Nuove iniziative della Commissione europea per la crisi economica da Covid-19: SURE, CRII+ e solidarietà per la salute

3 aprile 2020 di Mauro Varotto

Nelle scorse settimane la Commissione ha adottato un primo pacchetto di misure coordinate a livello europeo per consentire agli Stati membri tutta la flessibilità necessaria a sostenere finanziariamente i propri sistemi sanitari, le imprese e i lavoratori, sia sul versante della eliminazione dei vincoli del patto di stabilità e crescita alla spesa pubblica, sia su quello delle regole che disciplinano gli aiuti di Stato alle imprese.

Nel contesto di tale risposta economica coordinata, la Commissione è intervenuta per coordinare, accelerare e rafforzare gli sforzi di approvvigionamento di dispositivi medici, attraverso una procedura di appalto congiunta accelerata con 26 Stati membri e la mobilitazione delle risorse del meccanismo di protezione civile dell’UE (rescEU) e ha indirizzato il finanziamento della ricerca e dell’innovazione verso lo sviluppo di un vaccino, finanziando con 48,5 milioni di euro 18 progetti di ricerca a livello transnazionale.

Inoltre, con la Coronavirus Response Investment Initiative (CRII)”, la Commissione ha proposto di indirizzare subito 37 miliardi di euro nell’ambito della politica di coesione (8 miliardi di prefinanziamenti e 28 miliardi di fondi non ancora assegnati) verso l’epidemia di COVID-19 e di spenderli nel 2020 attraverso procedure eccezionali e accelerate.

Ha, quindi, dettato precise linee guida agli Stati membri per garantire che i beni e i lavoratori frontalieri possano continuare a circolare nell’Unione europea, per mantenere gli ospedali e le fabbriche in attività e assicurare le forniture alimentari e dei beni di prima necessità.

Infine, ha agevolato e continua ad agevolare il rimpatrio in Europa dei cittadini dell’Unione, delle loro famiglie e dei soggiornanti di lungo periodo da tutto il mondo.

Tutte queste iniziative hanno avuto l’avvallo politico del Consiglio europeo, come ho avuto modo di scrivere nel precedente articolo dedicato alla risposta politica dell’Unione europea all’epidemia. Il Consiglio europeo ha anche chiesto alla Commissione di predisporre una strategia di uscita coordinata dalla crisi, che guardi al futuro attraverso un importante piano di investimenti.

In attesa di tale strategia a lungo termine, per far fronte all’emergenza la Commissione europea ha adottato una seconda ondata di iniziative (in appendice riporto i link al nutrito pacchetto legislativo), con le quali impegna tutte le risorse disponibili sul bilancio dell’Unione europea del 2020 (l’Unione, infatti, ha solo un bilancio annuale).

Le principali sono descritte in sintesi nei seguenti paragrafi.

L’iniziativa SURE (SICURO)

Per attenuare l’impatto economico della crisi e consentire all’economia dell’Unione europea di essere pronta a riprendere, quando le condizioni lo permetteranno, la strategia della Commissione europea mira a far sì che i cittadini non perdano il lavoro e che le imprese si mantengano in attività.

Lo Strumento europeo di sostegno temporaneo per mitigare i rischi di disoccupazione in caso di emergenza (SURE, acronimo di European instrument for temporary support to mitigate unemployment risks in an emergency)è la risposta della Commissione a questa situazione: un nuovo strumento che erogherà fino a 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti ai paesi che ne hanno bisogno per garantire che i lavoratori percepiscano un reddito e che le imprese mantengano il proprio personale.

L’assistenza finanziaria nel quadro dello strumento SURE assumerà la forma di un prestito concesso dall’Unione europea agli Stati membri che ne fanno domanda.

La Commissione contrarrà prestiti sui mercati finanziari per finanziare quelli agli Stati membri, che sarebbero poi concessi a condizioni favorevoli: gli Stati membri beneficerebbero quindi del buon rating di credito dell’UE e di bassi costi di finanziamento.

La passività potenziale derivante da tali prestiti dell’Unione sarà resa compatibile con le restrizioni cui è sottoposto il bilancio europeo con garanzie rilasciate dagli Stati membri, i quali verseranno all’Unione un contributo pari al 25% dei prestiti concessi, con una chiave di riparto che rispecchia la rispettiva quota sul totale del Reddito nazionale lordo.

