La nuova strategia europea per la bioeconomia

12 ottobre 2018 di Mauro Varotto

Da decenni l’Europa si trova a fare i conti con un livello di sfruttamento senza precedenti – nonché insostenibile – delle sue risorse naturali, con cambiamenti climatici a livello locale importanti e potenzialmente irreversibili e con una continua perdita di biodiversità che minaccia la stabilità dei sistemi viventi da cui dipende la sopravvivenza stessa del continente.

Questi problemi saranno aggravati dall’aumento del 30% della popolazione mondiale previsto per i prossimi quarant’anni, con un passaggio da 7 miliardi di abitanti nel 2012 a più di 9 miliardi nel 2050.

Negli ultimi decenni, pertanto, l’Unione europea ha varato e/o modificato numerose politiche al fine di affrontare queste sfide e di promuovere la trasformazione dell’economia europea.

Tuttavia, la complessa rete di interdipendenze che caratterizza queste sfide può generare compromessi, quali la controversia sulle forme di sfruttamento della biomassa, che sono spesso in competizione tra di di esse.

La strategia “Europa 2020” ha, pertanto, proposto per la prima volta un approccio integrato: una strategia di sviluppo della bioeconomia quale elemento chiave per la crescita sostenibile dell’Europa.

La bioeconomia, infatti, fornisce un utile punto di partenza per questo tipo di approccio, poiché comprende la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la trasformazione di tali risorse e dei flussi di rifiuti in prodotti a valore aggiunto quali alimenti, mangimi, bioprodotti e bioenergie.

Così intesa, la bioeconomia europea è uno dei settori più grandi e importanti dell’Unione europea e comprende agricoltura, silvicoltura, pesca, prodotti alimentari, bioenergia e prodotti a base biologica con un fatturato annuo di circa 2 trilioni di euro e impiega circa 18 milioni di persone.

Inoltre, le industrie e i settori che ne fanno parte sono caratterizzati da un forte potenziale d’innovazione, che interessa una vasta gamma di discipline scientifiche, tecnologie industriali e abilitanti, e concorrono alla crescita intelligente e non solo verde dell’Europa.

Il 13 febbraio 2012 la Commissione europea ha presentato la prima strategia europea per la bioeconomia, imperniata sulla produzione di risorse biologiche rinnovabili e sulla conversione di esse in prodotti vitali e bioenergia.

L’evidenziata natura trasversale della bioeconomia rappresenta un’opportunità unica per affrontare, globalmente, sfide per la società tra loro interconnesse quali sicurezza alimentare, scarsità delle risorse naturali, dipendenza dalle risorse fossili e cambiamenti climatici, garantendo al contempo una crescita economica sostenibile.

Innanzitutto, quindi, la strategia ha definito gli obiettivi a lungo termine dell’Unione in questo ambito:

  • garantire la sicurezza alimentare, sia attraverso un aumento sostenibile della produzione alimentare, che mediante la lotta agli sprechi alimentari e alle perdite nei settori agricolo e della pesca;
  • gestire le risorse naturali in modo sostenibile, con una particolare attenzione ai settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura;
  • ridurre la dipendenza dalle risorse non rinnovabili, in particolare da risorse fossili che rappresentano fonti di carbonio e di energia;
  • attenuazione e adattamento ai cambiamenti climatici, incoraggiando lo sviluppo in agricoltura, silvicoltura, pesca e acquacoltura di sistemi di produzione a ridotta emissione di gas a effetto serra, che si adattino agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, quali siccità e alluvioni, e li attenuino;
  • creare posti di lavoro e salvaguardare la competitività europea, sviluppando nuovi posti di lavoro altamente qualificati e nuove possibilità di formazione per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro nei settori tradizionali dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura ma anche nell’ambito dell’industria della trasformazione alimentare, delle biotecnologie industriali e delle bioraffinerie, con la conseguente comparsa di nuove bioindustrie, la trasformazione di quelle esistenti e l’apertura di nuovi mercati per i bioprodotti.

