Per un nuovo rinascimento europeo: la Conferenza sul futuro dell’Europa

2 aprile 2021 di Mauro Varotto

“70 anni fa la dichiarazione Schuman gettava le fondamenta dell’Unione europea, avviando un progetto politico unico che ha portato pace e prosperità e migliorato la vita di tutti i cittadini europei. È ora giunto il momento di riflettere sulla nostra Unione, sulle sfide che ci troviamo ad affrontare e sul futuro che vogliamo costruire insieme allo scopo di rafforzare la solidarietà europea”.

Questo è l’incipit della Dichiarazione comune sulle Conferenza sul futuro dell’Europa, il cui titolo è: “Dialogo con i cittadini per la democrazia – Costruire un’Europa più resiliente”, sottoscritta il 10 marzo 2021 dai Presidenti delle tre Istituzioni dell’Unione europea (Parlamento, Consiglio e Commissione), per dare il via alla Conferenza sul futuro dell’Europa, la quale inizierà a Strasburgo il prossimo 9 maggio, giornata dell’Europa.

Origini della Conferenza

L’idea di istituire di una Conferenza sul futuro dell’Europa è stata inizialmente proposta dal Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, in un’importante lettera del 4 marzo 2019, indirizzata a tutti i cittadini europei – in 22 lingue – alla vigilia delle ultime elezioni del Parlamento europeo (le quali hanno visto, peraltro, la partecipazione al voto di più di 200 milioni di cittadini europei, l’affluenza alle urne più elevata negli ultimi vent’anni).

Nella lettera, significativamente intitolata: “Per un Rinascimento europeo”, si suggeriva ai rappresentanti delle Istituzioni europee e agli Stati membri dell’Unione di instaurare:

“una Conferenza per l’Europa al fine di proporre tutti i cambiamenti necessari al nostro progetto politico, senza tabù, neanche quello della revisione dei trattati. Questa conferenza dovrà associare gruppi di cittadini, dare audizione a universitari, parti sociali, rappresentanti religiosi e spirituali. Definirà una roadmap per l’Unione europea trasformando in azioni concrete queste grandi priorità”.

L’iniziativa formale dell’organizzazione dei lavori di tale Conferenza è stata poi assunta dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, all’inizio del suo mandato, attraverso la comunicazione “Dare forma alla conferenza sul futuro dell’Europa” del 22 gennaio 2020, con l’obiettivo di promuovere un ruolo attivo e determinante dei cittadini europei nella costruzione del futuro dell’Unione, in continuità con il lavoro iniziato dalla precedente Commissione con il famoso “Libro bianco sul futuro dell’Europa” presentato da Jean-Claude Juncker il 1° marzo 2017, nel quale si presentavano cinque scenari per la possibile evoluzione dell’Unione, come si può leggere in un mio precedente articolo.

Il Parlamento europeo ha adottato varie risoluzioni sul futuro dell’Europa, di cui l’ultima il 15 gennaio 2020; altri contributi sono stati forniti, tra gli altri, dalla Conferenza degli organi specializzati negli affari europei dei Parlamenti dell’UE (COSAC) riunitasi ad Helsinki, dal 1° al 3 dicembre 2019, nonché dall’Italia attraverso un non-paper (cioè un documento informale o non ufficiale) elaborato dal Comitato Interministeriale Affari Europei il 14 febbraio 2020.

Avvio e finalità della Conferenza

L’avvio dei lavori della Conferenza era originalmente previsto il 9 maggio 2020, ma è stato rinviato a causa della pandemia da Covid-19.

Finalmente, come ho anticipato, il 10 marzo scorso le tre Istituzioni politiche dell’Unione europea hanno sottoscritto una solenne Dichiarazione congiunta con la quale hanno concordato di avviare la “Conferenza sul futuro dell’Europa” il 9 maggio 2021, la quale, come si legge nel testo della stessa Dichiarazione:

“aprirà un nuovo spazio di discussione con i cittadini per affrontare le sfide e le priorità dell’Europa. I cittadini europei di ogni contesto sociale e ogni angolo dell’Unione potranno partecipare, e i giovani europei svolgeranno un ruolo centrale nel plasmare il futuro del progetto europeo”.

