, completo e definitivo, delle risorse di cui disporrà l’Unione europea nei prossimi sette anni e che sintetizzo nella seguente tabella: si tratta delle risorse ordinarie del quadro finanziario pluriennale (QFP) e delle risorse, straordinarie e temporanee, che saranno fornite dal pacchetto per la ripresa, Next Generation EU, attraverso lo strumento europeo per la ripresa (EURI).

Poiché i fondi supplementari dell’EURI – generati, come è noto, dai prestiti che saranno contratti dall’Unione europea sui mercati dei capitali – saranno erogati sotto forma di sovvenzioni e prestiti attraverso gli strumenti e i programmi del QFP, nella tabella sono ricondotti alle singole rubriche del QFP che tali fondi andranno a rafforzare.

Sempre nella medesima tabella, si potrà osservare che gli importi sono riportati sia a prezzi costanti che a prezzi correnti. Infatti, il quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea viene definito a prezzi costanti (per la programmazione 2021-2027, ai prezzi del 2018, cioè dell’anno in cui la Commissione europea ha presentato le proposte legislative relative al nuovo pacchetto finanziario dell’Unione). Di conseguenza, esso forma oggetto di un adeguamento annuale da parte della Commissione, per tener conto dei prezzi e dell’andamento del reddito nazionale lordo (RNL) dell’Unione europea: i prospetti a prezzi costanti sono, dunque, tradotti nei prezzi correnti dell’anno in questione (nella tabella è indicato l’adeguamento tecnico del 2021).

Nei precedenti articoli del blog ho iniziato a presentare i nuovi strumenti di programmazione della spesa delle risorse della politica agricola comune e le modalità di utilizzo della riserva di risorse REACT-EU.

In questo articolo, mi soffermerò sui cosiddetti programmi settoriali di spesa: si tratta di programmi pluriennali – che coprono, in generale, il periodo 2021-2027 – in gran parte gestiti direttamente dalla Commissione europea, o attraverso i suoi servizi oppure attraverso le sue agenzie esecutive.

Ai fondi a gestione concorrente – o condivisa – tra la Commissione europea e gli Stati membri – in particolare, i Fondi della politica di coesione e i Fondi agricoli, dedicherò degli approfondimenti successivi.

Dal quadro finanziario pluriennale ai programmi settoriali: l’approccio ABM

Secondo l’approccio Activity Based Management (ABM), applicato dalla Commissione europea dal 2001, nell’organizzazione interna delle proprie attività – cui è collegato un sistema di bilancio Activity Based Budgeting (ABB) – i programmi settoriali di spesa dell’Unione europea sono organizzati attorno alle principali priorità di spesa tematiche, che corrispondono alle 7 rubriche del quadro finanziario pluriennale, individuate nella prima colonna della precedente tabella (tali rubriche costituiscono, altresì, la base della struttura del bilancio annuale dell’Unione europea).

Una delle novità della programmazione 2021-2027 è che, all’interno di ciascuna priorità politica, i programmi settoriali sono stati riuniti in 15 cluster, cioè in poli di investimento.

Ad esempio, come si potrà notare nella tabella riportata alla fine dell’articolo, nell’ambito della rubrica 1 del QFP intitolata “Mercato unico, innovazione e agenda digitale” sono stati individuati 4 cluster di investimento: 1. Ricerca e innovazione; 2. Investimenti strategici europei; 3. Mercato unico; 4. Spazio.

Contribuiranno al cluster 2 “Investimenti strategici europei” tre grandi programmi settoriali di spesa: il fondo Invest-EU, il Meccanismo per collegare l’Europa e, infine, il programma Europa Digitale.

Il collegamento tra rubriche, cluster e programmi settoriali e il bilancio annuale dell’Unione è semplice e diretto: a ogni cluster corrisponde un titolo del bilancio; al suo interno, a ogni capitolo corrisponde a un programma settoriale e ad ogni articolo l’eventuale sotto-programma.

Questa articolazione mira a rispecchiare le priorità politiche dell’Unione e a mostrare con maggiore chiarezza il modo in cui i programmi contribuiranno al conseguimento dei diversi obiettivi perseguiti dall’Unione stessa.

Infatti, la struttura formale del bilancio annuale rivela solo parte della realtà dell’Unione europea: molte delle priorità sono complesse e sfaccettate e sarebbe impossibile affrontarne ogni aspetto con un unico programma.

La Commissione europea, quindi, ha proposto di combinare gli investimenti provenienti da più programmi per rispondere a priorità trasversali fondamentali dell’Unione, quali l’economia digitale, la sostenibilità, la sicurezza, la migrazione, il capitale umano e le competenze, il sostegno alle piccole imprese e l’innovazione.

Le risorse dei programmi settoriali di spesa 2021-2027

I programmi settoriali, per gran parte a gestione diretta della Commissione europea, non sono ancora stati approvati in via definitiva, anche se l’iter legislativo è molto avanzato e su gran parte di essi è stato raggiunto un accordo politico tra i due rami dell’autorità legislativa dell’Unione europea, il Parlamento (che rappresenta i cittadini) e il Consiglio (che rappresenta gli Stati).

Tuttavia, la Commissione europea – sulla base dei citati accordi politici – ha potuto già ripartire le risorse finanziarie dell’Unione europea per ciascun programma e per ciascun anno del quadro finanziario pluriennale, quindi, dal 2021-2027.

In tale ripartizione ha anche tenuto conto del compromesso, raggiunto all’ultimo momento, tra il Parlamento europeo e il Consiglio, che – al fine di compensare la spesa per il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi relativi al pacchetto per la ripresa Next Generation EU, che la decisione sulle risorse proprie pone a carico del bilancio dell’Unione (per il periodo 2021-2027 si tratta di una somma di circa 15 miliardi di euro, ai prezzi correnti) – hanno concordato di dotare alcuni programmi di “risorse aggiuntive”, provenienti dalle ammende imposte dalle istituzioni dell’Unione alle imprese che violano le norme sulla libera concorrenza (tali ammende, che ammontano a svariate decine di miliardi di euro, sino ad oggi sono state utilizzate per ridurre i contributi degli Stati membri al bilancio dell’Unione).

Gli importi di riferimento dei programmi settoriali di spesa dell’Unione europea per il periodo 2021-2027 sono indicati nella seguente tabella, a prezzi correnti.

La tabella espone, quindi, le dotazioni dei singoli programmi pluriennali di spesa sulla base degli accordi relativi al QFP 2021-2027, delle risorse aggiuntive provenienti dallo strumento europeo per la ripresa (EURI) di Next Generation EU e, infine, delle dotazioni aggiuntive concordate tra il Parlamento e il Consiglio e che saranno disponibili dal 2022 al 2027.

I totali delle rubriche e dei cluster non coincidono con la somma delle spese dei singoli programmi, perché rubriche e cluster comprendono anche altre spese (Agenzie decentrate e margini per spese impreviste).

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Le informazioni sono tratte dai seguenti due documenti interni di lavoro delle Istituzioni europee:

  • Commissione europea, Multiannual Financial Framework (MFF) 2021-2027 and Recovery package – Indicative annual breakdown of programmes under the multiannual financial framework and NextGenerationEU, doc. n. WK 14203/2020 INIT del 4.12.2020
  • Consiglio dell’Unione europea, Multiannual Financial Framework (MFF) 2021-2027 and Recovery Package: state of play of sectoral files, doc. n. 5831/21 del 2 febbraio 2021

Entrambi possono essere ottenuti presentando una richiesta di accesso agli atti al Consiglio dell’Unione europea, mediante l’apposito format.

 

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