Programmazione UE 2021-2027: il futuro della ricerca e dell’innovazione

21 settembre 2018 di Mauro Varotto

Al primo gradino della nuova architettura del quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2021-2027 si trovano gli investimenti in ricerca e innovazione.

Questi investimenti sono la prima priorità europea perché, come ha evidenziato la relazione presentata dal gruppo di lavoro ad alto livello, istituito dalla Commissione europea nel 2016 e presieduto da Pascal Lamy, “gli investimenti nella ricerca consentiranno all’Unione di competere con altre economie sviluppate ed emergenti, di garantire un futuro prospero per i suoi cittadini e di preservare il suo modello sociale unico”.

In sintesi: investire nella ricerca e nell’innovazione significa investire nel futuro dell’Europa.

 

Le risorse e gli strumenti di finanziamento

Pertanto, lo sforzo finanziario proposto dalla Commissione europea è ingente: come evidenziato nella seguente tabella, nell’ambito dei programmi a gestione diretta, lo stanziamento ammonta a oltre 110 miliardi di euro.

Copyright: EURIS srl, 2018

 

Come aveva anticipato in una comunicazione del 15 maggio 2018 intitolata: “Una nuova agenda europea per la ricerca e l’innovazione – l’opportunità dell’Europa di plasmare il proprio futuro”, che ho illustrato in un precedente articolo al quale rinvio – la Commissione europea propone un pacchetto di quattro strumenti:

  • il programma quadro “Orizzonte Europa”;
  • una sezione dedicata al finanziamento della ricerca nell’ambito del nuovo fondo per gli investimenti denominato “InvestEU”;
  • la sezione “ricerca” del Fondo europeo per la difesa;
  • infine, il programma di ricerca e formazione dell’Euratom e gli stanziamenti per il reattore termonucleare denominato ITER.

A questi investimenti andranno a integrarsi progetti nel settore della ricerca, dell’innovazione e del digitale sostenuti dai Fondi strutturali e di investimento europei, la cui prima priorità strategica è “Un’Europa più intelligente (a smarter Europe)”, come evidenziato nel precedente articolo del blog.

Rispetto all’attuale periodo di programmazione, nel prossimo quadro finanziario la Commissione propone un aumento combinato degli investimenti in ricerca, innovazione e agenda digitale in gestione diretta pari al 64%.

 

Il programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte Europa”

In questo articolo mi soffermerò sul programma quadro “Orizzonte Europa”, che rappresenta l’iniziativa faro anche per tutti gli altri stanziamenti, sia gestiti in maniera diretta dalla Commissione europea, sia gestiti assieme agli Stati membri.

Il programma quadro ha una struttura a tre pilastri:

