L’Unione della salute: il programma EU4Health e i fondi europei per la sanità pubblica

28 Maggio 2021 di Mauro Varotto

Nel pacchetto legislativo per i nuovi programmi settoriali dell’Unione europea del ciclo di programmazione 2021-2027, presentato il 30 maggio 2018 dalla Commissione europea, all’epoca presieduta da Jean-Claude Juncker, il “programma salute”, già arrivato alla sua terza edizione, non compariva.

Era stato assorbito all’interno del nuovo Fondo sociale europeo Plus (FSE+), pensato come principale strumento dell’Unione europea per investire nelle persone e attuare il pilastro europeo dei diritti sociali. La proposta del FSE+, infatti, accorpava i fondi e i programmi seguenti:

– il Fondo sociale europeo (FSE) e l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile (IOG);

– il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD);

– il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) e

– il programma d’azione dell’Unione in materia di salute (il programma per la salute).

Alla “componente Salute” del FSE+ venivano destinati 413 milioni di euro dei 101 miliardi della complessiva dotazione del Fondo.

Con tale impostazione, l’obiettivo perseguito dalla Commissione europea era triplice: favorire un approccio più integrato alla programmazione e alla attuazione di strumenti complementari che forniscono un importante sostegno alle persone e che sono finalizzati a migliorare il loro tenore di vita; aumentare la flessibilità nell’uso dei fondi e, infine, permettere una decisa semplificazione nella gestione dei fondi, riducendo così l’onere amministrativo per le autorità e i beneficiari.

Due anni dopo, il 27 maggio 2020, di fronte al profondo sconvolgimento nel quale il coronavirus ha gettato l’Europa e il resto del mondo, nell’ambito del pacchetto per la ripresa, suggestivamente denominato Next Generation EU, la Commissione europea, presieduta da Ursula Geltrud von der Leyen, ha proposto di istituire un nuovo programma a sé stante, “UE per la salute” (EU4Health)”, con una dotazione di 9,4 miliardi di euro, che avrebbe dovuto investire nella prevenzione, nella preparazione alle crisi, nell’aggiudicazione di farmaci e dispositivi essenziali e nel miglioramento dei risultati sanitari a lungo termine.

Del tutto sprovvista di mezzi e di risorse, e, quindi, impreparata ad affrontare un gravissimo problema di salute pubblica, che si è trasformato rapidamente nella crisi economica più grave della sua storia, l’Unione europea e, più in particolare, i suoi 27 stati membri, hanno dovuto imparare, a proprie spese, la fondamentale importanza rivestita dai sistemi sanitari e previdenziali e la necessità di creare una “Unione della salute” per proteggere le vite umane e i mezzi di sussistenza delle persone in tutta Europa.

L’iter legislativo del nuovo programma si è oggi concluso: il 24 marzo 2021 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il programma d’azione dell’Unione in materia di salute per il periodo 2021-2027 (denominato, programma UE per la salute o, in sigla, EU4Health), un programma di nuova concezione e notevolmente rafforzato rispetto al passato.

Anche se l’articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) assegna all’Unione compiti molto limitati nel campo della salute pubblica – cioè quelli di completare e sostenere le politiche sanitarie nazionali, incoraggiare la cooperazione tra gli Stati membri e promuovere il coordinamento tra i programmi nazionali, ma sempre “nel pieno rispetto delle responsabilità degli Stati membri per la definizione delle loro politiche sanitarie e per l’organizzazione, la gestione e la fornitura di servizi sanitari e di assistenza medica” – tuttavia, il nuovo programma intende promuovere un maggiore spirito di solidarietà europea.

L’esperienza maturata con l’attuale crisi COVID-19 – si legge nelle motivazioni del programma EU4Health – ha dimostrato la necessità di un’ulteriore azione risoluta da parte dell’Unione, volta a sostenere la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri” e, inoltre, “Tale cooperazione dovrebbe migliorare la preparazione, la prevenzione e il controllo della diffusione di gravi infezioni e malattie umane oltre le frontiere al fine di lottare contro altre gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e salvaguardare e migliorare la salute e il benessere di tutti i cittadini nell’Unione”.

Il programma ha una dotazione finanziaria complessiva di 5,7 miliardi di euro, dei quali 2,4 stanziati nell’ambito del quadro finanziario pluriennale 2021-2027, e 3,3 miliardi come dotazione supplementare derivante dalle entrate delle ammende imposte dalle istituzioni dell’Unione europea alle imprese che violano le regole di concorrenza.

