La programmazione delle risorse REACT-EU in Italia

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5 febbraio 2021 di Mauro Varotto

Le risorse aggiuntive che derivano dalla riserva “RECT-EU (acronimo di Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe)”, creata all’interno dello strumento dell’Unione europea per la ripresa (EURI – European Union Recovery Instrument), saranno destinate a rafforzare la politica di coesione economica, sociale e territoriale, il cui attuale ciclo di programmazione (2014-2020) si concluderà il 31 dicembre 2023.

REACT-EU rappresenta, quindi, un ponte tra la programmazione 2014-2020 e la 2021-2027, e permetterà di rifinanziare, come ho anticipato nel precedente articolo del blog, gli attuali programmi operativi 2014-2020 dei Fondi strutturali e di investimento europei, oppure di proporne di nuovi o, infine, di destinare parte delle risorse al Fondo di aiuti europei agli indigenti (“FEAD”) o alla Iniziativa Occupazione Giovani (IOG).

Le risorse stanziate a livello europeo sono complessivamente pari a 47,5 miliardi di euro, ai prezzi 2018 (50,6 miliardi a prezzi correnti): sulla base dei criteri di ripartizione previsti dal regolamento istitutivo di REACT-EU, all’Italia è stata assegnata la prima delle due tranche di aiuto, quella relativa al 2021, pari a 10,7 miliardi di euro ai prezzi 2018 (11,3 miliardi a prezzi correnti), come comunicato dalla Commissione europea al Governo italiano in una lettera del 10 novembre 2020.

Una seconda tranche sarà erogata all’Italia nel 2022; tuttavia, la cifra esatta si conoscerà solo in autunno, alla luce dei dati economici disponibili alla data del 21 ottobre 2021.

La proposta di utilizzo delle risorse REACT-EU può essere presentata alla Commissione europea in qualsiasi momento, a partire dal 29 dicembre 2020.

Il Governo italiano ha elaborato una prima ipotesi di utilizzo di tali risorse aggiuntive nella bozza di Piano nazionale di ripresa e di resilienza (PNRR), approvata dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio scorso e trasmessa al Parlamento per un parere: pur distinte, le risorse di REACT-EU, infatti, sono complementari a quelle del Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza (RRF) e concorrono all’obiettivo di facilitare il superamento degli effetti della crisi provocata dalla pandemia, e di promuovere una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia. Per questo motivo sono programmate nel PNRR.

La prima scelta del Governo è stata quella di elaborare una proposta che comprende  sia le risorse disponibili nel 2021 che quelle stimate per il 2022, pari a un totale di 13,5 miliardi di euro. Pertanto, si tratta di una proposta che, al momento, ha una copertura finanziaria solo parziale: 11,3 miliardi di euro su 13,5 programmati.

La seconda scelta del Governo è stata quella di gestire le risorse a livello nazionale: non saranno rifinanziati i programmi operativi regionali, né i programmi di cooperazione transfrontaliera.

In terzo luogo, l’Italia ha scelto di impegnare tali risorse al fine di dare continuità agli interventi di emergenza adottati nel corso del 2020 in risposta alla pandemia e ai suoi effetti economici e sociali: è stato, pertanto, rafforzato il contributo già fornito dalla politica di coesione con gli accordi di riprogrammazione dei Fondi strutturali per l’emergenza sanitaria, sociale ed economica, nell’ambito di CRII e di CRII+, che hanno consentito di mobilitare in breve tempo circa 12 miliardi di euro, che le Regioni italiane hanno potuto impiegare per far fronte alle spese sanitarie.

Infine, una ulteriore scelta nazionale nell’impiego delle risorse di REACT-EU è il contestuale perseguimento degli obiettivi di riequilibrio territoriale e socioeconomico e di rafforzamento strutturale del Mezzogiorno, in coerenza con gli obiettivi definiti nel Piano Sud 2030: il 67,4% delle risorse destinate all’Italia, pari a 8,8 miliardi sui 13,5 disponibili, sarà, infatti, concentrato nelle otto Regioni del Mezzogiorno geografico.

Gli interventi che il Governo intende finanziare con le risorse aggiuntive di REAC-EU sono sintetizzati nella seguente tabella.

Come si legge nella sezione della bozza di PNRR dedicata a REACT-EU, il primo gruppo di misure che il Governo intende finanziare mira a ridurre i divari che caratterizzano l’Italia – e in particolare il Mezzogiorno – in materia di tecnologie e competenze digitali delle imprese.

