Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno proclamato il pilastro europeo dei diritti sociali nel 2017, in occasione del vertice di Göteborg. Come ho avuto modo di scrivere in questo blog, esso si compone di venti principi che stanno guidando la creazione di un’Europa sociale.
Il pilastro è strutturato in tre capitoli, i quali esprimono principi e diritti essenziali per mercati del lavoro e sistemi di welfare equi e ben funzionanti in tutta Europa:
- Pari opportunità e accesso al mercato del lavoro;
- Condizioni di lavoro eque;
- Protezione sociale e inclusione.
Sin dall’inizio del suo mandato, alla fine del 2019, la Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen ha dato un forte impulso all’attuazione dei principi del pilastro sociale con le seguenti iniziative, tra le altre:
- la creazione di un Fondo per una transizione giusta, la cui procedura legislativa si sta completando in questi mesi;
- la strategia europea per l’uguaglianza di genere;
- la nuova agenda europea per le competenze;
- lo strumento di sostegno temporaneo per mitigare i rischi di disoccupazione in caso di emergenza (SURE);
- infine, la proposta di direttiva UE su salari minimi adeguati.
Il 4 marzo scorso, la stessa Commissione europea ha presentato un vero e proprio “Piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali”, il quale rappresenta per l’Europa l’opportunità di aggiornare il proprio corpus di norme sociali, affrontando, nel contempo, con determinazione le trasformazioni a lungo termine dei nostri mercati del lavoro e dell’economia europea, indotte dai nuovi sviluppi a livello sociale, tecnologico ed economico, dai cambiamenti climatici e, non da ultimo, dalle conseguenze socioeconomiche della pandemia.
Infatti, molte persone sono preoccupate per il proprio lavoro e per il proprio futuro: il Piano di azione indica una direzione agli Stati membri per politiche atte a creare posti di lavoro e competenze di qualità, offrire una protezione adeguata a coloro che ne hanno bisogno, spianare la strada a una ripresa equa, inclusiva e resiliente e preparare l’Europa a una transizione giusta verso economie più verdi e più digitali.
A tal fine, il piano d’azione propone azioni concrete per accelerare l’attuazione dei principi e trasformare ulteriormente i diritti e i principi sociali dell’Europa in una realtà.
Propone, inoltre, tre obiettivi principali per l’occupazione, le competenze e la protezione sociale, da raggiungere entro il 2030, da conseguire anche grazie al sostegno finanziario senza precedenti offerto dal quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e da NextGenerationEU.
I tre obiettivi principali dell’Europa sociale proposti dalla Commissione europea, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sono indicati nella seguente tabella, che evidenzia anche gli attuali punti di partenza, in base ai dati disponibili più aggiornati.

La Commissione monitorerà i progressi durante il semestre europeo che, come è noto, è lo strumento per il coordinamento delle politiche sociali ed economiche nell’Unione europea.
L’allegato 1 del Piano di azione – di cui si riporta, in appendice, il link – elenca una serie di azioni concrete e, soprattutto, un preciso calendario di attuazione.
Tre azioni sono già state attuate, in particolare:
- la Raccomandazione (UE) 2021/402 della Commissione europea del 4 marzo 2021 relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) in seguito alla crisi COVID-19. La raccomandazione EASE fornisce orientamenti agli Stati membri sulle politiche attive del mercato del lavoro e indica come gli Stati membri potrebbero utilizzare i fondi dell’Unione europea. Le politiche attive dovrebbero comprendere tre componenti: (1) incentivi all’assunzione e sostegno all’imprenditorialità, (2) opportunità di riqualificazione e riqualificazione e (3) maggiore sostegno da parte dei servizi per l’impiego, con un’attenzione particolare ai giovani e ai lavoratori di tutte le età nei settori le più colpite dalla pandemia;
- una nuova strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030;
- una proposta di direttiva sulla trasparenza salariale migliorerà l’accesso dei lavoratori alle informazioni sulla retribuzione, aumentando la consapevolezza della discriminazione e facilitando il rispetto del diritto alla parità di retribuzione uomo-donna;
- una proposta per la Garanzia europea per l’infanzia.
