Finanza sostenibile: la strategia di sviluppo della Commissione europea

9 marzo 2018 di Mauro Varotto

La finanza sostenibile (o finanza “verde”) è un concetto ampio che può riferirsi sia a investimenti in progetti sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale, che in prodotti o tecnologie “green”.

Col termine “finanza sostenibile (Sustainable finance)”, infatti, generalmente si designa un processo di selezione degli investimenti da finanziare che tiene in debita considerazione anche i fattori ambientali e sociali, al fine di ottenere maggiori investimenti in attività sostenibili e a lungo termine.

Tale modello finanziario si sta sviluppando soprattutto a seguito dell’adozione di due importanti accordi internazionali: l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale dell’Onu nel settembre 2015, e l’Accordo di Parigi  sui cambiamenti climatici, approvato a fine 2015, attraverso i quali  i governi di tutto il mondo hanno scelto una via più sostenibile per il nostro pianeta e la nostra economia.

Come è noto, l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile è incentrata su 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), che ho illustrato in un precedente articolo del blog. Nei prossimi 15 anni questi obiettivi guideranno ciascuno di noi nella preparazione di un futuro in grado di garantire la stabilità, un pianeta sano, società eque, inclusive e resilienti, nonché economie prospere.

L’Accordo di Parigi sul clima, firmato nel dicembre 2015 da 195 Stati, costituisce il primo accordo universale sul clima dinalizzato ad adattare e rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici e a limitare il riscaldamento climatico a un valore ben inferiore a 2°C: delle sue implicazioni per l’Europa ho scritto in un apposito articolo.

Raggiungere questi obiettivi comporterà una profonda trasformazione economica, sociale e ambientale e richiederà la mobilitazione di ingenti risorse finanziarie: solo nell’Unione europea il fabbisogno finanziario stimato per conseguire gli obiettivi nel campo del clima e dell’energia entro il 2030 è stimato in 180 miliardi di euro l’anno.

Un primo gruppo di Paesi pionieri – Cina, Francia e Regno Unito – hanno già lanciato progetti per indirizzare capitali privati verso la sostenibilità e il clima.

A dicembre 2017, l’associazione britannica ShareAction, impegnata da anni per una finanza più verde e sostenibile, ha redatto un rapporto e una graduatoria (“Banking on a Low-Carbon Future”) che valuta le politiche delle quindici più grandi banche europee in materia di clima ed energia: le banche francesi figurano in vetta alla classifica; la più grande banca italiana, Unicredit, si colloca al penultimo posto, come evidenzia la seguente tavola.

 

Fonte: Share Action, Banking on a Low-Carbon Future, 2017

 

 

Ad essi è seguita l’iniziativa del G20 relativa alla istituzione di un “Gruppo di Studio sulla Finanza Verde”, che riunisce ministri finanziari e banche centrali, per definire gli orientamenti e le strategie necessarie a indirizzare i flussi finanziari privati verso gli investimenti verdi.

Infine, il Consiglio per la stabilità finanziaria (Financial Stability Board) è intervenuto nel dibattito in corso sulla sostenibilità attraverso la creazione di una propria Task Force sulla trasparenza finanziaria sui temi climatici.

In questo quadro internazionale, è intervenuta l’Unione europea che, già in una comunicazione elaborata dalla Commissione nel settembre 2016 sull’Unione dei capitali, ha annunciato l’istituzione di un gruppo di esperti ad alto livello sulla finanza sostenibile, per definire una tabella di marcia per lo sviluppo di una strategia globale dell’Unione europea in tale ambito.

Questo gruppo di esperti di alto livello (HLEG) è stato istituito il 22 dicembre 2016 e comprendeva 20 esperti senior della società civile, del settore finanziario e del mondo accademico, nonché un numero limitato di osservatori provenienti da istituzioni europee e internazionali: il gruppo ha concluso i suoi lavori con una relazione finale pubblicata il 31 gennaio 2018.