  • pilastro I – “Scienza aperta” [25,8 miliardi di euro], il quale persegue l’obiettivo specifico di “sostenere la creazione e la diffusione di nuove conoscenze, competenze, tecnologie e soluzioni di alta qualità in risposta alle sfide globali”, secondo un approccio “dal basso verso l’alto”, in base al quale le attività di ricerca saranno stabilite in base alle esigenze e alle opportunità espresse dalla comunità scientifica. Esso si articola nelle seguenti componenti:
    • il Consiglio europeo della ricerca (CER);
    • le azioni Marie Skłodowska-Curie;
    • le infrastrutture di ricerca;
  • pilastro II – “Sfide globali e competitività industriale” [52,7 miliardi di euro], il quale persegue l’obiettivo specifico di “rafforzare l’impatto della ricerca e dell’innovazione nell’elaborazione, nel sostegno e nell’attuazione delle politiche dell’Unione e sostenere l’adozione di soluzioni innovative nel settore industriale e nella società al fine di affrontare le sfide globali”. Il pilastro è organizzato sotto forma di poli (Cluster) di attività di ricerca e innovazione, al fine di ottenere la massima integrazione tra i rispettivi ambiti di lavoro e garantire al contempo livelli di impatto elevati e sostenibili rispetto alle risorse spese. Pertanto, il pilastro incoraggerà la collaborazione interdisciplinare, intersettoriale, trasversale e transfrontaliera, ai fini degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e della competitività delle industrie dell’Unione, attorno ai seguenti “poli”:
    • polo tematico “Sanità”;
    • polo tematico “Società inclusiva e sicura”;
    • polo tematico “Digitale e industria”;
    • polo tematico “Clima, energia e mobilità”;
    • polo tematico “Prodotti alimentari e risorse naturali”;
    • azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca (JRC).
  • pilastro III – “Innovazione aperta” [13,5 miliardi di euro], il quale persegue l’obiettivo specifico di “promuovere tutte le forme di innovazione, comprese quelle pionieristiche, e rafforzare la diffusione sul mercato di soluzioni innovative” e comprende le seguenti componenti:
    • il Consiglio europeo per l’innovazione (CEI), che gestirà due strumenti finanziari: lo strumento Pathfinder, per sostenere le tecnologie di punta emergenti e del futuro, e lo strumento Accelerator, per colmare il divario nei finanziamenti tra le fasi finali delle attività di innovazione e lo sfruttamento commerciale;
    • gli ecosistemi europei dell’innovazione, che saranno istituiti per promuovere l’attuazione di programmi, da parte degli Stati membri, di innovazione congiunti transfrontalieri
    • l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT), che sosterrà gli ecosistemi sostenibili di innovazione in tutta Europa.

Infine, una quarta parte del programma, intitolata: “Consolidamento dello Spazio europeo della ricerca” [2,1 miliardi di euro], persegue l’obiettivo specifico di “ottimizzare l’attuazione del programma per ottenere un impatto maggiore nell’ambito di uno Spazio europeo della ricerca rafforzato” e prevede le seguenti componenti:

  • condivisione dell’eccellenza;
  • riforma e miglioramento del sistema europeo di ricerca e innovazione.

 

Modalità di finanziamento e attuazione

Il programma sarà attuato in regime di gestione diretta da parte della Commissione europea e concederà finanziamenti alle azioni indirette realizzate da soggetti terzi (ad es. imprese, università, centri di ricerca, ecc.) in tutte le forme previste dal regolamento finanziario dell’Unione, in particolare sovvenzioni (incluse le sovvenzioni di funzionamento per determinate organizzazioni), premi e appalti, con particolare riferimento agli appalti pre-commerciali e agli appalti pubblici per soluzioni innovative. Il programma può anche erogare fondi sotto forma di strumenti finanziari nell’ambito delle operazioni di finanziamento misto.

Il programma sostiene, inoltre, le azioni dirette intraprese dal servizio della Commissione denominato “Centro comune di ricerca (JRC)”.

Come in passato, l’attuazione del programma specifico si baserà su una pianificazione strategica pluriennale e trasparente delle attività di ricerca e innovazione, in particolare per il pilastro “Sfide globali e competitività industriale”, previa consultazione dei portatori di interessi sulle priorità, sui tipi appropriati di azioni e sulle forme di attuazione da utilizzare.

 

Le missioni europee

Le attività di “Orizzonte Europa” saranno attuate principalmente attraverso inviti a presentare proposte. Tuttavia, parallelamente ai normali inviti a presentare proposte, la Commissione europea propone un nuovo approccio basato sulla organizzazione di alcune “missioni europee” , che perseguiranno obiettivi ambiziosi ma realizzabili e circoscritti nel tempo, dovrebbero rivolgersi ai cittadini e, ove opportuno, incoraggiarne la partecipazione: la differenza tra gli inviti a presentare proposte e lo strumento delle missioni consiste nel fatto che, anziché valutare l’eccellenza e l’impatto solo a livello di singole proposte, la Commissione valuterà anche il modo in cui le proposte eccellenti si combinano tra loro nell’ambito di un portafoglio di progetti.

