Investire nell’industria del futuro: i progetti di comune interesse europeo

15 febbraio 2019 di Mauro Varotto

Il mondo è in evoluzione continua e, oggi, si trova nel mezzo della quarta rivoluzione industriale: sta cambiando tutto per tutti e la questione è decidere se essere vittime del cambiamento oppure tentare di guidarlo.

E’ per questo motivo che, alla fine del 2017, la Commissione europea ha presentato una aggiornata strategia di politica industriale, che ho presentato in un precedente articolo del blog, al quale rinvio.

In tale comunicazione, la Commissione evidenziava che:

“Le caratteristiche di questa nuova era industriale sono il ritmo accelerato delle trasformazioni economiche, sociali e ambientali, nonché i nuovi progressi tecnologici in settori come la robotica, l’internet delle cose, l’intelligenza artificiale, i sistemi energetici e la bioeconomia. L’automazione, consentita dalle tecnologie informatiche, sta trasformando i processi di produzione tradizionali e la natura del lavoro. L’industria è sempre più integrata nelle catene del valore globali con forti componenti di servizio. Modelli imprenditoriali emergenti turbano i mercati tradizionali”.

La nuova strategia, quindi, intendeva rispondere alla necessità avere una visione globale e lungimirante dell’industria manifatturiera europea, con l’obiettivo di riportarne il contributo al PIL dell’Unione europea dal 16% del 2016 al 20% entro il 2020.

Per raggiungere tale obiettivo, la nuova strategia prevedeva sette grandi linee di intervento, una della quali – denominata: investire nell’industria europea del futuro – presupponeva la creazione di un più stretto coordinamento con le autorità pubbliche degli Stati membri e con le imprese, allo scopo di definire alcuni importanti progetti di comune interesse europeo nell’ambito delle principali catene del valore relative alle nuove tecnologie.

Per favorire tale azione congiunta e importanti investimenti ben coordinati da parte delle autorità pubbliche e delle imprese di diversi Stati membri, la Commissione europea ha predisposto due strumenti:

  • uno strumento di carattere normativo che stabilisce a quali condizioni possono considerarsi compatibili con il mercato interno aiuti pubblici destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo (IPCEI). In particolare, le norme sugli aiuti di Stato sono state studiate per incoraggiare gli Stati membri a indirizzare i finanziamenti pubblici verso quei progetti integrati che hanno chiare ricadute positive per la maggior parte dell’Unione, quali le tecnologie abilitanti fondamentali. Infatti, i requisiti che deve avere un progetto per potersi qualificare come IPCEI sono cinque: i) contribuire a obiettivi strategici dell’Unione europea; ii) prevedere la partecipazione di diversi Stati membri; iii) prevedere finanziamenti privati da parte dei beneficiari; iv) avere una ricaduta positiva in tutta l’Unione che limiti eventuali distorsioni della concorrenza; v) essere altamente innovativo ed estremamente ambizioso in termini di ricerca e innovazione;
  • uno strumento di carattere consultivo, il Forum strategico per importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI), che ha il compito di fornire alla Commissione consulenza e competenze al fine di contribuire a sviluppare una visione comune dell’Unione sulle principali catene di valore per l’Europa e favorire accordi volti a concepire e realizzare nuovi progetti di investimento nelle principali catene di valore in Europa attraverso la collaborazione e il coordinamento tra le autorità pubbliche e i principali portatori di interesse di vari Stati membri. Il gruppo è composto da funzionari di alto livello provenienti dalle autorità competenti degli Stati membri, da rappresentanti di alto livello di altri organismi pubblici quali gli organismi dell’Unione e le organizzazioni internazionali (che operano in settori come la tecnologia e l’innovazione, l’energia, i trasporti, gli investimenti, l’analisi economica, la sicurezza e la difesa), da rappresentanti di alto livello delle organizzazioni che rappresentano gli interessi del mondo accademico e della ricerca, della finanza, dell’industria, delle PMI, dei dipendenti e dei lavoratori e infine da persone fisiche nominate a titolo personale. I componenti sono stati selezionati attraverso un invito pubblico a presentare candidature, lanciato dalla Commissione europea il 31 gennaio 2018.

