Dal PNRR ai programmi della politica di coesione 2021-2027: 75 miliardi di euro di nuovi investimenti

2 settembre 2022 di Mauro Varotto

Mentre il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) “Italia Domani”, a poco più di un anno dalla sua approvazione, avvenuta il 6 luglio 2021, entra nella fase di concreta realizzazione degli interventi selezionati in questi mesi attraverso i numerosi bandi che hanno assegnato le risorse disponibili (il dato definitivo per l’Italia, aggiornato al 30 giugno 2022, è di 69 miliardi di euro di sovvenzioni, cui si aggiungono 122,6 miliardi di prestiti), il 19 luglio scorso la Commissione europea ha approvato l’Accordo di partenariato con l’Italia che stabilisce le priorità di spesa dei fondi per la coesione economica, sociale e territoriale per il periodo 2021-2027.

Fondi e risorse per l’Italia

I fondi dell’Unione europea che sostengono la politica di coesione 2021-2027 sono:

  • il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), che ha l’obiettivo di favorire la crescita economica e occupazionale delle regioni europee e appianarne disparità e squilibri di sviluppo;
  • il Fondo Sociale Europeo plus (FSE+), che sostiene gli Stati membri nel conseguire livelli elevati e adeguati di occupazione e una protezione sociale equa ed inclusiva;
  • il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), che promuove la pesca e l’acquacoltura sostenibili, il ripristino e la conservazione delle risorse biologiche acquatiche, l’economia blu nelle aree costiere, insulari e interne, sostiene lo sviluppo di comunità della pesca e dell’acquacoltura, aiuta la governance internazionale per mari e oceani sicuri, protetti, puliti e gestiti in modo sostenibile;
  • il Fondo per una Transizione Giusta (Just Transition Fund – JTF), che sostiene i territori che fanno fronte a gravi sfide socioeconomiche derivanti dal processo di transizione verso la neutralità climatica e vuole consentire alle regioni e alle persone di affrontare gli effetti sociali, economici ed ambientali derivanti da tale transizione.

L’Italia avrà a disposizione 74 miliardi di euro tra FESR, FSE+ e JTF, ai quali si sommeranno € 987.290.803 del FEAMPA, per un totale di 75 miliardi di euro a prezzi correnti, composti da 42,7 miliardi di contributo dell’unione europea e e 32,3 miliardi di contributo nazionale, statale e regionale.

 

I cinque obiettivi strategici della politica di coesione

Il regolamento dell’Unione europea recante le disposizioni comuni ai Fondi per le politiche di coesione individua cinque obiettivi strategici da perseguire nel corso della programmazione 2021-2027, declinati nell’Accordo di Partenariato sulla base delle esigenze specifiche dell’Italia e delle sue Regioni e Province autonome:

  1. un’Europa più intelligente, rispetto al quale l’Accordo di partenariato, con un contributo dell’Unione europea di 9,5 miliardi di euro, promuove investimenti per rafforzare la ricerca e l’innovazione delle imprese; favorire la diffusione delle comunicazioni e delle tecnologie digitali; rafforzare la crescita e la competitività delle PMI, formare e riqualificare competenze per la transizione industriale, la specializzazione intelligente e l’imprenditorialità; infine, promuovere l’accessibilità alle reti digitali per cittadini e imprese e rafforzare le dotazioni di connettività ad alta capacità del Paese.
  2. un’Europa più verde, rispetto al quale l’Accordo di partenariato, con un contributo dell’Unione europea di 9,3 miliardi di euro, promuove investimenti nei settori dell’energia, dei rischi climatici e naturali, delle risorse idriche, dei rifiuti, della biodiversità e della lotta all’inquinamento; infine, nel campo della mobilità urbana sostenibile
  3. un’Europa più connessa, rispetto al quale l’Accordo di partenariato, con un contributo dell’Unione europea di 1,6 miliardi di euro, finanzia investimenti indirizzati verso un numero limitato di tipologie di progetti e coordinati con quelli finanziati in maniera più robusta dal PNRR e dal Fondo di sviluppo e coesione (FSC), concentrandosi sui territori in cui la scarsa qualità del sistema di trasporto acuisce le disparità economiche e peggiora la qualità della vita, così da contribuire a ridurre il divario tra il Mezzogiorno e il Centro-Nord e a soddisfare le esigenze di accessibilità delle aree interne in tutto il territorio nazionale;
  1. un’Europa più sociale e inclusiva, rispetto al quale l’Accordo di partenariato, con un contributo dell’Unione europea di 17 miliardi di euro, investe nelle politiche per l’occupazione, l’istruzione e formazione, l’inclusione e la protezione sociale, la cultura e turismo;
  2. un’Europa più vicina ai cittadini, rispetto al quale l’Accordo di partenariato, con un contributo dell’Unione europea di 2,2 miliardi di euro, promuove interventi saranno declinati sulla base di strategie espresse dai territori interessati, in particolare, le città metropolitane e le città medie; le aree interne, che saranno estese rispetto al ciclo di programmazione 2014-2020; infine, le aree costiere, insulari e interne finanziate dal FEAMPA.