Tali risorse saranno destinate soprattutto alla erogazione di sovvenzioni per realizzare una serie di azioni – puntualmente descritte nell’allegato 1 del regolamento istitutivo del programma, di cui alla fine dell’articolo riporto il link al testo integrale – rispondenti a dieci obiettivi specifici, in linea con il cosiddetto approccio ’One Health’, cioè un approccio multisettoriale che riconosce che la salute umana è connessa alla salute animale e all’ambiente e che le azioni volte ad affrontare le minacce per la salute devono tenere conto di queste tre dimensioni:

  1. prevenzione delle malattie e di promozione della salute e intervenire nei confronti dei determinanti della salute;
  2. rafforzare le capacità dell’Unione in materia di prevenzione, preparazione e risposta rapida in caso di gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero;
  3. migliorare la disponibilità e l’accessibilità, anche dal punto di vista economico, di medicinali, dispositivi medici e prodotti di rilevanza per la crisi, incoraggiando catene di produzione e di fornitura sostenibili e l’innovazione nell’Unione;
  4. finanziare la costituzione di scorte nazionali di prodotti essenziali di rilevanza per la crisi, a livello di Unione, ove necessario;
  5. istituire una struttura e risorse di formazione per una riserva di personale medico, sanitario e di sostegno assegnato volontariamente dagli Stati membri da mobilitare in caso di crisi sanitaria;
  6. rafforzare l’uso e il riutilizzo dei dati sanitari per la prestazione di assistenza sanitaria e per la ricerca e l’innovazione, promuovere la diffusione di strumenti e servizi digitali, nonché la trasformazione digitale dei sistemi sanitari, anche sostenendo la creazione di uno spazio europeo dei dati sanitari. In proposito, segnalo che la Commissione europea il 3 maggio ha lanciato una consultazione pubblica sulla creazione di uno spazio europeo dei dati sanitari (EHDS – European Health Data Space), alla quale è possibile partecipare fino al 26 luglio prossimo;
  7. migliorare l’accesso a servizi sanitari di qualità, incentrati sul paziente e basati sui risultati, e a servizi di assistenza correlati, con l’obiettivo di conseguire una copertura sanitaria universale;
  8. sostenere l’elaborazione, l’attuazione e l’applicazione e, ove necessario, la revisione della legislazione dell’Unione in materia di salute e sostenere la fornitura di dati validi, affidabili e comparabili di elevata qualità per consentire un processo decisionale e un monitoraggio delle decisioni basati su elementi concreti, e promuovere il ricorso a valutazioni dell’impatto sanitario delle altre politiche pertinenti dell’Unione;
  9. sostenere l’integrazione del lavoro tra gli Stati membri e, in particolare, tra i rispettivi sistemi sanitari;
  10. infine, sostenere gli impegni e le iniziative mondiali nel settore della sanità, rafforzando il sostegno dell’Unione alle azioni delle organizzazioni internazionali, in particolare le azioni dell’OMS, e promuovere la cooperazione con i paesi terzi.

Tale impegno, dal punto di vista delle risorse finanziarie, deve essere letto congiuntamente al notevole rafforzamento notevolmente delle risorse destinate al settore della sanità pubblica in altri programmi fondamentali dell’Unione.

Il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa destina alle attività di ricerca e sviluppo nell’ambito del polo tematico “Salute” circa 7 miliardi di euro.

Particolarmente importante sarà il coordinamento del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea (UCPM) con il nuovo programma EU4Health: il meccanismo unionale, dotato di 3,3 miliardi di euro, si concentrerà sulle capacità di risposta diretta alle crisi che dovranno essere rapidamente pronte e disponibili in caso di emergenza, mentre il programma EU4Health comprenderà ampie riserve strutturali, compresa una riserva di personale medico e di esperti pronti ad intervenire, e la resilienza alla base dei sistemi sanitari.

Inoltre, risorse per la sanità pubblica potranno essere reperite dagli Stati membri nell’ambito del Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza: per gli investimenti previsti nell’ambito della “Missione Salute”, la proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che il Governo italiano ha inviato alla Commissione europea il 30 aprile scorso, stanzia 15,6 miliardi di euro rispetto ai 191,5 miliardi di euro disponibili per l’Italia, pari all’8% delle risorse complessive.

Infine, resterà aperta, almeno fino a tutto il 2022, la porta di accesso ai prestiti del Meccanismo europeo di stabilità (MES): è noto che il 23 aprile 2020 i Capi di Stato e di governo dell’Unione europea, riuniti nel Consiglio europeo, hanno approvato l’accordo per istituire il “Pandemic Crisi Support” (Sostegno alla crisi pandemica), una linea di credito di 240 miliardi di euro a disposizione dei 19 Stati della zona euro per finanziare i costi sanitari diretti e indiretti.

La linea di credito è disponibile dal 15 maggio 2020 fino alla fine del 2022: l’Italia potrebbe chiedere al Presidente del Consiglio dei governatori del MES (il più alto organo decisionale del MES, composto dai 19 ministri delle Finanze dell’area euro) prestiti fino a un massimo del 2% del proprio Prodotto interno lordo, calcolato alla fine del 2019. Per l’Italia ciò equivale la possibilità di accedere a un massimo di circa 37 miliardi di euro di prestiti, da rimborsare al massimo in 10 anni, ad un tasso dello 0,1% annuo.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Regolamento (UE) 2021/522 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 marzo 2021 che istituisce un programma d’azione dell’Unione in materia di salute per il periodo 2021-2027 («programma UE per la salute») (EU4Health) e che abroga il regolamento (UE) n. 282/2014, in GU UE L 107 del 26.3.2021

Informazioni sulle attività dell’Unione europea nel campo della salute sono reperibili nella pagina Web del programma, al seguente link.

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