La conferenza sul futuro dell’Europa

31 gennaio 2020 di Mauro Varotto

L’ultima, ma non in ordine di importanza, delle sei priorità strategiche della Commissione europea insediatasi l’1 dicembre scorso, è finalizzata a dare un nuovo slancio alla democrazia europea, anche sull’onda dell’affluenza senza precedenti alle elezioni del Parlamento europeo del 2019, alle quali hanno partecipato più di duecento milioni di cittadini europei.

L’elemento cardine di tale priorità politica consiste nella proposta di indire una conferenza sul futuro dell’Europa, da avviare nel 2020 per una durata di due anni, la quale – come si legge nel discorso di insediamento della Presidente Ursula von der Leyen – “dovrebbe riunire i cittadini (compresi i giovani, cui andrebbe attribuito un ruolo importante), la società civile e le Istituzioni europee in qualità di partner paritari” e, inoltre, “andrebbe preparata adeguatamente, fissandone chiaramente la portata e gli obiettivi, di comune accordo tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione”.

Tale iniziativa, che avviene a dieci anni esatti dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona ma anche nel 70° anniversario della firma della “dichiarazione Schuman” e nel 75° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, ha avuto il preventivo avvallo politico dei Capi di Stato e di Governo al Consiglio europeo del 12 dicembre 2019, i quali hanno espresso alcuni indirizzi politici: che la conferenza contribuisca allo sviluppo delle politiche europee nel medio e lungo periodo, in modo da poter affrontare più efficacemente le sfide attuali e future; che preveda un’ampia consultazione dei cittadini nel corso del processo; che coinvolga il Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione, nel pieno rispetto dell’equilibrio inter-istituzionale e dei rispettivi ruoli definiti nei trattati; infine, che la conferenza promuova un processo inclusivo, che preveda la partecipazione di tutti gli Stati membri su un piano di parità.

Infine, anche il Parlamento europeo ha espresso la propria posizione sul tema, con una risoluzione adottata il 15 gennaio 2020 dove ha individuato una serie di temi chiave da approfondire in tale Conferenza: e si è espresso, altresì, sulla composizione della Conferenza, proponendo la distribuzione dei partecipanti tra Istituzioni, Stati, società civile.

E’ in questo contesto che il 22 gennaio scorso la Commissione europea ha presentato il proprio contributo finalizzato a definire contenuti, struttura, portata e calendario della Conferenza sul futuro dell’Europa, in modo da pervenire in tempi brevi a una dichiarazione congiunta da parte del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione europea che permetta di lanciare l’iniziativa in occasione del 9 maggio 2020, Festa dell’Europa.

Sul piano dei contenuti la Commissione propone di organizzare la Conferenza sulla base di due filoni paralleli:

  • il primo incentrato sulle politiche e sugli obiettivi che l’Unione dovrebbe perseguire, tra le quali rientreranno, a titolo indicativo, la lotta ai cambiamenti climatici e ai problemi ambientali, un’economia al servizio delle persone, l’equità sociale e l’uguaglianza, la trasformazione digitale dell’Europa, la promozione dei valori europei, il rafforzamento della voce dell’UE nel mondo e il consolidamento delle fondamenta democratiche dell’Unione;
  • il secondo riguardante il processo democratico e le questioni istituzionali, in particolare il sistema dei candidati capilista per l’elezione del presidente della Commissione europea e le liste transnazionali per le elezioni dei parlamentari europei.

Sul piano dell’organizzazione, trattandosi di un evento democratico paneuropeo, la conferenza sarà un nuovo forum pubblico per un dibattito aperto, inclusivo, trasparente e strutturato con i cittadini vertente su una serie di priorità e sfide. Si tratterà di un forum con un approccio “dal basso” accessibile a tutti i cittadini, di ogni estrazione sociale e di ogni parte dell’Unione e che dovrebbe riflettere la diversità dell’Europa.

Sul piano dei risultati concreti della Conferenza, la Commissione propone la creazione di un meccanismo di feedback che dovrebbe garantire che le idee formulate si traducano in raccomandazioni concrete per le future azioni dell’Unione europea: la Commissione intende tenere conto del feedback e delle proposte dei cittadini nella definizione del suo programma legislativo.

Per quel che riguarda il calendario dei lavori, come si è anticipato, la Commissione propone di avviare la conferenza il 9 maggio 2020 – Festa dell’Europa.

Inoltre, poiché l’avvio della conferenza coincide con la presidenza di turno della Croazia del Consiglio dell’Unione europea, la Commissione propone che l’evento inaugurale si tenga a Dubrovnik.

Infine, nel primo semestre del 2022, durante la presidenza francese del Consiglio, dovrebbero essere presentati i risultati e le raccomandazioni scaturiti dai dibattiti e dovrebbero essere valutate le prossime tappe.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Dare forma alla Conferenza sul futuro dell’Europa, doc. COM(2020) 27 del 22 gennaio 2020

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 gennaio 2020 sulla conferenza sul futuro dell’Europa 

Conclusioni del Consiglio europeo del 12 dicembre 2019

Orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2019-2024

 

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