Gli orientamenti della Commissione europea per la riforma della politica agricola comune – seconda parte

7 dicembre 2017 di Mauro Varotto

La comunicazione della Commissione europea sulla riforma della PAC, “Il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura”, indica tre obiettivi per la futura politica agricola comune (PAC), in linea con le tre componenti dello sviluppo sostenibile (economica, ambientale e sociale), recepite dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite:

  1. promuovere un settore agricolo intelligente e resiliente;
  2. rafforzare la tutela dell’ambiente e l’azione per il clima e contribuire agli obiettivi climatici e ambientali dell’UE;
  3. sostenere il tessuto socioeconomico delle zone rurali.

A questi tre obiettivi saranno collegati i risultati economici, sociali e ambientali attesi dall’attuazione dei programmi nazionali e regionali e ad essi saranno collegati i servizi che forniranno conoscenze, consulenza, competenze e innovazione all’agricoltura, da abbinare a tutte le misure di sostegno agli agricoltori e allo sviluppo rurale.

 

Una “agricoltura intelligente”

Il primo degli obiettivi della futura politica agricola comune (PAC), alla cui riforma sta lavorando la Commissione europea già da diversi mesi, sarà quello di “promuovere un settore agricolo intelligente e resiliente”.

Un’agricoltura intelligente (Smart Agriculture) è la risposta alle attuali sfide del settore agricolo, sempre più condizionato dalle condizioni meteorologiche, dai cambiamenti climatici, dalla volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli sui mercati internazionali; dalle calamità naturali, da parassiti e malattie.

Poggerà, quindi, sullo sfruttamento in agricoltura del potenziale innovativo offerto dalle nuove tecnologie, il successo della riforma della PAC:

“Le innovazioni nei vari settori (agronomia con soluzioni basate sulla natura, allevamento, agricoltura verticale, zootecnia, tecnologia, innovazioni digitali, organizzative e relative ai prodotti) sono a portata di mano e possono favorire la multifunzionalità dei sistemi agricoli e alimentari dell’UE”.

Sostenere la conoscenza, l’innovazione e la tecnologia è indispensabile per attrezzare la PAC del domani, come evidenzia la Commissione nel seguente schema.

 

 

 

Obiettivo 1: promuovere un settore agricolo intelligente e resiliente

Sostegno al reddito degli agricoltori

I pagamenti diretti agli agricoltori dell’Unione europea servono a colmare in parte il divario tra reddito agricolo e reddito in altri settori economici.

Nel sistema attuale, tuttavia, il 20% degli agricoltori riceve l’80% dei pagamenti: l’obiettivo della Commissione europea è di promuovere una distribuzione più equilibrata del sostegno.

Le strade per raggiungere tale obiettivo sono diverse: ad esempio, concentrare i pagamenti sulle aziende agricole di medie e piccole dimensioni; oppure limitarlo agli agricoltori veri e propri, ossia quelli che esercitano un’attività agricola per guadagnarsi da vivere.

Tuttavia, gli orientamenti della Commissione europea sul futuro sostegno al reddito degli agricoltori appaiono sin da ora molto chiari:

  • ridurre i pagamenti diretti e concentrarli sugli agricoltori soggetti a vincoli specifici (ad esempio: piccole aziende agricole, zone montane e regioni scarsamente popolate);
  • nel contempo, assicurare il finanziamento di azioni agro-climatico-ambientali e di strumenti di gestione del rischio (connesso alla volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli o ai cambiamenti climatici o alle crisi sanitarie e fitosanitarie) per tutte le aziende agricole dell’Unione.

Introiti provenienti dal mercato e diversificazione del reddito

Come aumentare gli introiti degli agricoltori provenienti dal mercato, cioè dalla vendita dei loro prodotti?

La Commissione europea individua tre strade:

  1. rilanciare gli investimenti in termini di ristrutturazione delle aziende agricole, modernizzazione, innovazione, diversificazione e sfruttamento delle nuove tecnologie e delle opportunità basate sulle tecnologie digitali come l’agricoltura di precisione, l’uso di megadati e l’energia pulita;
  2. riorganizzare e modificare il ruolo e il funzionamento delle organizzazioni dei produttori agricoli, in modo che offrano opportunità reali agli agricoltori;
  3. sviluppare le cosiddette “catene di valore rurali sostenibili”, che stanno già emergendo in diversi territori rurali in settori quali le bioindustrie, la bioenergia e l’economia circolare, nonché l’ecoturismo: esse costituiscono altrettante opportunità per gli agricoltori e le imprese rurali di diversificare le loro attività e generare reddito.

Gestire i rischi

La PAC oggi offre già un insieme diversificato di strumenti per aiutare gli agricoltori a prevenire e gestire i rischi: pagamenti diretti, interventi sui mercati dei prodotti agricoli, indennizzi post-crisi e misure nell’ambito dello sviluppo rurale, in particolare uno strumento di stabilizzazione del reddito e un sostegno assicurativo.

Con la riforma la Commissione intende valutare l’opportunità di modificare ulteriormente la concezione di questi strumenti per migliorarne il funzionamento ed esplorare anche nuove vie, ad esempio strumenti finanziari che stimolano l’afflusso di capitali privati.

