Green Deal europeo: nuove norme sulle spedizioni dei rifiuti al di fuori dell’UE

17 dicembre 2021 di Mauro Varotto

Ogni anno gli Stati dell’Unione europea esportano al di fuori dell’Unione circa 33 milioni di tonnellate di rifiuti. Tale cifra rappresenta circa il 16% del commercio mondiale di rifiuti e fa dell’Unione uno dei maggiori esportatori a livello mondiale. Dal 2004 a oggi le esportazioni di rifiuti dell’Unione sono aumentate del 75%, e quasi la metà è destinata a paesi non appartenenti all’OCSE, in particolare a paesi in via di sviluppo. In particolare, l’Unione europea dipende fortemente dalle esportazioni per una serie di flussi di rifiuti, in particolare i rottami ferrosi e non ferrosi, carta, plastica, tessili e vetro.

Inoltre il traffico di rifiuti è una delle forme più gravi di reato ambientale e un settore in cui operano le reti della criminalità organizzata, sia per le spedizioni di rifiuti all’interno dell’Unione europea che al di fuori di essa. Le campagne coordinate a livello europeo per l’applicazione della normativa ambientale indicano che le spedizioni di rifiuti illegali potrebbero rappresentare tra il 15% e il 30% del totale, con 9,5 miliardi di euro di entrate annue provenienti dal mercato illecito dei rifiuti nella sola Unione europea.

L’Unione, dal canto suo, importa inoltre 16 milioni di tonnellate di rifiuti, mentre altri 70 milioni sono oggetto di scambi all’interno del suo territorio. Tuttavia, attualmente solo il 12% delle materie prime utilizzate nell’industria dell’Unione europea proviene dal riciclaggio: anche se le spedizioni di rifiuti destinati al recupero nell’Unione sono aumentate costantemente nell’ultimo decennio, ancora troppi materiali di scarto continuano a non essere preparati per il riutilizzo o il riciclaggio in nuovi prodotti, il che rappresenta una notevole perdita nella transizione verso un’economia circolare.

Nel complesso questi sviluppi hanno messo in luce la fragilità di un modello imprenditoriale in cui l’esportazione di rifiuti fuori dall’Unione europea è diventata un sistema comune per gestire alcuni flussi di rifiuti prodotti al suo interno.

Per affrontare tutti questi problemi, e per trasformare i rifiuti da problema a risorsa, la Commissione europea propone un nuovo approccio alla spedizione di rifiuti poiché, se da un lato, i rifiuti spediti oltre frontiera, se non adeguatamente controllati e gestiti in modo sostenibile nei paesi di destinazione, possono nuocere alla salute umana e all’ambiente, dall’altro lato, essi possono avere un valore economico e apportare anche benefici ambientali, ad esempio, quando sono riciclati e utilizzati come materie secondarie, sostituendo le materie vergini e contribuendo a un’economia più circolare.

Con la proposta di revisione del regolamento del 2006 relativo alle spedizioni di rifiuti, la Commissione realizza gli obiettivi dell’economia circolare e dell’inquinamento zero ponendosi tre precise finalità: assicurare che l’Unione europea non esporti nei paesi terzi i propri problemi di rifiuti proponendo norme più rigorose per l’esportazione degli stessi; facilitare il trasporto dei rifiuti destinati al riutilizzo e al riciclaggio all’interno dell’Unione europea superando gli attuali ostacoli amministrativi nazionale; infine, contrastare meglio le spedizioni illegali attraverso un’azione di contrasto più incisiva.

In particolare, le nuove norme prevedono che le esportazioni di rifiuti verso paesi non appartenenti all’OCSE saranno limitate e autorizzate solo se i paesi terzi sono disposti a ricevere determinati rifiuti e sono in grado di gestirli in modo sostenibile. Le spedizioni di rifiuti verso i paesi OCSE saranno monitorate e potranno essere sospese se causano gravi problemi ambientali nel paese di destinazione.

Inoltre, tutte le imprese dell’Unione europea che esportano rifiuti fuori dall’Unione dovranno garantire che gli impianti destinatari siano sottoposti a un audit indipendente da cui risulti che gestiscono i rifiuti in modo ecologicamente corretto.

La Commissione propone poi di semplificare ampiamente le procedure in vigore per le spedizioni intra-UE, facilitando il rientro dei rifiuti nell’economia circolare senza abbassare il livello di controllo necessario. In tal modo si contribuirà a ridurre la dipendenza dell’Unione dalle materie prime primarie e si sosterranno l’innovazione e la decarbonizzazione dell’industria per conseguire gli obiettivi climatici. Le nuove norme mettono inoltre le spedizioni al passo con l’era digitale introducendo lo scambio elettronico dei documenti.

Infine, il regolamento rafforza ulteriormente l’azione contro il traffico dei rifiuti, una delle forme più gravi di reato ambientale. Per migliorare l’efficienza e l’efficacia del regime di contrasto sarà istituito un gruppo a livello unionale di garanzia della legalità delle spedizioni di rifiuti, sarà conferito all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) il potere di coadiuvare le indagini transnazionali condotte dagli Stati membri sul traffico di rifiuti e saranno introdotte norme più rigorose in materia di sanzioni amministrative.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, I nostri rifiuti sono una nostra responsabilità: le spedizioni di rifiuti in un’economia pulita e più circolare, doc. COM(2021) 708 del 17.11.2021

Comunicazione della Commissione europea, Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alle spedizioni di rifiuti e che modifica i regolamenti (UE) n. 1257/2013 e (UE) 2020/1056, doc. COM(2021) 709 del 17.11.2021

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