La lotta alla contraffazione e alla pirateria nei Paesi extra-UE

14 febbraio 2020 di Mauro Varotto

La protezione e il rispetto della proprietà intellettuale sono fondamentali per la capacità dell’Unione europea di stimolare l’innovazione e di competere nell’economia globale. Infatti, i cosiddetti diritti di proprietà intellettuale (DPI) – quali brevetti, marchi, disegni, diritti d’autore o indicazioni geografiche -, consentono agli inventori, ai creatori e alle imprese europee di impedire lo sfruttamento non autorizzato delle loro creazioni originali e di avere un ritorno economico per gli investimenti effettuati.

Oltre a tale aspetto, i DPI offrono anche garanzie agli utenti/consumatori per identificare l’origine dei prodotti, grazie al sistema di regole sulle indicazioni geografiche, segni distintivi utilizzati per identificare un prodotto come originario di una determinata area geografica, che, a sua volta, determina essenzialmente la qualità, le caratteristiche o la reputazione del prodotto.

E’ chiaro, quindi, che il rispetto di questi diritti – sia all’interno dell’Unione europea che e al suo esterno – influisce sulla crescita economica e occupazionale dell’Unione. Quando le idee, i marchi e i prodotti europei vengono piratati e contraffatti, i posti di lavoro dell’Unione europea ne risentono.

A tal proposito, si stima che nel periodo 2014-2016 i settori che utilizzano intensamente la proprietà intellettuale abbiano assicurato circa 84 milioni di posti di lavoro nell’Unione europea e che abbiano hanno rappresentato il 45% del PIL complessivo dell’Unione stessa, generando l’82% delle esportazioni unionali. In tali settori, l’Unione ha un avanzo commerciale di circa 182 miliardi di euro. La seguente tavola riporta i dati di uno studio congiunto condotto dall’European Patent Office (EPO) assieme all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO).

 

Fonte: IPR – Intensive Industries and Economic Performance in the European Union, Industry-Level Analysis Report, joint EPO/EUIPO study, 3nd edition, September 2019

 

Le violazioni dei DPI nel mondo determinano per le imprese europee una perdita di entrate di diversi miliardi di euro e mettono a rischio migliaia di posti di lavoro. Sempre la Commissione stima, inoltre, che il 6,8% di tutte le importazioni nell’Unione (cioè oltre 121 miliardi di euro) sia contraffatto (merci che violano marchi o indicazioni geografiche) o usurpativo (copie fabbricate senza il consenso del titolare dei DPI).

In Cina ha origine una quota preponderante delle merci contraffatte e usurpative che arrivano nell’Unione europea, sia in termini di valore che di volume: oltre l’80% delle merci contraffatte e usurpative sequestrate dalle autorità doganali dell’UE provengono dalla Cina e da Hong Kong.

I prodotti contraffatti possono anche mettere a rischio la sicurezza e la salute dei consumatori: per questo motivo l’Unione europea sostiene forti standard in materia di DPI per affrontare le violazioni dei DPI, sia all’interno che all’esterno.

A tal fine, l’Unione europea cerca di migliorare la protezione e il rispetto dei DPI nei paesi terzi in diversi modi:

  • una rinnovata strategia europea per favorire l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi, la quale comprende azioni specifiche per affrontare la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e problemi di applicazione che incidono sulle attività commerciali europee e sugli investimenti all’estero;
  • la stipula di accordi internazionali multilaterali: perché i titolari dei DPI possano avere accesso a modi efficaci per proteggere i loro diritti a livello internazionale, l’Unione fa parte dell’Organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization – WTO) e dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (World Intellectual Property Organization – WIPO) ed è un sostenitore chiave dell’accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (The Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights – TRIPS);
  • la stipula di accordi commerciali bilaterali: l’Unione ha già concluso una serie di accordi commerciali bilaterali, che includono anche capitoli sui DPI i quali perseguono l’obiettivo di offrire livelli di protezione simili a quelli dell’Unione, per quanto possibile e anche in considerazione del livello di sviluppo dei singoli Paesi;
  • altre attività informali condotte a livello bilaterale: la Commissione, ad esempio, partecipa a riunioni periodiche su questioni relative ali DPI (dialoghi, gruppi di lavoro, ecc.) con paesi partner prioritari in tutto il mondo.

L’Unione svolge anche altre azioni di sostegno nell’ambito della strategia in materia di DPI:

  • promozione e attuazione di programmi di cooperazione tecnica finalizzati ad aiutare i paesi terzi a migliorare i propri sistemi di DPI;
  • organizzazione di servizi di supporto per titolari di DPI dell’Unione europea che svolgono attività commerciali in o con determinati paesi terzi: gli International IPR SME Helpdesk forniscono informazioni e consulenza alle PMI sui diritti di proprietà intellettuale (DPI) in Cina, America Latina e Sud-Est asiatico. Sono contattabili dal seguente sito Internet: https://www.ipr-hub.eu/

Il quadro giuridico sui DPI è stato rinnovato negli scorsi anni sulla base di una impostante risoluzione del Consiglio dell’Unione europea, del 25 settembre 2008, su un piano europeo globale di lotta alla contraffazione e alla pirateria: si tratta del regolamento (UE) n. 608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali.

I risultati di tali attività sono costantemente monitorati dalla Commissione europea la quale, biennalmente dal 2006, pubblica una dettagliata relazione sulla tutela e l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi.

L’ultima relazione è stata pubblicata a inizio gennaio 2020 e individua sia i progressi compiuti rispetto alla situazione rilevata nella penultima relazione del 21 febbraio 2018, sia gli ambiti di miglioramento e di intervento.

La relazione continua a individuare tre gruppi di paesi sui quali l’Unione europea concentrerà i propri interventi

1) Cina;

2) India, Indonesia, Russia, Turchia, Ucraina;

3) Argentina, Brasile, Ecuador, Malaysia, Nigeria, Arabia Saudita e Thailandia.

Tali priorità geografiche e tematiche dell’intervento dell’Unione si basano sul livello del danno economico inferto alle imprese europee.

Per la prima volta la relazione pone un accento particolare – dedicandovi un apposito allegato tecnico – alla proprietà intellettuale relativa alle varietà vegetali la quale svolge un ruolo importante nell’aumento della produttività e della qualità in agricoltura, riducendo nel contempo al minimo la pressione sull’ambiente.

Poiché, in futuro, l’Unione europea intende incoraggiare gli investimenti e la ricerca in tale settore – compreso lo sviluppo di nuove colture resistenti a siccità, inondazioni, calore e salinità, per rispondere meglio alle conseguenze negative dei cambiamenti climatici – la protezione delle varietà vegetali sarà una delle priorità della Commissione europea per i prossimi anni.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Commissione europea, Relazione sulla tutela e l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi, documento di lavoro SWD(2019) 452 final/2 del 8 gennaio 2020

Commissione europea, Un sistema equilibrato di tutela della PI per affrontare le sfide della società odierna, doc. COM (2017) 707 del 29 novembre 2017

Commissione europea, Commercio, crescita e proprietà intellettuale – Strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi, doc. COM(2014) 389 del 1.7.2014

Regolamento (UE) n. 608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013 , relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali e che abroga il regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio, in GU UE L 181 del 29.6.2013

Risoluzione del Consiglio, del 25 settembre 2008, su un piano europeo globale di lotta alla contraffazione e alla pirateria, in GU UE C 253 del 4.10.2008

Intellectual Property Rights Intensive Industries and Economic Performance in the European Union, IndustryLevel Analysis Report, joint EPO/EUIPO study, 3rd edition, September 2019

 

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