Una nuova strategia industriale per l’Europa

27 marzo 2020 di Mauro Varotto

Prima dello scoppio dell’epidemia da Coronavirus, la Commissione europea aveva appena presentato un pacchetto di iniziative che definisce un nuovo approccio alla politica industriale europea, radicato nei valori europei e nelle tradizioni dell’economia sociale di mercato e volto al nuovo paradigma di crescita denominato della “sostenibilità competitiva”.

Tale strategia ha un significato e un impatto che vanno al di là dell’attuale momento emergenziale e dei relativi interventi di sostegno economico d’urgenza alle imprese, che sono di competenza soprattutto dei singoli Stati membri: infatti, la nuova politica industriale dell’Unione europea traccia una strada verso un nuovo modello economico e prevede una serie di azioni a sostegno di tutti gli operatori dell’industria europea: grandi e piccole imprese, start-up innovative, centri di ricerca, prestatori di servizi, fornitori e parti sociali.

La Commissione europea, infatti, raccomanda agli Stati membri di orientare anche gli interventi statali di sostegno alle imprese di carattere straordinario verso i comuni obiettivi europei di politica industriale.

Il pacchetto presentato dalla Commissione si articola in quattro principali strumenti:

  • una nuova strategia di politica industriale, incentrata sulla duplice transizione alla quale sono chiamate tutte le imprese europee, cioè la transizione ecologica e quella digitale;
  • una strategia dedicata per le piccole e medie imprese (PMI), la quale mira a ridurre gli oneri burocratici e ad aiutare le numerose PMI europee a operare in tutto il mercato unico e oltre, ad accedere ai finanziamenti e a contribuire a guidare la transizione verde e digitale;
  • un piano di azione per il mercato unico, al fine di rimuovere le barriere che si frappongono al suo buon funzionamento;
  • infine, un nuovo piano per realizzare una economia circolare.

Pertanto, questo e i prossimi tre articoli del blog saranno dedicati, ciascuno, ad approfondire i contenuti e l’impatto di tali iniziative, a partire dalla strategia industriale, la quale è parte integrante della più ampia strategia della Commissione europea per preparare l’Europa all’era digitale, che ho già illustrato in un recente articolo al quale rinvio.

Come ho avuto modo di evidenziare in una precedente analisi, questa è la quinta strategia industriale proposta dall’Unione europea nell’ultimo decennio.

Una tale attenzione al settore manifatturiero europeo è presto spiegata: l’industria ha un ruolo fondamentale nel sostenere la crescita economica e la prosperità dell’Europa poiché essa è leader mondiale in molti settori, rappresenta il 20% del valore aggiunto totale dell’Unione europea e l’80 % delle esportazioni di merci, impiega 35 milioni di lavoratori nella medesima Unione.

A suo tempo ho illustrato l’iniziativa assunta da Francia e Germania all’inizio del 2019 intitolata: “Manifesto per una politica industriale europea adatta al XXI secolo”.

A seguito di tale iniziativa e concordi sull’importanza di avere in Europa una base industriale integrata, sostenibile e competitiva a livello mondiale, i Capi di Stato e di Governo, nelle conclusioni adottate al termine del Consiglio europeo del 21 e 22 marzo 2019, hanno chiesto alla Commissione europea di presentare “una visione a lungo termine del futuro industriale dell’UE, unitamente a misure concrete per metterla in atto. Tale visione dovrebbe trattare le sfide che l’industria europea si trova a fronteggiare, includendo tutti i settori strategici pertinenti”.

Una nuova strategia industriale per l’Europa è il titolo del documento predisposto dalla Commissione europea il 10 marzo scorso nel quale sono definite le tre priorità ritenute fondamentali per difendere la leadership industriale dell’Europa:

  1. mantenere la competitività mondiale dell’industria europea;
  2. garantire condizioni di parità, a livello nazionale e mondiale;
  3. rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050 e plasmare il futuro digitale dell’Europa.

La duplice transizione in atto, ecologia e digitale, osserva la Commissione europea introducendo la strategia:

“avverrà in un momento di spostamento delle placche geopolitiche che ha ripercussioni sulla natura della concorrenza. La necessità per l’Europa di affermare la propria voce, di difendere i propri valori e di battersi per condizioni di parità è più importante che mai. Ne va della sovranità dell’Europa”.