A tal fine, 745 milioni di euro saranno destinati a finanziare interventi a sostegno dell’innovazione nelle PMI supportando, in particolare:

  • gli investimenti orientati alla trasformazione tecnologica e digitale;
  • il Fondo centrale di Garanzia;
  • il finanziamento di dottorati innovativi.

Una quota rilevante delle risorse, circa 4,5 miliardi di euro, contribuirà a finanziare la fiscalità di vantaggio per il lavoro al Sud ed altri interventi a favore dell’occupazione, in particolare:

  • l’estensione della misura “Decontribuzione Sud”, già istituita in via sperimentale nel corso del 2020 dall’art. 27 del decreto legge n. 104/2020 (Agosto), e resa strutturale fino al 2029 dall’art. 1, commi 161-169  della legge n. 178/2020 (Legge di bilancio 2021), la quale prevede un esonero contributivo parziale in favore dei datori di lavoro del settore privato operanti nelle Regioni del Mezzogiorno, ponendo i relativi oneri, per gli anni 2022 e seguenti, a carico di risorse finanziarie di fonte europea (alla scadenza del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, la misura dovrà essere notificata alla Commissione europea);
  • gli sgravi contributivi per favorire l’occupazione giovanile, istituiti dall’articolo 1, commi 10-15 della citata Legge di bilancio 2021;
  • gli sgravi contributivi per l’assunzione di donne, pure istituiti dall’articolo 1, commi 16-19 della medesima Legge di bilancio 2021.

REACT-EU provvederà anche, con circa 1,9 miliardi di euro, al parziale finanziamento, soprattutto nel Mezzogiorno, degli interventi orientati alla revisione strutturale delle politiche attive del lavoro e di quelli previsti nell’ambito del Piano nuove competenze. Nella medesima somma saranno altresì programmati alcuni interventi per l’inclusione sociale, che si concentreranno sulle città metropolitane, mediante il rifinanziamento del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD).

In sinergia con le risorse del Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza programmate nel PNRR e con quelle dei Fondi della politica di coesione 2021-2027, 2,6 miliardi di REACT-EU saranno destinati a finanziare interventi finalizzati alla transizione ecologica, in particolare: economia circolare e valorizzazione del ciclo integrato dei rifiuti; efficientamento energetico degli edifici che rientrano nel patrimonio dello Stato; la realizzazione di reti elettriche “intelligenti” nelle regioni del Mezzogiorno; infrastrutture verdi urbane.

Inoltre, utilizzando il veicolo del PON “Ricerca e Innovazione” (2014-2020), la proposta del Governo italiano prevede di finanziare più di 2.500 contratti di ricerca e oltre 6.800 borse di dottorato su tematiche green.

Due ulteriori gruppi di misure saranno dedicati al potenziamento dell’istruzione:

  • circa 500 milioni di euro sosterranno, nelle regioni del Mezzogiorno, interventi a tutela del diritto allo studio con l’erogazione di borse di studio e attraverso l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie;
  • 900 milioni di euro il cablaggio interno degli edifici scolastici, al fine di garantire l’effettività del Piano Banda ultra larga dedicato alla digitalizzazione delle scuole con l’obiettivo di trasformare le classi in ambienti didattici innovativi.

Infine, un ultimo gruppo di misure potenzierà il Sistema Sanitario Nazionale nel suo sforzo di contrasto al Covid-19, fornendo un sostegno di 1,7 miliardi di euro alla contrattualizzazione dei medici iscritti alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, nonché alle spese straordinarie per il personale sanitario e l’acquisto dei vaccini.

Resta da dire che le spese saranno ammissibili alle risorse REACT-EU a decorrere dal 1° febbraio 2020, quindi, saranno finanziabili, retroattivamente, anche operazioni portate materialmente a termine o completamente attuate prima dell’approvazione dei programmi operativo, nuovi o modificati.
Le operazioni da finanziare potranno essere selezionate dalle Autorità di gestione fino alla fine del 2023: il 31 dicembre 2023, tuttavia, rimane la data ultima di chiusura di tutti i programmi della politica di coesione 2014-2020, comprese le risorse aggiuntive di REACT-EU.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicato del Consiglio dei Ministri n. 89, Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2021

One thought on “La programmazione delle risorse REACT-EU in Italia

  1. […] Nei precedenti articoli del blog ho iniziato a presentare i nuovi strumenti di programmazione della spesa delle risorse della politica agricola comune e le modalità di utilizzo della riserva di risorse REACT-EU. […]

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