Questi prestiti saranno basati su un sistema di garanzie volontarie degli Stati membri nei confronti dell’UE. Lo strumento entrerà in funzione una volta che tutti gli Stati membri si saranno impegnati in relazione a tali garanzie.

In particolare, SURE sosterrà i regimi di riduzione dell’orario lavorativo (cassa integrazione) e misure analoghe, per aiutare gli Stati membri a proteggere i posti di lavoro, i lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi dal rischio di licenziamento e perdita di reddito.

Le imprese potranno ridurre temporaneamente l’orario lavorativo dei dipendenti o sospendere del tutto l’attività garantendo il sostegno al reddito fornito dallo Stato per le ore non lavorate. I lavoratori autonomi beneficeranno di una sostituzione del reddito per l’emergenza in corso.

La “Coronavirus Response Investment Initiative Plus (CRII+)

Come si è accennato all’inizio, il primo pacchetto di misure dell’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus (CRII) si è concentrato sulla mobilitazione immediata dei Fondi strutturali e di investimento europei per consentire una risposta rapida alla crisi.

A tal proposito, la Commissione ha introdotto una serie di modifiche molto importanti che estendono l’ambito di applicazione del sostegno dei fondi, forniscono liquidità immediata e consentono flessibilità nella modifica dei programmi.

Il primo pacchetto relativo all’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus consisteva di tre elementi principali: circa 8 miliardi di euro di liquidità immediata per accelerare fino a 37 miliardi di euro di investimenti pubblici europei, flessibilità nell’applicazione delle norme sulla spesa dell’Unione europea e l’estensione dell’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà dell’UE.

Il nuovo pacchetto (CRII+) integra il primo introducendo una flessibilità straordinaria affinché tutto il sostegno finanziario non utilizzato a titolo dei Fondi strutturali e di investimento europei possa essere pienamente mobilitato.

La flessibilità è garantita mediante: possibilità di trasferimento tra i 3 fondi della politica di coesione (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo e Fondo di coesione); trasferimenti tra le diverse categorie di regioni (più sviluppate, in transizione e meno sviluppate); e flessibilità per quanto riguarda la concentrazione sugli 11 obiettivi tematici.

La proposta della Commissione prevede, inoltre, la possibilità di un tasso di cofinanziamento dell’Unione pari al 100% per i programmi della politica di coesione per l’esercizio contabile 2020-2021, il che consentirà agli Stati membri di beneficiare dell’intero finanziamento unionale per le misure connesse alla crisi.

Infine, il pacchetto CRII+ semplifica inoltre le fasi procedurali connesse all’attuazione dei programmi, all’uso degli strumenti finanziari e all’audit. Si tratta di una misura senza precedenti, giustificata dalla situazione eccezionale causata dalla pandemia di coronavirus.

Il Fondo di aiuti europei agli indigenti

L’iniziativa CRII+ fornisce inoltre sostegno agli indigenti modificando le norme del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD). Le misure proposte includono:

  • l’ammissibilità della spesa per le operazioni del FEAD che promuovono le capacità di risposta alla crisi legata alla pandemia di coronavirus a partire dal 1º febbraio 2020;
  • un’indicazione esplicita dell’ammissibilità delle spese relative ai dispositivi di protezione per le organizzazioni partner;
  • l’esenzione temporanea di alcune misure di sostegno del FEAD dall’approvazione della Commissione;
  • la possibilità di distribuire aiuti alimentari e fornire assistenza materiale di base mediante buoni elettronici, riducendo quindi il rischio di contaminazione;
  • l’erogazione del 100% di cofinanziamento (anziché dell’85%), da applicare per l’esercizio contabile 2020-2021.

Il sostegno ai pescatori

Le modifiche al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) consentiranno  una riassegnazione più flessibile delle risorse finanziarie all’interno dei programmi operativi in ciascuno Stato membro e una procedura semplificata per la modifica dei programmi operativi per quanto riguarda l’introduzione delle nuove misure. Le modifiche forniranno inoltre un sostegno:

  • ai pescatori per l’arresto temporaneo delle attività di pesca;
  • agli acquacoltori per la sospensione o la riduzione temporanea della produzione;
  • alle organizzazioni di produttori per lo stoccaggio temporaneo dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Il sostegno agli agricoltori

La Commissione proporrà inoltre a breve una serie di misure per garantire che gli agricoltori e gli altri beneficiari possano ottenere il sostegno di cui hanno bisogno dalla politica agricola comune (PAC), ad esempio allungando i tempi per la presentazione delle domande di sostegno e per il trattamento delle stesse da parte delle amministrazioni, aumentando gli anticipi per i pagamenti diretti e i pagamenti per lo sviluppo rurale e garantendo maggiore flessibilità per i controlli in loco, al fine di ridurre al minimo per ridurre al minimo la necessità di contatti fisici e alleggerire gli oneri amministrativi.