Il JTF, invece, si indirizza alle due aree del Mezzogiorno in cui si concentrano le attività di produzione ad alta intensità di carbonio:

  • Sulcis-Iglesiente: una delle più grandi aree minerarie d’Italia, dove ha sede l’ultima miniera di carbone italiana, operativa fino al 2018, oltre a industrie metallurgiche integrate nella filiera del carbone.
  • Area funzionale di Taranto, dove si trova un impianto di produzione dell’acciaio che impiega oltre diecimila persone. L’area ospita, inoltre, un arsenale militare marittimo, una raffineria di petrolio e una centrale elettrica a carbone.

 

La ripartizione geografica dei fondi per la coesione

Il nuovo ciclo di programmazione 2021-2027 vede alcune modifiche nella classificazione delle singole regioni italiane.

Infatti, sono considerate “in transizione” non solo l’Abruzzo, che si conferma in questa categoria, ma anche Umbria e Marche, precedentemente classificate tra le regioni “più sviluppate” e ora, caso unico nell’Unione europea, retrocesse tra quelle con problemi economici importanti.

Le regioni italiane “meno sviluppate” salgono da cinque a sette (sempre fenomeno unico nell’intera Unione europea di regioni assistite che, invece di crescere, arrancano): a Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e  Sicilia si aggiungono Molise e Sardegna, queste due ultime già “in transizione” nel periodo 2014-2020.

Infine, le regioni italiane “più sviluppate” comprendono quelle del Centro-Nord, con l’esclusione di Umbria e Marche.

Se si esclude la quota riservata ai Programmi INTERREG dell’obiettivo “Cooperazione territoriale europea”, le risorse europee e nazionali dei Fondi strutturali si distribuiscono come segue tra le tre aree:

  • regioni più sviluppate: 23,882 miliardi di euro;
  • regioni in transizione: 3,612 miliardi di euro;
  • regioni meno sviluppate: 46,575 miliardi di euro.

I programmi nazionali e regionali 2021-2027

L’accordo di partenariato per l’Italia contempla 49 programmi (11 programmi nazionali e 38 programmi regionali riguardati l’obiettivo “Investimenti a favore dell’occupazione e della crescita”) e 19 programmi INTERREG (riguardanti l’obiettivo “cooperazione territoriale europea”)

Ai Programmi Nazionali sono riservati 26,6 miliardi di euro tra finanziamento europeo e cofinanziamento nazionale.

 

 

Ai programmi regionali sono riservati 48,492 miliardi di euro promossi da tutte le Regioni e le Province Autonome.

 

I programmi Interreg 2021-2027

L’Italia partecipa a 19 Programmi di cooperazione transfrontaliera, transnazionale e
interregionale, che coinvolgono Stati membri dell’Unione Europea e, in alcuni casi, anche Paesi extra-UE.

I Programmi INTERREG sono finanziati con risorse FESR e possono vedere il contributo anche di strumenti finanziari esterni dell’Unione.

Il loro obiettivo generale è quello di migliorare la cooperazione tra gli Stati, per favorire la qualità di vita delle popolazioni e lo sviluppo delle aree interessate, in armonia con gli Obiettivi strategici promossi dall’Unione europea, a partire dalla transizione ecologica e digitale.
Nel ciclo di programmazione 2021-2027, la quota di finanziamento europeo riservata
all’Italia per l’attuazione dei Programmi INTERREG è pari di 948 milioni di euro, ai quali si aggiungono 300 milioni di euro di cofinanziamento nazionale.

 

Tempi di attuazione

Tutti i programmi della politica di coesione 2021-2027 dovrebbero essere approvati entro la fine del 2022, in modo da divenire pienamente operativi dal 2023, mediante l’indizione dei bandi per l’assegnazione delle risorse disponibili.

Per seguire lo stato di avanzamento dei programmi nazionali, regionali e Interreg è sufficiente collegarsi al sito internet “OPEN COESIONE” dove saranno disponibili sia le decisioni di esecuzione della Commissione europea che approvano i programmi sia i documenti approvati.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Il testo integrale dell’Accordo di partenariato Italia 2021-2027 – CCI 2021IT16FFPA001 è disponibile a questo link.

Tutti gli Accordi di partenariato tra gli stati membri dell’Unione europea e la Commissione europea sono reperibili a questo link.

Lo stato di approvazione e di attuazione dei programmi in Italia e i relativi testi sono disponibili su OPEN COESIONE.

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