Trasformazione digitale e transizione verde: gli orientamenti di politica economica della Commissione europea agli Stati membri

22 maggio 2020 di Mauro Varotto

Nella sua prima strategia annuale di crescita sostenibile del dicembre scorso, la nuova Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen ha presentato la linea di politica economica che l’Unione europea intende seguire, fornendo precisi orientamenti strategici per le politiche economiche e di bilancio dei ventisette Stati membri.

Il nuovo paradigma per affrontare la complessità e l’imprevedibilità del contesto economico e sociale attuale è stato chiamato “sostenibilità competitiva” (Competitive sustainability) per costruire un’economia al servizio delle persone e del pianeta.

Ho già avuto di illustrare tale paradigma e le sue implicazioni in un precedente articolo al quale rinvio.

La crisi dovuta alla pandemia da coronavirus non fa che accentuare l’importanza cruciale dell’obiettivo della sostenibilità competitiva e delle sue quattro dimensioni: stabilità, equità, sostenibilità ambientale e competitività, con una particolare attenzione anche alla salute.

 

Pertanto, a pochi mesi da quell’atto di inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche nazionali del 2020 e dopo che i Governi dei 27 Paesi membri hanno presentato alla Commissione europea, a metà aprile, i relativi Programmi di stabilità (a causa delle condizioni di instabilità economica attuali, i Programmi nazionali di riforma sono stati rinviati, in via eccezionale, al prossimo autunno), la Commissione europea ha presentato la proposta di Raccomandazioni specifiche per Paese, cioè gli orientamenti di politica economica e di bilancio destinati ai singoli Stati membri e sulla base dei quali questi ultimi inizieranno a preparare i programmi di riforma e i bilanci per il 2021.

Le Raccomandazioni 2020 riflettono l’attuale momento di crisi dovuto alla pandemia di coronavirus e, quindi, si concentrano sulle sfide più urgenti che questa comporta e rafforza la risposta economica europea coordinata di cui ho scritto in precedenza; dall’altro lato, tuttavia, costituiscono la base per il rilancio della crescita sostenibile in Europa, rispecchiando l’impegno della Commissione europea di convogliare nel semestre europeo gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, la quale rappresenta non tanto un programma politico ma un quadro integrato (integrated framework) di riferimento per le politiche europee e nazionali, che spazia dalla sanità pubblica alle questioni sociali, ambientali ed economiche.

Pertanto le Raccomandazioni 2020 si articolano intorno a due obiettivi:

  • a breve termine, attenuare le gravi conseguenze socioeconomiche negative della pandemia di coronavirus;
  • a breve-medio termine, realizzare una crescita sostenibile e inclusiva che favorisca la transizione verde e la trasformazione digitale.

 

Raccomandazioni generali a livello europeo

Nonostante la risposta politica rapida e completa a livello sia di Unione europea sia nazionale, quest’anno l’economia dell’Unione sperimenterà una recessione di proporzioni storiche: le previsioni economiche della primavera 2020 prevedono che l’economia dell’Unione si contrarrà di un record del 7,5% nel 2020, prima di rimbalzare del 6% nel 2021, circa nove punti percentuali in meno rispetto alle previsioni economiche dell’autunno 2019.

Pertanto, le Raccomandazioni 2020 indirizzate a tutti i Paesi dell’Unione si discostano dai consueti requisiti finanziari relativi ai bilanci pubblici e sono di carattere qualitativo e applicabili a settori di intervento pubblici quali l’investimento nella sanità pubblica e la resilienza del settore sanitario, il mantenimento dell’occupazione mediante il sostegno al reddito dei lavoratori colpiti dalla crisi innescata dalla pandemia, l’investimento nelle persone e nelle competenze, il sostegno all’imprenditoria (in particolare le piccole e medie imprese) e la lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva e il riciclaggio di denaro sporco.

 

Priorità di investimento pubblico

Il messaggio della Commissione europea è chiaro: ripresa e investimenti devono andare di pari passo, ridefinendo l’economia dell’Unione europea in vista della trasformazione digitale e della transizione verde.

Ciò significa dare priorità agli investimenti pubblici in energia pulita ed efficienza energetica; ricerca e innovazione; trasporto pubblico sostenibile; sulla gestione dei rifiuti e delle risorse idriche e su una infrastruttura digitale rafforzata per garantire la fornitura di servizi essenziali.