La Conferenza sul futuro dell’Europa consisterà, quindi, in un sistematico processo di ascolto della società civile europea – che durerà due anni – per conoscere e capire quale futuro i cittadini europei vogliono per l’Unione europea, per fare in modo che siano gli europei a svolgere un ruolo guida e attivo nel definire le priorità e il livello di ambizione del processo di integrazione europea, come si può leggere nel testo degli “Orientamenti politici della Commissione europea 2019-2024”, di cui ho scritto in precedenza.

Per dirla con le parole della citata lettera del Presidente francese, la Conferenza vuole essere uno strumento che permetterà ai popoli europei di riprendere veramente il controllo del loro destino, soprattutto dopo la profonda crisi economica e sociale causata dalla pandemia.

Essa sarà pertanto, un vasto processo partecipativo, a scala continentale (“esercizio democratico europeo” la definisce la citata Dichiarazione comune), che consentirà a tutti i cittadini europei di essere artefici della rimodulazione delle politiche e delle istituzioni dell’Unione europea: si rivolge, quindi, alla maggioranza silenziosa di europei che non esprimono le proprie opinioni pubblicamente, sui mass-media o sui social, non partecipano direttamente alla vita politica, ma rappresentano la parte maggioritaria della società europea.

I temi della Conferenza

La portata della Conferenza rifletterà i settori in cui l’Unione europea ha la competenza ad agire o nuovi settori in cui l’azione dell’Unione sarebbe vantaggiosa per i cittadini europei, incentrandosi su temi che li interessano realmente, con un impatto duraturo e un ampio raggio d’azione.

La Conferenza faciliterà una discussione sulle sfide che l’Unione si trova ad affrontare, comprese quelle poste dalla pandemia di COVID-19. Sulla scorta dell’agenda strategica unionale, dovrebbe, inoltre, affrontare temi strategici quali i cambiamenti climatici, le questioni economiche e sociali e la trasformazione digitale. I cittadini saranno liberi di sollevare ulteriori questioni che li riguardano.

Sulla scorta dell’agenda strategica del Consiglio europeo, degli orientamenti politici 2019-2024 della Commissione europea e in considerazione delle sfide poste dalla pandemia di COVID-19, le discussioni riguarderanno, tra l’altro:

  • la costruzione di un continente sano;
  • la lotta contro i cambiamenti climatici e le sfide ambientali;
  • un’economia al servizio delle persone;
  • l’equità sociale, l’uguaglianza e la solidarietà intergenerazionale;
  • la trasformazione digitale dell’Europa;
  • i diritti e valori europei, tra cui lo Stato di diritto;
  • le sfide migratorie;
  • la sicurezza;
  • il ruolo dell’UE nel mondo;
  • le fondamenta democratiche dell’Unione e come rafforzare i processi democratici che governano l’Unione europea.

 

Modalità di lavoro

La Dichiarazione congiunta sottoscritta dalle tre Istituzioni unionali il 10 marzo 2021, da un lato, sancisce l’impegno delle istituzioni dell’Unione “ad ascoltare gli europei e dare seguito alle raccomandazioni formulate dalla Conferenza”, sulla base, naturalmente, delle competenze unionali definite dai Trattati; dall’altro lato, stabilisce il metodo – un approccio inclusivo, aperto e trasparente – attraverso il quale persone di ogni provenienza, rappresentanti della società civile e altri stakeholders interessati a livello europeo, nazionale, regionale e locale, i Parlamenti nazionali e regionali, il Comitato delle regioni, il Comitato economico e sociale parteciperanno e definiranno il tono e l’agenda della Conferenza, in linea con le loro preoccupazioni e le loro aspirazioni.