Le sei principali catene di valore per l’industria europea del futuro

Il 29 gennaio 2019 il Forum IPCEI ha selezionato un elenco definitivo di sei principali catene di valore (CSV), ritenute strategiche per l’Unione europea e, sulla base dell’impegno degli Stati membri e delle industrie, intende definire dei piani di azione specifici per ognuna delle priorità individuate – coinvolgendo tutte le parti interessate -, individuando gli strumenti più indicati per sostenere i progetti delle imprese.

Le sei catene strategiche di valore individuate sono le seguenti:

  1. veicoli connessi verdi e autonomi;
  2. salute intelligente;
  3. industria a bassa emissione di carbonio;
  4. tecnologie e sistemi ad idrogeno;
  5. internet delle cose;
  6. sicurezza informatica.

In Italia, per individuare gli attori che potrebbero essere interessati a partecipare ad un eventuale progetto di comune interesse europeo – che potrebbe in futuro essere finanziato congiuntamente da più Stati membri dell’Unione europea – il Ministero dello sviluppo economico ha appena pubblicato un invito a manifestare interesse rivolto alle imprese interessate a partecipare a futuri progetti. Entro il 30 aprile 2019, quindi, le imprese potranno esprimere l’interesse alla partecipazione a partenariati di livello europeo impegnati nello sviluppo di tecnologie avanzate nelle sei catene del valore individuate dal Forum IPCEI.

 

Il primo progetto di comune interesse europeo per l’industria manifatturiera

Per comprendere i meccanismi di creazione e di finanziamento, può essere utile una rapida analisi del primo progetto di comune interesse europeo per l’industria manifatturiera – infatti, di progetti del genere ne esistono già in altri ambiti, quali l’energia – approvato il 18 dicembre 2018 dalla Commissione europea.

Il progetto comune di ricerca e innovazione nel settore della microelettronica – che si estenderà fino al 2024 – è stato elaborato congiuntamente da Francia, Germania, Italia e Regno Unito: esso coinvolgerà 29 partecipanti diretti che hanno sede nell’Unione europea o al di fuori di essa, i quali appartengono per lo più al settore dell’industria, ma vi sono anche due organismi di ricerca.

L’obiettivo generale del progetto è di permettere ricerche e mettere a punto tecnologie e componenti innovativi (ad esempio chip, circuiti integrati e sensori) che possono essere integrati in un’ampia gamma di applicazioni a valle, tra cui i dispositivi di largo consumo, come gli apparecchi domestici e i veicoli automatizzati, e gli apparecchi commerciali e industriali, a esempio i sistemi di gestione per le batterie utilizzate per la mobilità elettrica e lo stoccaggio di energia.

I partecipanti diretti potranno ricevere dalle rispettive amministrazioni nazionali fino a un totale di circa 1,75 miliardi di euro di finanziamento: più specificamente, la Francia ha chiesto l’autorizzazione a concedere sovvenzioni fino a 355 milioni di euro, la Germania fino a 820 milioni di euro, l’Italia fino a 524 milioni di euro e il Regno Unito fino a 48 milioni di euro.

A fronte di tale contributo, l’industria privata assicurerà un investimento di 6 miliardi di euro.

Il progetto di articola in 40 sotto-progetti strettamente intercorrelati.

I partecipanti diretti, gli Stati membri che li sostengono e i diversi ambiti del progetto sono i seguenti:

 

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Decisione della Commissione europea del 30 gennaio 2018 che istituisce il Forum strategico per importanti progetti di comune interesse europeo, in GU UE C39 del 2.2.2018, p. 3

I componenti e i lavori del Forum sono pubblicati nel “Registro della Commissione europea sui gruppi di esperti”.

Comunicazione della Commissione europea, Criteri per l’analisi della compatibilità con il mercato interno degli aiuti di Stato destinati a promuovere la realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo, in GU UE C188 del 20 giugno 2014, p. 4

Comunicazione della Commissione europea, Investire in un’industria intelligente, innovativa e sostenibile. Una nuova strategia di politica industriale dell’UE, doc. COM (2017) 479 del 6 novembre 2017

Ministero dello sviluppo economico, Invito a manifestare interesse per importanti progetti di interesse comune europeo in diversi ambiti. Scadenza 30/04/2019.

 

 

 

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