In particolare, la Commissione ha annunciato che proporrà di aumentare la flessibilità nell’uso degli strumenti finanziari. Gli agricoltori e altri beneficiari dello sviluppo rurale potranno avere accesso a prestiti o garanzie fino a 200.000 euro a condizioni favorevoli, ad esempio tassi di interesse molto ridotti o piani di pagamento favorevoli nell’ambito del FEASR.

Di norma questi strumenti finanziari devono essere collegati a investimenti, mentre con questa nuova misura potranno aiutare gli agricoltori a disporre di flusso di cassa per finanziare costi o compensare perdite temporanee.

I fondi per lo sviluppo rurale potranno, inoltre, essere utilizzati da Stati e Regioni per investimenti in strutture mediche e infrastrutture su piccola scala in zone rurali, ad esempio per adeguare i centri sanitari affinché possano provvedere alle cure di un numero crescente di pazienti o per creare strutture sanitarie mobili che consentano di effettuare test e prestare cure agli agricoltori e agli abitanti delle zone rurali.

Infine, gli Stati membri potranno riassegnare nell’ambito dei loro programmi di sviluppo rurale (PSR) i fondi inutilizzati, invece di restituirli al bilancio dell’Unione. I fondi dovranno comunque essere utilizzati nel quadro dei rispettivi programmi di sviluppo rurale.

Oltre alle misure direttamente collegate al FEASR nell’ambito dell’iniziativa CRII+, la Commissione propone anche una maggiore flessibilità e semplificazione degli altri strumenti della politica agricola comune (PAC).

In primo luogo, la scadenza del termine per le domande di pagamento relative alla PAC sarà prorogato di un mese, dal 15 maggio al 15 giugno 2020, in modo da dare agli agricoltori più tempo per compilare la domanda sia per i pagamenti diretti sia per i pagamenti per lo sviluppo rurale.

In secondo luogo, per incrementare il flusso di cassa degli agricoltori, la Commissione aumenterà gli anticipi dei pagamenti diretti e dei pagamenti per lo sviluppo rurale. Le percentuali degli anticipi passeranno dal 50% al 70% per i pagamenti diretti, e dal 75% all’85% per i pagamenti per lo sviluppo rurale. Gli agricoltori inizieranno a ricevere questi anticipi dal 16 ottobre 2020.

Strumento per il sostegno di emergenza dell’Unione europea per il settore sanitario

Nella sua storia l’Unione europea non ha mai dovuto affrontare una crisi sanitaria di questa portata o di una diffusione tanto rapida. In questa situazione la priorità assoluta è quella di salvare vite umane e di soddisfare le esigenze dei nostri sistemi sanitari e degli operatori della nostra Unione che ogni giorno compiono miracoli.

La Commissione si sta adoperando con ogni mezzo per garantire la fornitura di dispositivi di protezione e di apparecchi di respirazione. Nonostante i notevoli sforzi prodigati dall’industria, in alcune zone gli Stati membri si trovano ancora a far fronte a gravi carenze di dispositivi di protezione e di apparecchi di respirazione. Non dispongono inoltre di sufficienti strutture sanitarie e sarebbe importante per loro poter trasferire i pazienti verso zone con maggiori risorse e inviare personale medico verso le zone più duramente colpite. Un sostegno sarà inoltre necessario per l’esecuzione di tamponi a livello capillare, per la ricerca medica, per l’impiego di nuovi trattamenti e per la produzione, l’acquisto e la distribuzione di vaccini in tutta l’Unione.

La Commissione propone, quindi, di utilizzare tutti i fondi rimanenti della dotazione di bilancio dell’Unione per l’anno 2020 al fine di far fronte alle esigenze dei sistemi sanitari europei.

