Una strategia per le PMI per un’Europa sostenibile e digitale

7 aprile 2020 di Mauro Varotto

Al di là degli interventi temporanei di emergenza che sta adottando in risposta alla crisi economica determinata dall’epidemia da Covid-19, la Commissione europea continua anche a guardare al futuro e, nel quadro della nuova strategia industriale dell’Unione europea che ho presentato in questo blog, la Commissione ha lanciato la nuova strategia per le piccole e medie imprese (PMI), le quali nel 27 Stati membri dell’Unione sono 25 milioni, rappresentano oltre il 99% di tutte le imprese europee (la stragrande maggioranza di esse sono a conduzione familiare) e costituiscono, quindi, la vera spina dorsale dell’economia e della società europee.

Le PMI, infatti, hanno un ruolo chiave nel tessuto industriale europeo: forniscono i due terzi dei posti di lavoro, occupando circa 100 milioni di persone, e rappresentano il 50% del PIL europeo.

Tuttavia, quando si parla di PMI si parla di imprese molto diversificate in termini di modelli di business, dimensioni, età e profilo degli imprenditori: sono PMI i liberi professionisti, le microimprese nel settore dei servizi, come pure imprese industriali di medio calibro, l’artigianato tradizionale e le start-up ad alto contenuto tecnologico.

La strategia europea, quindi, parte dal riconoscimento che vi sono esigenze molto eterogenee nel mondo delle PMI e che, quindi, non è sufficiente un intervento finalizzato ad aiutarle a crescere e espandersi, bensì è necessario sviluppare azioni mirate perché tali imprese siano competitive, resilienti e sostenibili.

La strategia, quindi, propone azioni basate su tre pilastri:

  • potenziare le capacità e sostenere la transizione verso la sostenibilità e la digitalizzazione;
  • ridurre l’onere normativo e migliorare l’accesso al mercato; e
  • migliorare l’accesso ai finanziamenti.

 

Potenziare le capacità e sostenere la transizione verso la sostenibilità e la digitalizzazione

Le PMI giocano un ruolo di primo piano nel processo di creazione in Europa di un’economia digitale agile, a impatto climatico zero ed efficiente sotto il profilo delle risorse.

In questo contesto, le principali azioni che la Commissione intende intraprendere sono le seguenti:

  • potenziare la rete Enterprise Europe, introducendovi appositi consulenti in materia di sostenibilità e altri servizi per la sostenibilità;
  • elaborare corsi accelerati per la digitalizzazione per offrire al personale delle PMI competenze approfondite in settori quali l’intelligenza artificiale (IA), la cibersicurezza o la blockchain;
  • istituire un programma per “volontari digitali”, volto a consentire a giovani qualificati e anziani dotati di esperienza di condividere le loro competenze digitali con le imprese tradizionali;
  • aggiornare l’agenda per le competenze per l’Europa includendo un patto per le competenze con una componente specifica per le PMI e proporre una raccomandazione del Consiglio diretta a modernizzare l’istruzione e formazione professionale nei singoli Stati membri;
  • estendere i poli dell’innovazione digitale, in connessione con Startup Europe e la rete Enterprise Europe Network (EEN) e fornire un servizio ininterrotto all’interno degli ecosistemi locali e regionali;
  • riservare almeno 300 milioni di euro nell’ambito del Consiglio europeo dell’innovazione (CEI) del programma quadro “Orizzonte Europa” per incoraggiare innovazioni pionieristiche nell’interesse del Green Deal.

 

Ridurre l’onere normativo e migliorare l’accesso al mercato

Osserva la Commissione europea come il mercato unico europeo sia il mercato di riferimento per le PMI europee: assorbe il 70% del valore delle esportazioni di merci delle PMI e l’80% di tutte le esportazioni delle PMI verso altri Stati membri. Tuttavia, il numero di PMI che esportano verso altri Stati membri potrebbe essere di gran lunga superiore: per esempio, solo il 17% di tutte le esportazioni delle PMI del settore manifatturiero avviene all’interno del mercato unico.

Uno studio della Commissione europea sulle barriere al mercato unico dimostra che le PMI sono le entità più colpite dal persistere delle barriere e degli ostacoli intra-unionali.

Del resto, garantire la conformità a regolamenti, standard, etichette e formalità amministrative risulta più oneroso per le PMI che per le imprese più grandi, a causa della limitatezza delle risorse finanziarie e umane a loro disposizione.

Pertanto, in questo pilastro della strategia, le iniziative che la Commissione intende assumere saranno principalmente le seguenti:

  • sarà nominato un rappresentante dell’Unione europea per le PMI che assieme alla rete di rappresentanti nazionali per le PMI contribuirà ai lavori della task force che la Commissione istituirà sull’attuazione del mercato unico per affrontare, tra l’altro, la sovra-regolamentazione nel processo di recepimento al fine di ridurre al minimo gli oneri normativi gravanti sulle PMI.
  • saranno incoraggiati gli Stati membri ad attuare lo sportello digitale unico con modalità favorevoli alle PMI;
  • il rappresentante dell’Unione europea per le PMI filtrerà le iniziative dell’Unione per segnalare alla Commissione quelle che meritano un approfondimento nell’ottica delle PMI e avrà un ruolo specifico da svolgere nella nuova piattaforma “Fit for Future;
  • la Commissione mobiliterà gli Stati membri per sostenere uno standard europeo per nazioni favorevoli alle start-up, nell’intento di condividere e adottare le migliori pratiche al fine di accelerare la crescita delle start-up e delle PMI ad alto contenuto tecnologico;
  • gli Stati membri e le loro amministrazioni appaltanti saranno invitati a sfruttare la flessibilità offerta dal nuovo quadro dell’Unione europea in materia di appalti al fine di moltiplicare le opportunità per le PMI, anche mediante l’uso di piattaforme e strumenti digitali, per incrementare gli appalti transfrontalieri. La Commissione pubblicherà orientamenti e offrirà sostegno alle amministrazioni appaltanti;
  • gli Stati membri saranno incoraggiati a elaborare proposte per spazi di sperimentazione normativa mediante l’avvio di un progetto pilota;
  • la Commissione lancerà un invito a creare partenariati pionieristici tra le regioni frontaliere finalizzati a rafforzare la cooperazione nell’attuazione del mercato unico e a promuovere l’eliminazione delle barriere amministrative;
  • gli Stati membri saranno supportati dalla Commissione nell’attuazione della direttiva sui ritardi di pagamento istituendo strumenti di controllo e di miglioramento dell’applicazione ed esplorando la fattibilità di meccanismi alternativi di risoluzione/mediazione per le PMI.
  • sarà agevolata la cooperazione transfrontaliera con e tra le PMI nell’ambito del Fondo europeo per la difesa;
  • sarà avviata la nuova iniziativa “CASSINI” sull’imprenditorialità nel settore spaziale;
  • la Commissione assisterà gli Stati membri nel recepimento della direttiva di recente adozione riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva e la seconda opportunità, aiutandoli a istituire meccanismi di allerta precoce per le imprese in difficoltà finanziarie al fine di evitare loro il fallimento;
  • la Commissione esaminerà con gli Stati membri eventuali misure atte a creare un contesto favorevole al trasferimento delle PMI;
  • sempre la Commissione continuerà a migliorare l’accesso delle PMI ai mercati dei paesi terzi, anche attraverso capitoli specifici per le PMI, il ricorso a dialoghi per lo scambio di buone pratiche con i partner commerciali e un nuovo portale informativo. La Commissione agevolerà l’accesso delle PMI agli strumenti di difesa commerciale;
  • le delegazioni dell’Unione europea nei paesi terzi forniranno supporto rispondendo alle domande delle PMI in merito agli accordi di libero scambio;
  • infine, la Commissione annuncia l’estensione del programma Erasmus per “giovani imprenditori Global”.

Migliorare l’accesso ai finanziamenti delle PMI

Secondo alcuni studi di istituzioni europee e centri di ricerca, in Europa le PMI presentano un forte deficit di finanziamento, dell’ordine di 20-35 miliardi di euro, nonostante i consistenti programmi di sostegno a livello nazionale ed europeo, e in alcuni Stati membri l’accesso ai finanziamenti rimane uno dei principali problemi che esse devono affrontare.

Nel 2019 nell’Unione europea il 18% delle PMI non ha ottenuto l’intero ammontare del prestito bancario che aveva preventivato. Ciò pone le PMI in una situazione di svantaggio, dato che i finanziamenti bancari coprono all’incirca il 90% del loro fabbisogno di fondi.

Facilitare l’accesso ai finanziamenti da parte delle PMI è essenziale per finanziarne il fabbisogno di investimenti per la transizione ecologica e digitale.

In questo ambito le prossime iniziative che saranno adottate a livello europeo dalla Commissione europea sono le seguenti:

  • un nuovo meccanismo di accesso al mercato dei capitali, le offerte pubbliche iniziali (IPO) delle PMI, con investimenti erogati attraverso un nuovo fondo pubblico-privato, da sviluppare nel quadro del programma InvestEU a iniziare dal 2021 nell’ambito dell’unione dei mercati dei capitali;
  • un meccanismo di rischio/rendimento unico nel suo genere per accrescere l’entità dei fondi di capitale di rischio e per aumentare gli investimenti privati a disposizione per l’espansione delle imprese tramite l’iniziativa ESCALAR (European Scale-Up Action for Risk Capital) in via di perfezionamento;
  • un’iniziativa di finanziamento intelligente dal punto di vista del genere per stimolare i finanziamenti destinati alle imprese e ai fondi gestiti da donne e per incoraggiare l’imprenditorialità femminile;
  • un’iniziativa di investimento per le tecnologie verdi per mettere in comune le risorse finanziarie dell’Unione europea, degli Stati membri e del settore privato al fine di accrescere l’accesso al capitale di rischio per le start-up e le PMI innovative che sviluppano e adottano soluzioni tecnologiche verdi;
  • un’iniziativa basata su blockchain che consentirà l’emissione e lo scambio di obbligazioni delle PMI in tutta Europa, utilizzando l’infrastruttura europea di servizi blockchain;
  • il cofinanziamento dei servizi di due diligence tecnologica nel quadro di un progetto pilota dell’Unione europea diretto a consentire valutazioni più precise delle start-up ad alta tecnologia e a migliorare il loro grado di preparazione agli investimenti;
  • semplificazione ulteriore delle attuali norme sugli aiuti di Stato riguardanti le combinazioni di risorse finanziarie nazionali con quelle dei programmi InvestEU e Orizzonte Europa.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Una strategia per le PMI per un’Europa sostenibile e digitale, doc. COM (2020) 103 del 10.3.2020

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