Programmazione UE 2021-2027: a che punto siamo?

28 dicembre 2018 di Mauro Varotto

Sei mesi fa la Commissione europea ha presentato la proposta di quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’Unione europea per il settennio 2021-2027 e il pacchetto di proposte legislative sui nuovi programmi di spesa: in questo blog ho avuto modo di presentare la possibile evoluzione delle principali politiche e dei programmi di spesa dell’Unione europea, attraverso una serie di articoli.

L’obiettivo della Commissione europea è di partire con la nuova programmazione dal 1° gennaio 2021, senza i ritardi che ci sono verificati nell’avvio dell’attuale periodo 2014-2020.

Per questo, essa mira a fare adottare il prossimo QFP entro la fine del 2019:  come è noto, esso deve essere approvato all’unanimità dal Consiglio dell’Unione europea (il ramo legislativo che rappresenta gli Stati membri), previa approvazione del Parlamento europeo (il ramo legislativo che rappresenta i cittadini europei), che si pronuncia a maggioranza dei membri che lo compongono.

Per raggiungere tale obiettivo, è necessario che – dopo l’insediamento del nuovo Parlamento europeo che sarà eletto a maggio 2019 – sia raggiunto un accordo politico sul nuovo bilancio a lungo termine dell’Unione tra gli Stati membri (che dovrebbero essere 27, senza, quindi, il Regno Unito: il condizionale, tutavia, è d’obbligo) nell’ottobre 2019.

Questo calendario permetterebbe ai nuovi programmi specifici di essere operativi, appunto, dal 1º gennaio 2021, evitando, quindi, i ritardi che si sono verificati in passato.

A che punto siamo?

A che punto siamo dopo circa sei mesi dalla presentazione delle proposte  da parte della Commissione europea?

Innanzitutto, è necessario sottolineare che tutte le Istituzioni e gli organi europei hanno ampiamente riconosciuto che le proposte della Commissione sono una base equa ed equilibrata per i negoziati sul futuro bilancio dell’Unione europea.

In secondo luogo, in questi mesi si è svolta una intensa attività nel Parlamento europeo e nel Consiglio, la quale ha permesso di compiere progressi incoraggianti che hanno già creato una base solida per giungere a un accordo in tempi brevi.

In particolare, il Parlamento europeo ha adottato una relazione intermedia il 14 novembre 2018 e procederà entro la fine dell’anno ad adottare le proprie posizioni su diversi programmi di spesa settoriali.

I lavori svolti dalle presidenze bulgara e austriaca del Consiglio dell’Unione europea hanno permesso di identificare le questioni politiche fondamentali per il futuro quadro di bilancio a lungo termine. Il 30 novembre scorso la Presidenza austriaca ha presentato un “progress report” sui lavori, assieme a un progetto di “schema di negoziato”: una relazione è stata presentata al Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre scorso.

Al dibattito sul futuro bilancio dell’Unione hanno contribuito anche il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato delle regioni e la Corte dei conti europea, presentando propri documenti.

Di seguito saranno sinteticamente esaminate le pe posizioni sin qui espresse dalle Istituzioni e degli organi europei.

La posizione del Parlamento europeo

Sul piano politico, il Parlamento europeo chiede che nella futura programmazione dell’Unione siano integrati i diciassette Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU e gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul Clima.

Sul piano delle risorse finanziarie, il Parlamento sottolinea che la proposta della Commissione rappresenta, in percentuale dell’RNL, una riduzione in termini reali rispetto all’attuale QFP 2014-2020. Pertanto, il Parlamento europeo propone un livello di spesa livello del QFP 2021-2027 fissato a 1.324,1 miliardi di euro a prezzi 2018, che rappresenta l’1,3 % dell’RNL dell’UE-27, rispetto all’1,08 proposto dalla Commissione.

Inoltre, il medesimo Parlamento dichiara la sua contrarietà a qualsiasi riduzione del livello delle politiche dell’Unione consolidate da tempo e sancite dai Trattati, come la politica di coesione, la politica agricola comune e la politica comune della pesca.

Propone, in particolare, di aumentare il bilancio per il programma di ricerca e innovazione “Orizzonte Europa” per portarlo a 120 miliardi di euro a prezzi 2018, di mantenere il finanziamento della politica di coesione e della politica agricola comune ai livelli attuali, di aumentare del 10% il livello del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, in considerazione della sua nuova missione riguardante l’economia blu; di raddoppiare il finanziamento attuale per il programma Life+, introducendo dotazioni finanziarie specifiche per la biodiversità e la gestione della rete Natura 2000; infine, di introdurre alcune dotazioni specifiche in nuovi ambiti di attività, quali il il turismo sostenibile, la tutela dell’infanzia e l’istituzione di un nuovo Fondo per una transizione energetica equa, destinato ad affrontare le ripercussioni sociali, socioeconomiche e ambientali sui lavoratori e sulle comunità gravemente colpiti dalla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

La posizione del Consiglio dell’Unione europea

Il Consiglio europeo, come ho anticipato, ha elaborato un “progress report” sullo stato dei lavori del futuro QFP 2021-2027, evidenziando le questioni da discutere tra gli Stati membri. Come si è anticipato, sotto la presidenza di turno austriaca, il 30 novembre il Consiglio ha adottato uno schema di negoziato (Negotiating Box): si tratta di uno strumento di confronto diplomatico che individua e conferma le questioni che dovranno essere affrontate nel corso dei negoziati sul quadro finanziario pluriennale e, se del caso, favorisce la discussione sulle opzioni e le soluzioni in merito a singole questioni.