[per inciso, osservo, per i cultori della geografia umana, il riferimento alle “placche geopolitiche”(geopolitical plates) richiama le concezioni del famoso geografo americano Saul Bernard Cohen, Geopolitics: The Geography of International Relations, 2008, II edizione]

La nuova strategia industriale europea è “imprenditoriale nello spirito e nell’azione” e, oltre ad aprire un dialogo tra la Commissione l’industria stessa, le parti sociali e con tutti gli altri portatori di interessi, introduce un nuovo approccio: il sostegno ai cosiddetti ecosistemi industriali, che terrà conto di tutti gli operatori nell’ambito di una catena del valore.

Questo nuovo approccio riflette la necessità di nuovi modi di pensare e di lavorare per guidare la duplice transizione ecologica e digitale, nella consapevolezza che “occorre una generazione per trasformare un settore industriale e tutte le catene del valore di cui fa parte.”

La strategia, quindi, identifica i principali motori della trasformazione industriale dell’Europa e propone una serie completa di azioni che saranno adottate nei prossimi mesi, tra cui le principali saranno le seguenti:

  • un piano di azione sulla proprietà intellettuale volto a difendere la sovranità tecnologica europea, a promuovere condizioni di parità a livello mondiale, a lottare meglio contro il furto di proprietà intellettuale e ad adattare il quadro giuridico alla transizione verde e digitale (alla lotta alla contraffazione e alla pirateria nei Paesi extra UE ho dedicato un recente articolo);
  • il riesame delle norme dell’Unione europea in materia di concorrenza, compresa la valutazione, già in corso, del controllo delle concentrazioni e del controllo dell’adeguatezza degli orientamenti sugli aiuti di Stato, al fine di garantire che le norme europee siano adeguate per un’economia in rapida mutazione, sempre più digitale e che deve diventare più verde e più circolare;
  • un libro bianco con un elenco di iniziative da adottare per contrastare gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere nel mercato unico e affrontare il problema dell’accesso di soggetti esteri agli appalti pubblici e ai finanziamenti dell’Unione europea. La questione relativa alle sovvenzioni estere sarà oggetto di proposta di un apposito strumento giuridico. Di pari passo continueranno i lavori in corso per rafforzare le norme mondiali in materia di sovvenzioni all’industria nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio e le azioni volte ad affrontare la mancanza di accesso reciproco agli appalti pubblici nei paesi terzi.
  • misure complessive per modernizzare e decarbonizzare le industrie ad alta intensità energetica, per sostenere le industrie della mobilità sostenibile e intelligente, per promuovere l’efficienza energetica e garantire un approvvigionamento sufficiente e costante di energia a basse emissioni di carbonio a prezzi competitivi.
  • azioni per rafforzare l’autonomia industriale e strategica dell’Europa garantendo l’approvvigionamento di materie prime essenziali, mediante un piano di azione per le materie prime essenziali e prodotti farmaceutici, sulla base di una nuova strategia farmaceutica dell’Unione, e sostenendo lo sviluppo di infrastrutture digitali strategiche e di tecnologie abilitanti fondamentali;
  • un’alleanza per l’idrogeno pulito, per accelerare la decarbonizzazione dell’industria e mantenere la leadership industriale, seguita da un’alleanza per industrie a basse emissioni di carbonio e un’alleanza su cloud e piattaforme industriali e sulle materie prime;
  • ulteriori norme e orientamenti in materia di appalti pubblici verdi;
  • una rinnovata attenzione all’innovazione, agli investimenti e alle competenze. La Commissione annuncia una specifica strategia sul futuro della ricerca e dell’innovazione e lo Spazio europeo della ricerca per individuare un nuovo approccio all’innovazione e garantire che il bilancio dell’Unione europea sia utilizzato con la massima efficacia, nonché l’avvio dei nuovi partenariati pubblico-privati nell’ambito del programma Orizzonte Europa 2021-2027.

A tali azioni si aggiungono quelle, anticipate all’inizio, relative alle PMI, al mercato unico e all’economia circolare, che saranno oggetto dei successivi articoli.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Una nuova strategia industriale per l’Europa, doc. COM (2020) 102 del 10.3.2020

 

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