Infine, la Commissione ha annunciato le seguenti ulteriori iniziative chiave per un’Europa sociale forte, che saranno intraprese nel corso del 2021, quali:
- un nuovo quadro strategico per la sicurezza e la salute sul lavoro;
- una piattaforma europea di collaborazione contro i senzatetto;
- una comunicazione sul lavoro dignitoso nel mondo;
- un’iniziativa legislativa per migliorare le condizioni di lavoro delle persone che lavorano attraverso le piattaforme del lavoro digitale; e
- un piano d’azione per l’economia sociale.
Resta da scrivere che il piano d’azione costituisce anche il contributo della Commissione al vertice sociale di Porto, organizzato dalla presidenza portoghese del Consiglio dell’Unione europea, nel prossimo mese di maggio 2021. Il vertice si concentrerà sul rafforzamento della dimensione sociale dell’Europa e sarà un’occasione per rinnovare, al più alto livello politico, l’impegno ad attuare il Pilastro europeo dei diritti sociali.
ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
- Comunicazione della Commissione europea, Piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali, doc. COM(2021) 102 del 4.3.2021
- Commissione europea, Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO per rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione per uguale lavoro o lavoro di pari valore tra uomini e donne attraverso la trasparenza della retribuzione e meccanismi di applicazione, doc. COM (2021) 93 del 4.3.2021
- AGGIORNAMENTO: adottata dalla Direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 maggio 2023 volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione, in GU UE L 132 del 17.5.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2023/970/oj
- RACCOMANDAZIONE (UE) 2021/402 DELLA COMMISSIONE del 4 marzo 2021 relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) in seguito alla crisi COVID-19, in GU UE L 80 dell’8.3.2021
- Comunicazione della Commissione europea, Strategia dell’Unione europea per i diritti dell’infanzia, doc. COM(2021) 142 del 24.3.2021
- Commissione europea, Proposta di raccomandazione del Consiglio che stabilisce una garanzia europea per l’infanzia, doc. COM(2021) 137 del 24.3.2021
- AGGIORNAMENTO: adottata dalla Raccomandazione (UE) 2021/1004 del Consiglio del 14 giugno 2021 che istituisce una garanzia europea per l’infanzia, in GU UE L 223 del 22.6.2021 ELI: http://data.europa.eu/eli/reco/2021/1004/oj
Aggiornamenti successivi e articoli collegati
Per approfondire o seguire l’evoluzione delle politiche sociali dell’UE, si possono consultare i seguenti articoli collegati pubblicati su Fare l’Europa:
16 settembre 2022. Strategia europea 2022 per l’assistenza: i servizi sociali
23 settembre 2022. Strategia europea 2022 per l’assistenza: educazione e cura prima infanzia
1° luglio 2022. Diritti sociali UE: impegni degli Stati membri assunti nel 2022 per il 2030
7 maggio 2021. La strategia dell’UE per i diritti dei minori e la garanzia europea per l’infanzia 2020-2025
18 settembre 2020. L’agenda e il piano d’azione dell’UE in materia di droga 2021-2025
11 settembre 2020. Strategia dell’Unione europea contro gli abusi sessuali sui minori 2020-2025
24 gennaio 2020. Europa sociale: verso un welfare europeo e il piano d’azione 2021
19 aprile 2016. Le politiche dell’Unione europea per la lotta contro la povertà 2014-2020
24 novembre 2017. Donazioni alimentari: le regole europee
12 maggio 2017. L’Europa sociale: una risposta alle opportunità e ai rischi che ci riserva il futuro?
19 aprile 2016. Le politiche dell’Unione europea per la lotta contro la povertà 2014-2020
2 aprile 2016. Quali diritti sociali nell’UE? La Commissione apre il dibattito