In particolare, lo Strumento per il sostegno di emergenza riceverà una dotazione di 3 miliardi di euro, di cui 2,7 miliardi di euro saranno erogati attraverso lo strumento per il sostegno di emergenza e 300 milioni di euro attraverso la capacità di apparecchiature mediche di rescEU. Saranno possibili contributi supplementari da parte degli Stati membri e dei singoli, di fondazioni e anche di iniziative di finanziamento collettivo (crowdfunding).

In questo modo la Commissione sarà in grado di:

  • provvedere direttamente all’acquisto o all’approvvigionamento di mezzi di sostegno di emergenza per conto degli Stati membri e a alla distribuzione di forniture mediche, quali mascherine e maschere di protezione con filtro;
  • sostenere finanziariamente e coordinare bisogni urgenti come il trasporto di apparecchiature mediche e pazienti nelle regioni transfrontaliere;
  • sostenere l’allestimento di ospedali da campo mobili.

Ulteriori misure in arrivo

Poiché la situazione è in continua evoluzione, la Commissione presenterà ulteriori proposte e lavorerà di concerto con le altre istituzioni dell’Unione europea e con i singoli Stati membri per affrontare congiuntamente e nel modo più rapido possibile ogni nuova esigenza.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFOMAZIONE:

Commissione europea, Risposta del Coronavirus. Utilizzare ogni euro disponibile in tutti i modi possibili per proteggere vite e mezzi di sussistenza, doc. COM(2020) 143 del 2 aprile 2020

Il nuovo pacchetto legislativo completo:

Commissione europea, Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce uno strumento europeo di sostegno temporaneo per mitigare i rischi di disoccupazione in caso di emergenza (SURE) a seguito dell’epidemia di COVID-19, doc. COM(2020) 139 del 2 aprile 2020

Commissione europea, Proposta di regolamento del Consiglio che attiva il sostegno di emergenza a norma del regolamento (UE) 2016/369 del Consiglio, del 15 marzo 2016, e che modifica le sue disposizioni in relazione all’epidemia di COVID-19, doc. COM(2020) 175 del 2 aprile 2020

Commissione europea, Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (UE) n. 223/2014 per quanto riguarda l’introduzione di misure specifiche per far fronte alla crisi COVID-19, doc. COM(2020) 141 del 2 aprile 2020

Commissione europea, Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013 e il regolamento (UE) n. 1301/2013 per quanto riguarda le misure specifiche volte a fornire un’eccezionale flessibilità per l’utilizzo dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta allo scoppio di COVID-19, doc. COM(2020) 138 del 2 aprile 2020

Commissione europea, Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (UE) n. 1379/2013 e il regolamento (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda le misure specifiche volte a mitigare l’impatto dell’epidemia di COVID-19 nel settore della pesca e dell’acquacoltura, doc. COM(2020) 142 del 2 aprile 2020

Commissione europea, Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la decisione (UE) 2020/265 per quanto riguarda gli adeguamenti degli importi mobilitati dallo strumento di flessibilità per il 2020 da utilizzare per la migrazione, gli afflussi di rifugiati e le minacce alla sicurezza, per misure immediate nel quadro dell’epidemia COVID-19 e per il rafforzamento della Procura europea, doc. COM(2020) 171 del 2 aprile 2020

Commissione europea, Adeguamento tecnico per gli strumenti speciali per il 2020 (articolo 6, paragrafo 1, lettere e) ef), del regolamento n. 1311/2013 del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per gli anni 2014 -2020), doc. COM(2020) 173 del 2 aprile 2020

Commissione europea, Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020, doc. COM(2020) 174 del 2 aprile 2020

Commissione europea, Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla mobilitazione del margine per imprevisti nel 2020 per fornire assistenza di emergenza agli Stati membri e rafforzare ulteriormente il meccanismo di protezione civile dell’Unione/rescEU in risposta all’epidemia di COVID-19, doc. COM(2020) 172 del 2 aprile 2020

Commissione europea, PROGETTO DI BILANCIO RETTIFICATIVO N. 2 AL BILANCIO GENERALE 2020 Fornire sostegno di emergenza agli Stati membri e rafforzare ulteriormente il meccanismo di protezione civile dell’Unione/rescEU per rispondere all’epidemia di COVID-19, doc. (COM)2020 170 del 2 aprile 2020

 

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