In secondo luogo, un dettagliato piano d’azione ha descritto le principali azioni che la Commissione si prefiggeva di intraprendere per attuare gli obiettivi della strategia per la bioeconomia, sulla base dei programmi quadro di ricerca e innovazione dell’Unione europea e di altre iniziative già esistenti, quali i partenariati europei per l’innovazione.

La valutazione e revisione intermedia della strategia condotte alla fine del 2017 hanno concluso che, pur conservando la validità dei suoi obiettivi, tuttavia il campo di applicazione delle azioni deve essere rifocalizzato.

La strategia aggiornata, presentata dalla Commissione europea l’11 ottobre 2018, e intitolata: “Una bioeconomia sostenibile per l’Europa: rafforzare la connessione tra economia, società e ambiente” ha, prima di tutto, l’obiettivo di massimizzare il contributo dell’Unione europea all’Agenda 2030 dell’ONU sullo sviluppo sostenibile e alla attuazione dell’accordo di Parigi sul clima.

Inoltre, tale aggiornamento risponde anche alle nuove priorità politiche europee, quali sono state definite, successivamente al 2012, nella strategia di politica industriale rinnovata, nel piano d’azione per l’economia circolare e nella comunicazione sull’accelerazione dell’innovazione nel campo delle energie pulite

La strategia rinnovata per la “bioeconomia circolare e sostenibile” prevede un piano di azione attraverso il quale saranno sostenute iniziative a livello nazionale e regionale per sviluppare una bioeconomia efficiente e sostenibile.

Tale piano si articola in tre livelli di intervento:

  1. rafforzare e potenziare il settore dei prodotti biologici (settori bio-based), ad esempio attraverso:
  • il lancio di una piattaforma tematica di investimento circolare per la bioeconomia di 100 milioni di euro per avvicinare le innovazioni basate sulla biomassa al mercato e ridurre i rischi per gli investimenti privati;
  • il sostegno allo sviluppo di nuove bioraffinerie sostenibili in tutta Europa;
  • la promozione e lo sviluppo di standard e marchi per l’introduzione sul mercato di prodotti a base biologica, come il marchio Ecolabel UE o gli appalti pubblici verdi;
  1. diffondere rapidamente le bioeconomia in tutta Europa, ad esempio attraverso:
  • un’agenda strategica per la distribuzione di alimenti e sistemi agricoli sostenibili, silvicoltura e prodotti a base biologica
  • innovazioni di bioeconomia con azioni pilota nelle aree rurali, costiere e urbane
  • una struttura di sostegno politico per aiutare gli Stati membri e le regioni a sviluppare e attuare le proprie strategie di bioeconomia.
  1. comprendere i limiti ecologici della bioeconomia, con iniziative quali:
  • un sistema di monitoraggio a livello europeo per tracciare i progressi verso una bioeconomia sostenibile e circolare
  • il miglioramento della nostra base di conoscenze e la comprensione dei settori specifici – e oggi ancora giovani – della bioeconomia;
  • indicazioni su come utilizzare al meglio la bioeconomia entro limiti ecologici sicuri.

Resta da dire che già oggi l’Unione europea sostiene lo sviluppo della bioeconomia con importanti finanziamenti per la ricerca e l’innovazione: il programma Orizzonte 2020 vi investe 3,85 miliardi di euro. Per il futuro, la Commissione europea ha proposto che il programma quadro “Orizzonte Europa”, che coprirà il periodo 2021-2027, stanzi 10 miliardi di euro per progetti nei settori dell’alimentazione e delle risorse naturali, inclusa la bioeconomia.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Una bioeconomia sostenibile per l’Europa: rafforzare la connessione tra economia, società e ambiente. Strategia sulla bioeconomia aggiornata, doc. COM(2018) 673/2 del 11 ottobre 2018

Documento di lavoro della Commissione europea, Bioeconomia: il modo europeo di utilizzare le nostre risorse naturali – Piano d’azione 2018, doc. SWD(2018) 431/2.

Comunicazione della Commissione europea, L’innovazione per una crescita sostenibile: una bioeconomia per l’Europa, doc. COM(2012)60 del 13.2.2012

 

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