Vi è ampio accordo sulla struttura del QFP proposta dalla Commissione europea. Mentre l’entità del futuro QFP dovrà essere oggetto di discussione, per il momento l’attenzione degli Stati membri è focalizzata sull’individuazione di opzioni strategiche equilibrate, in particolare relative a:

– le modalità per raggiungere un’intesa comune sul collegamento tra il bilancio dell’Unione e il semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche e fiscali nazionali;

– l’entità dell’obiettivo complessivo delle spese di bilancio dell’Unione a sostegno degli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi.

La posizione del Comitato economico e sociale europeo

Anche il Comitato economico e sociale europeo (CESE), organo consultivo dell’Unione composto da rappresentanti delle organizzazioni di datori di lavoro, di lavoratori dipendenti e di altri attori rappresentativi della società civile, ha espresso il proprio parere sulle proposte della Commissione europea.

Il CESE, in linea con la posizione del Parlamento europeo, propone che l’ammontare delle spese e delle entrate raggiunga l’1,3 % dell’RNL, rispetto alla proposta della Commissione europea e che il finanziamento delle politiche di coesione (l’insieme di FESR, FC e FSE) e della politica agricola comune debba essere mantenuto, nel QFP 2021-2027, almeno con le stesse risorse attuali.

In linea generale, il CESE ritiene che l’Unione europea abbia bisogno di bilanci ambiziosi, strumentali a politiche atte a sviluppare una chiara strategia di rafforzamento dell’Unione stessa, con maggiore integrazione, più democrazia, maggiore sostegno non solo alle parti sociali e alle organizzazioni della società civile (sia all’interno che all’esterno dell’Unione) ma anche alle imprese nell’affrontare le sfide ambientali e digitali, una dimensione sociale più forte e un maggior sostegno alla vita rurale.

La posizione del Comitato delle Regioni

Infine, il Comitato delle Regioni, altro organo consultivo dell’Unione, composto da rappresentanti delle collettività regionali e locali, “osserva con rammarico che la proposta della Commissione non è sufficientemente ambiziosa”.

Quindi, ribadisce la posizione, che è anche quella del Parlamento europeo e del CESE, secondo cui il futuro QFP deve essere fissato a un livello pari ad almeno l’1,3 % dell’RNL e si associa nel ritenere inaccettabile che il finanziamento delle future priorità dell’Unione vada a scapito di politiche attuali che hanno dimostrato di apportare un valore aggiunto europeo, come la politica di coesione e la politica agricola comune, e in particolare la politica di sviluppo rurale.

Futuri sviluppi

Alla luce di tali posizioni, la Commissione europea ha presentato, all’inizio del mese di dicembre, una specifica comunicazione in cui esprime le proprie valutazioni.

Anche se non è ancora giunto il momento di decidere sulle cifre, tuttavia un’intesa comune sui principi e sulla struttura del nuovo bilancio è un passo importante verso un accordo globale in tempi brevi.

Nonostante le richieste del Parlamento europeo, del CESE e del Comitato delle regioni di chiudere l’accordo politico sul futuro bilancio pluriennale dell’Unione europea prima delle elezioni del Parlamento europeo della primavera del 2019 e, quindi, al vertice di Sibiu (Romania) del 9 maggio 2019, tuttavia, il Consiglio europeo, nell’ultimo vertice di dicembre, si è impegnato a raggiungere tale accordo al massimo entro l’autunno del 2019.

In appendice, sono riportati i link ai documenti ufficiali predisposti dalle Istituzioni e dagli organi europei.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Consiglio europeo del 13-14 dicembre 2018, Conclusioni, doc. EUCO 17/18 del 14 dicembre 2018

Commissione europea, Verso un accordo in tempi brevi su un bilancio a lungo termine per le priorità dell’Europa, doc. COM(2018) 814 del 4.12.2018

Parlamento europeo, Risoluzione del 14 novembre 2018 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 – posizione del Parlamento in vista di un accordo, n. P8_TA-PROV(2018)0449

Consiglio dell’Unione europea, Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 – Relazione sullo stato di avanzamento dei lavori, doc. ST 14346/18 INIT del 30 novembre 2018

Consiglio dell’Unione europea, Quadro finanziario pluriennale (2021-2027): progetto di schema di negoziato, doc. n. 14759/18 del 30 novembre 2018

Comitato economico e sociale europeo, Quadro finanziario pluriennale post 2020, ECO/460 del 19 settembre 2018

Comitato delle Regioni, Il pacchetto relativo al quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027, parere del 9 ottobre 2018, COTER-VI/042

Corte dei Conti dell’Unione europea, Documento informativo del 10 luglio 2018 sulla proposta della Commissione per il quadro finanziario pluriennale 2021-2027, luglio 2018

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