La strategia dell’Unione europea per l’Artico

12 novembre 2021 di Mauro Varotto

L’Unione europea è presente nell’Artico, ha interessi strategici e a breve termine sia nell’Artico europeo che nella regione artica nel suo insieme e può agire in diverse situazioni.

Come potenza geopolitica, l’Unione ha un interesse fondamentale a sostenere la cooperazione multilaterale tra tutti i Paesi che si affacciano sull’Artico (UE, Russia, Norvegia e Islanda) e a impegnarsi per garantire che rimanga una zona sicura, stabile, sostenibile, pacifica e prospera.

Come soggetto economico di primo piano, l’Unione condivide la responsabilità dello sviluppo sostenibile mondiale, anche nella regione artica, nonché dei mezzi di sussistenza dei suoi abitanti, comprese le popolazioni indigene. Né è da dimenticare che l’Unione esercita un impatto significativo sull’Artico attraverso la sua impronta ambientale e la sua domanda di risorse e prodotti originari di tale regione.

Per tutti questi motivi, l’Unione europea ha deciso di istituire un ufficio della Commissione europea in Groenlandia che permetterà di aumentare la visibilità delle questioni artiche nelle relazioni esterne dell’Unione. Inoltre, finanziamenti specifici dell’Unione saranno destinati a favorire la transizione ecologica nell’Artico, a vantaggio delle popolazioni artiche.

Infine, in vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) e a sostegno dell’azione globale per il clima, la Commissione europea e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno adottato una comunicazione congiunta nella quale delineano la “strategia dell’Unione europea per l’Artico”, poiché il cambiamento climatico è la minaccia più generalizzata che l’Artico si trova ad affrontare e ormai ha raggiunto un punto critico senza precedenti, come dimostra il rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite “IPCC Climate Change 2021: The Physical Science Basis” delle Nazioni Unite.

Osserva, infatti, la Commissione europea nel presentare la strategia:

“L’Artico è particolarmente sensibile al riscaldamento globale: negli ultimi 50 anni la regione si è riscaldata a un ritmo tre volte più veloce della media del pianeta. Allo stato attuale la banchisa è al suo livello più basso almeno dal 1850 e si prevede che, almeno una volta prima del 2050, al suo livello minimo in estate si troverà praticamente priva di ghiaccio. Inoltre la calotta glaciale della Groenlandia si sta assottigliando, e in tutto l’Artico si intensifica il disgelo del permafrost. Questi cambiamenti interconnessi nell’Artico provocano un innalzamento del livello del mare, perturbano i sistemi meteorologici e sono all’origine dell’erosione costiera, della perdita di biodiversità e della distruzione dei relativi ecosistemi. La perdita di riflettanza solare dovuta alla riduzione della banchisa (il cosiddetto effetto albedo) e il rilascio di gas a effetto serra dovuto al disgelo del permafrost accelerano ulteriormente i cambiamenti climatici e potrebbero contribuire ad arrivare a punti di non ritorno nel sistema climatico. Le conseguenze disastrose, aggravate dal degrado ambientale, si estendono all’intero pianeta e incidono profondamente sulla natura e sulla popolazione in diversi modi, alcuni dei quali incominciano solo adesso a rivelarsi. Le popolazioni indigene sono particolarmente colpite e l’esacerbarsi della situazione comprometterà le prospettive per le generazioni future”.

La strategia si muove nel solco tracciato, sin dal 2008, da una serie di iniziative strategiche intraprese dall’Unione – che elenco in appendice all’articolo – e mira a rafforzare ulteriormente il suo impegno nella regione artica per realizzare una serie di obiettivi chiave, essenziali per la regione e per l’intero pianeta:

  • contribuire a un dialogo pacifico e costruttivo e alla cooperazione internazionale, per mantenere l’Artico sicuro e stabile, sollevando le questioni relative all’Artico nei suoi contatti esterni, intensificando la cooperazione regionale e sorvegliando e anticipando le sfide emergenti in materia di sicurezza;
  • adottare misure incisive per affrontare l’impatto ecologico, sociale, economico e politico dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale;
  • rendere l’Artico più resiliente attraverso la legislazione ambientale, un’azione concertata contro il particolato carbonioso e il disgelo del permafrost e l’esercizio di pressioni affinché petrolio, carbone e gas rimangano nel suolo, anche nelle regioni artiche;
  • sostenere uno sviluppo globale, inclusivo e sostenibile delle regioni artiche a beneficio degli abitanti attuali e delle generazioni future, con particolare attenzione per le esigenze delle popolazioni indigene, delle donne e dei giovani, e investire in posti di lavoro orientati al futuro, anche nell’economia blu.

Infine, la comunicazione, oltre a proporre numerose iniziative, lancia un appello affinché petrolio, gas e carbone rimangano nel suolo.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Un impegno rafforzato dell’UE per un Artico pacifico, sostenibile e prospero, doc. JOINT(2021) 27 del 13 ottobre 2021

Comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Una politica integrata dell’Unione europea per l’Artico, doc. JOIN (2016) 21 del 27.04.2016

Comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Definire una politica dell’Unione europea per la regione artica: progressi compiuti dal 2008 e prossime tappe, doc. JOINT(2012) 19 del 26.06.2012

Comunicazione della Commissione europea, L’Unione europea e la regione artica, doc. COM(2008) 763 del 20.11.2008

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