Nel riavviare l’economia – afferma la Commissione – gli Stati membri dovrebbero concentrarsi su una strategia di ripresa che stabilisca la strada per la transizione verde e digitale in linea con il Green Deal europeo:

“Il passaggio a un modello economico più sostenibile, reso possibile da tecnologie digitali e pulite, può rendere l’Europa un punto di riferimento “trasformazionale”. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai progetti di investimento che si trovano in una fase avanzata di sviluppo e potrebbero essere caricati anticipatamente con il sostegno delle varie iniziative del piano di ripresa dell’UE (EU recovery plan)”.

 

Raccomandazioni specifiche per l’Italia

Mentre la pandemia ha colpito tutti gli Stati membri, le conseguenze economiche differiscono da Stato a Stato.

Lo shock per l’economia dell’Unione europea è simmetrico, poiché la pandemia ha colpito tutti gli Stati membri, ma sono molto diversi sia il calo della produzione nel 2020 (dal -4,2% in Polonia all’8% in Italia fino al -9,7% in Grecia), sia la forza del rimbalzo che ci sarà nel 2021 differire notevolmente tra gli Stati membri.

Pertanto, evidenzia la Commissione europea, la ripresa economica di ciascuno Stato membro dipenderà non solo dall’evoluzione della pandemia in quel paese, ma anche dalla resilienza e dalla struttura delle loro economie e dalla loro capacità di rispondere con politiche stabilizzanti.

Data l’interdipendenza delle economie dell’Unione, le dinamiche della ripresa in ciascuno Stato membro influenzeranno anche la forza della ripresa di altri Stati membri: quindi, è necessaria una risposta coordinata.

Che orientamenti di politica economica e fiscale fornisce la Commissione europea all’Italia nel 2020?

Innanzitutto, la Commissione corregge le stime economiche presentate dal Governo italiano nel Programma di stabilità di aprile: secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il saldo di bilancio delle amministrazioni pubbliche dell’Italia sarà pari al -11,1% del PIL nel 2020 (e non del 10,4%) e al -5,6% nel 2021. Le proiezioni indicano che il rapporto debito pubblico/PIL raggiungerà il 158,9% nel 2020 (e non il 155,7% come previsto dal Governo) e il 153,6% nel 2021

In secondo luogo la Commissione europea fornisce all’Italia per il 2020 quattro raccomandazioni specifiche:

  1. sfruttare al massimo la clausola di salvaguardia generale prevista del patto di stabilità e crescita, la quale facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica, autorizzando scostamenti di bilancio temporanei. Pertanto, il Governo italiano è invitato ad adottare tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e sostenere l’economia e la successiva ripresa. Quando le condizioni economiche lo consentiranno, perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito pubblico, incrementando nel contempo gli investimenti; rafforzare la resilienza e la capacità del sistema sanitario per quanto riguarda gli operatori sanitari, i prodotti medici essenziali e le infrastrutture; migliorare il coordinamento tra autorità nazionali e regionali;
  2. fornire redditi sostitutivi e un accesso al sistema di protezione sociale adeguati, in particolare per i lavoratori atipici; attenuare l’impatto della crisi sull’occupazione, anche mediante modalità di lavoro flessibili e sostegno attivo all’occupazione; rafforzare l’apprendimento a distanza e il miglioramento delle competenze, comprese quelle digitali;
  3. garantire l’effettiva attuazione delle misure volte a fornire liquidità all’economia reale, in particolare alle piccole e medie imprese, alle imprese innovative e ai lavoratori autonomi, ed evitare ritardi nei pagamenti; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare su una produzione e un uso puliti ed efficienti dell’energia, su ricerca e innovazione, sul trasporto pubblico sostenibile, sulla gestione dei rifiuti e delle risorse idriche e su un’infrastruttura digitale rafforzata per garantire la fornitura di servizi essenziali;
  4. migliorare l’efficienza del sistema giudiziario e il funzionamento della pubblica amministrazione.

 

In conclusione, dopo la presentazione delle Raccomandazioni specifiche 2020, la Commissione europea chiede al Consiglio dell’Unione europea di approvarle all’inizio dell’estate e chiede agli Stati membri di attuarle appieno e tempestivamente.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Semestre europeo 2020: raccomandazioni specifiche per Paese, doc. COM(2020) 500 del 20 maggio 2020

Commissione europea, Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2020 dell’Italia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell’Italia, doc. COM(2020) 512 del 20 maggio 2020

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