Dalla relazione emerge che la finanza sostenibile si fonda su due imperativi:

1)  migliorare il contributo della finanza alla crescita sostenibile e inclusiva finanziando le esigenze a lungo termine della società;

2)  consolidare la stabilità finanziaria integrando i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nel processo decisionale relativo al finanziamento degli investimenti.

La relazione propone otto raccomandazioni chiave, diverse raccomandazioni trasversali e azioni mirate a specifici settori del sistema finanziario.

 

La strategia della Commissione europea per la finanza sostenibile

Prendendo le mosse dalla relazione finale del gruppo, la Commissione europea ha proposto una strategia per lo sviluppo della finanza sostenibile, con una precisa tabella di marcia che delinea i lavori e le iniziative future in cui saranno coinvolti tutti i soggetti interessati del sistema finanziario.

Gli obiettivi della Commissione sono ambiziosi: innescare un processo di riforma di ampio respiro che possa rappresentare il parametro di riferimento mondiale per la finanza sostenibile e contribuire a fare del settore finanziario europeo (banche, assicurazioni e altri intermediari finanziari) una delle principali mete al mondo per gli investimenti nelle tecnologie verdi.

Più nello specifico, il piano d’azione mira a:

  1. riorientare i flussi di capitali verso investimenti sostenibili al fine di realizzare una crescita sostenibile e inclusiva;
  2. gestire i rischi finanziari derivati dai cambiamenti climatici, l’esaurimento delle risorse, il degrado ambientale e le questioni sociali;
  3. promuovere la trasparenza e la visione a lungo termine nelle attività economico-finanziarie.

 

La tabella di marcia e le azioni

Tra le azioni proposte dalla Commissione europea le principali sono le seguenti:

  • creare un linguaggio comune per la finanza sostenibile, ovvero un sistema unificato di classificazione all’interno dell’Unione europea (o “tassonomia”) per definire ciò che è sostenibile e identificare gli ambiti in cui gli investimenti sostenibili possono incidere maggiormente;
  • creare marchi europei per i prodotti finanziari verdi sulla base di questo sistema di classificazione dell’Unione, permettendo così agli investitori di individuare agevolmente gli investimenti che rispettano i criteri ambientali o di basse emissioni di carbonio;
  • chiarire l’obbligo, per i gestori di attività e gli investitori istituzionali, di tenere conto dei fattori di sostenibilità nel processo di investimento e di rendere più stringenti gli obblighi di comunicazione;
  • imporre alle imprese di assicurazione e di investimento di consigliare i clienti in base alle loro preferenze in materia di sostenibilità;
  • integrare la sostenibilità nei requisiti prudenziali cui sono obbligate le banche nella concessione di prestiti: le banche e le imprese di assicurazione, infatti, sono una fonte importante di finanziamento esterno per l’economia europea. A questo proposito, la Commissione europea si impegna a esaminare la fattibilità di una ricalibrazione dei requisiti patrimoniali delle banche per favorire gli investimenti sostenibili, quando si giustifica sotto il profilo del rischio, al tempo stesso assicurando la tenuta della stabilità finanziaria (il cosiddetto “fattore di sostegno verde”);
  • infine, migliorare la trasparenza per quanto riguarda le comunicazioni societarie: la Commissione propone di rivedere le linee guida sulle informazioni non finanziarie, che ho presentato in un precedente articolo, per allinearle maggiormente alle raccomandazioni della task force del Consiglio per la stabilità finanziaria sull’informativa finanziaria collegata al clima.

Infine, la Commissione si impegna a promuovere le discussioni sul piano d’azione dell’Unione europea anche nelle sedi esistenti a livello internazionale, quali il Consiglio per la stabilità finanziaria, il G20, il G7, le Nazioni Unite e l’Organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari (IOSCO).

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Sito WEB dell’Unione europea sulla finanza sostenibile

Comunicazione della Commissione europea, Piano d’azione per finanziare la crescita sostenibile, doc. COM(2018) 97 del 8 marzo 2018

 

 

 

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