Si legge, infatti, nella citata dichiarazione comune che:

“La Conferenza sul futuro dell’Europa sarà un processo “dal basso verso l’alto” (bottom-up exercise), incentrato sui cittadini (citizens-focused), che consentirà agli europei di esprimere la loro opinione su ciò che si aspettano dall’Unione europea. Conferirà ai cittadini un ruolo più incisivo nella definizione delle future politiche e ambizioni dell’Unione, di cui migliorerà la resilienza. Ciò avverrà attraverso molteplici eventi e dibattiti organizzati in tutta l’Unione, nonché attraverso una piattaforma digitale multilingue interattiva”.

European citizens’ panels

A livello europeo, le tre Istituzioni europee si impegnano a organizzare panel europei di cittadini, rappresentativi in termini di origine geografica, genere, età, contesto socioeconomico e/o livello di istruzione dei partecipanti.

Eventi specifici saranno dedicati ai giovani, poiché la loro partecipazione è ritenuta essenziale per garantire un impatto duraturo della conferenza.

I panel di cittadini dovranno tener conto dei contributi raccolti nel quadro della Conferenza e alimentare i lavori della Conferenza plenaria, mediante la formulazione di una serie di raccomandazioni a cui l’Unione dovrà dare seguito.

Ciascuno Stato membro e ciascuna Istituzione potranno anche organizzare ulteriori eventi, in linea con le proprie specificità nazionali o istituzionali, e fornire ulteriori contributi alla Conferenza, quali panel di cittadini a livello nazionale o eventi tematici che raccolgano i contributi di diversi panel.

Struttura di Governance

La Conferenza sarà posta sotto l’egida delle tre Istituzioni, rappresentate dal presidente del Parlamento europeo, dal presidente del Consiglio e dalla presidente della Commissione europea, che svolgeranno le funzioni di presidenza congiunta.

La presidenza sarà coadiuvata nei suoi lavori da un comitato esecutivo, composto da tre rappresentanti e quattro osservatori per ciascuna Istituzione.

I Parlamenti nazionali saranno strettamente coinvolti, così come altri organismi o gruppi, in particolare il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo.

Il Consiglio sarà rappresentato nel comitato esecutivo dalla sua presidenza – che fungerà da copresidente del comitato esecutivo – e dalle due presidenze entranti. Le quattro presidenze successive avranno il ruolo di osservatori.

In tutte le strutture di governance della Conferenza si applicheranno i principi della parità di partecipazione delle tre Istituzioni e dell’adozione delle decisioni per consenso.

Almeno ogni sei mesi si terrà una sessione plenaria della Conferenza, composta da rappresentanti delle tre Istituzioni nonché da rappresentanti dei Parlamenti nazionali, dei cittadini e di altre parti interessate.

E’ da sottolineare che i lavori della Conferenza saranno riconoscibili attraverso un’identità unica e una Carta della conferenza, alla quale tutti gli organizzatori degli eventi dovranno aderire.

Entro la primavera del 2022 la Conferenza dovrebbe giungere a conclusioni per fornire orientamenti sul futuro dell’Europa.

L’avvio ufficiale dei lavori

Il comitato esecutivo della Conferenza sul futuro dell’Europa ha tenuto la sua riunione costitutiva il 24 marzo 2021 a Bruxelles, dando così ufficialmente avvio ai lavori.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione europea sulla conferenza sul futuro dell’Europa Dialogo con i cittadini per la democrazia — Costruire un’Europa più resiliente, doc. 2021/C 91 I/01, in GU UE C 91I del 18.3.2021

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 gennaio 2020 sulla posizione del Parlamento europeo in merito alla conferenza sul futuro dell’Europa, doc. P9_TA(2020)0010

Comunicazione della Commissione europea, Dare forma alla conferenza sul futuro dell’Europa, doc. COM(2020) 27 del 22.1.2020

Comitato Interministeriale Affari Europei, Non-paper italiano sulla Conferenza sul futuro dell’Europa (2020-2022), 14 febbraio 2020

Conferenza degli organi specializzati negli affari europei dei Parlamenti dell’UE (COSAC), Contributo della LXII COSAC — Helsinki, dal 1° al 3 dicembre 2019, in GU UE C 9 del 13.1.2020

Emmanuel Macron, Per un Rinascimento europeo, lettera ai cittadini europei del 4 marzo 2019

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