Le missioni saranno definite in collaborazione con gli Stati membri, il Parlamento europeo, i portatori di interessi e i cittadini.

 

I partenariati europei

La proposta della Commissione per “Orizzonte Europa” prevede anche un nuovo approccio ai partenariati, più orientato all’impatto degli stessi sulle capacità di ricerca e innovazione dell’Europa.

L’attuale molteplicità e varietà di partenariati europei sarà razionalizzata, affinché possano proseguire in forme semplificate e aperte a tutti (ad esempio, al mondo accademico, all’industria, agli Stati membri e alle fondazioni filantropiche), garantendo al contempo che siano in grado di contribuire in modo efficace agli obiettivi di “Orizzonte Europa”.

In futuro saranno solo tre le tipologie di partenariati europei e tutte prevedono impegni dei partner in termini di contributi finanziari e/o in natura:

  • il partenariato “co-programmato”, sulla base di protocolli d’intesa o accordi contrattuali tra i partner, nei quali sono individuate attività di ricerca e innovazione complementari che sono realizzate e cofinanziate dai partner e dal programma;
  • il partenariato “co-finanziato”, che prevede la partecipazione e un contributo finanziario a un programma di attività di ricerca e innovazione, sulla base dell’impegno dei partner di fornire contributi finanziari e in natura e di integrare le loro attività pertinenti mediante un’azione di co-finanziamento;
  • i partenariati “istituzionalizzati” che prevedono la partecipazione e un contributo finanziario a programmi di ricerca e innovazione intrapresi da diversi Stati membri a norma dell’articolo 185 del TFUE, o da organismi istituiti a norma dell’articolo 187 del TFUE, quali le imprese comuni, o dalle comunità della conoscenza e dell’innovazione del l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia.

 

 

Il principio della “scienza aperta”

Il principio della scienza aperta diventerà il modus operandi del nuovo programma.

Scrive, infatti, la Commissione europea nella sua proposta che:

“La scienza aperta, l’innovazione aperta e l’apertura al mondo costituiscono principi generali che dovrebbero assicurare l’eccellenza e l’impatto degli investimenti dell’Unione nella ricerca e nell’innovazione. La scienza aperta, incluso l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche e ai dati di ricerca, offre la possibilità di migliorare la qualità, l’impatto e i benefici della ricerca scientifica e di accelerare il progresso delle conoscenze rendendole più attendibili, efficienti e accurate, più comprensibili per la società e idonee a rispondere alle sfide sociali”.

Pertanto i principi e le pratiche della scienza aperta saranno integrati nell’intero programma “Orizzonte Europa” e andranno oltre la politica di accesso aperto già in parte praticata da “Orizzonte 2020”: in particolare, sarà assicurato l’accesso aperto alle pubblicazioni e ai dati (con solide deroghe in relazione a questi ultimi) e ai piani di gestione dei dati di ricerca.

Il programma promuoverà l’utilizzo diffuso di dati FAIR (reperibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili); e le attività che migliorano le competenze dei ricercatori nella scienza aperta e sostengono sistemi di ricompensa che promuovono la scienza aperta.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Il pacchetto completo della proposte della Commissione europea per la ricerca e l’innovazione post-2020 è disponibile al seguente link.

La pagina dei lavori del gruppo di esperti ad alto livello, istituito dalla Commissione europea nel settembre 2016, al fine di individuare le modalità per massimizzare l’impatto degli investimenti dell’Unione europea nella ricerca e nell’innovazione, è disponibile al seguente link.

Il gruppo, presieduto da Pascal Lamy, Presidente emerito dell’Istituto Jacques Delors, ha iniziato i lavori a dicembre 2016 e il 3 luglio 2017 ha pubblicato il rapporto conclusivo, intitolato: “Investing in the European Future we want – Report of the independent High Level Group on maximising the impact of EU Research and Innovation Programmes.

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