 

Obiettivo 2: protezione ambientale e azione per il clima

La futura PAC dovrà concorrere al raggiungimento degli obiettivi vincolanti in materia di clima ed energia fissati dall’Unione europea per il 2030, che ho presentato in un precedente articolo in questo blog.

E’ vero che per adattare l’agricoltura agli effetti dei cambiamenti climatici (a esempio, la scarsità delle risorse idriche) sono necessari investimenti combinati con servizi di formazione, consulenza e innovazione, ma questa è solo una parte della risposta: gli agricoltori e i silvicoltori non si limitano a sfruttare le risorse naturali, ma svolgono anche un ruolo indispensabile in qualità di gestori degli ecosistemi, degli habitat e dei paesaggi.

Per questo motivo la futura PAC sarà fortemente impegnata a fornire beni pubblici e servizi ecosistemici legati al suolo, all’acqua, alla biodiversità, alla qualità dell’aria, all’azione per il clima, oltre a bellezze paesaggistiche.

A quest’ultimo fine, la Commissione europea intende modificare radicalmente l’attuale architettura verde della PAC, che dipende principalmente dall’attuazione complementare di tre strumenti strategici distinti: condizionalità, pagamenti verdi diretti e misure agroambientali volontarie, e azioni per il clima.

La nuova impostazione sarà più mirata e più ambiziosa, ma anche più flessibile: infatti, il nuovo modello proposto dalla Commissione europea permetterà ai singoli Stati membri di mettere a punto una combinazione di misure obbligatorie e volontarie – sia nel primo che nel secondo pilastro della PAC – al fine di rispettare gli obiettivi climatici e ambientali stabiliti a livello unionale.

In pratica, nel nuovo documento di programmazione, il Piano strategico della PAC, che riguarderà gli interventi sia nel pilastro I (pagamenti diretti e sostegno ai mercati) che nel pilastro II (sviluppo rurale), gli Stati membri dovranno definire obiettivi quantificati che permetteranno di rispettare gli obiettivi ambientali e climatici definiti a livello europeo.

Ogni Stato, quindi, avrà la flessibilità necessaria per formulare piani strategici che consentano di far fronte alle esigenze climatiche e ambientali a livello locale.

 

Obiettivo 3: rafforzare il tessuto socioeconomico delle zone rurali

Crescita e posti di lavoro nelle zone rurali

In un’Unione europea fondata sull’uguaglianza di tutti i cittadini, le politiche europee devono valorizzare il potenziale e le aspirazioni dei cittadini e delle comunità delle zone rurali, creando nuove opportunità di vita e di lavoro nelle campagne.

Una delle priorità future priorità, pertanto, sarà la creazione di “piccoli comuni intelligenti (Smart Villages)” in tutta l’Unione. Si tratta di un concetto emergente, oggetto sino ad oggi di alcuni progetti pilota, che aiuterà le comunità locali ad affrontare in maniera adeguata i problemi riguardanti le lacune nella connettività a banda larga, le opportunità di lavoro e la fornitura di servizi. La Commissione, pertanto, si impegnerà a rafforzare il sostegno alle comunità rurali e alle autorità locali desiderose di dare vita a piccoli comuni intelligenti mediante la creazione di capacità, investimenti, sostegno all’innovazione, creazione di reti, nonché mettendo a disposizione strumenti di finanziamento innovativi per migliorare competenze, servizi e infrastrutture.

Inoltre, la futura PAC incentiverà le nuove catene di valore come l’energia pulita, la bioeconomia emergente, l’economia circolare e l’ecoturismo, le quali offrono un buon potenziale in termini di crescita e posti di lavoro nelle zone rurali.

L’approccio “LEADER” si è dimostrato uno strumento efficace per costituire capacità locali e promuovere l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e la creazione di posti di lavoro nell’economia locale: tuttavia, in futuro, tali iniziative dovranno assicurare una maggiore sinergia e un miglior coordinamento, da un lato, con gli enti locali che governano il territorio; dall’altro con le agenzie di sviluppo locale già presenti.

Nuovi agricoltori

L’invecchiamento demografico della comunità agricole richiede un afflusso di giovani per rendere il settore più dinamico e aperto alle trasformazioni tecnologiche.

Il ricambio generazionale dovrebbe diventare una priorità nelle politiche nazionali perché gli Stati membri sono nella posizione migliore per stimolarlo, esercitando le competenze di cui dispongono nel campo dei regolamenti fondiari, della fiscalità, delle leggi di successione o di pianificazione territoriale.

Agli Stati membri che si impegnano in tali iniziative, la PAC offrirà la flessibilità necessaria per ideare regimi su misura che rispecchiano i bisogni specifici dei giovani agricoltori, prevedendo altresì un sistema di sostegno all’avviamento di nuove imprese agricole a livello europeo più semplice e mirato.

Tale sostegno alle nuove generazioni di agricoltori potrebbe essere associato a opportuni incentivi per agevolare il ritiro dall’attività della generazione più anziana e aumentare la mobilità fondiaria.

La futura PAC sosterrà anche misure atte a promuovere il trasferimento delle conoscenze tra generazioni (attraverso partenariati e nuovi modelli imprenditoriali) e agevolare la pianificazione della successione (ad esempio, servizi di consulenza, tutoraggio e preparazione di “piani di successione per le aziende agricole”).

 

Obiettivi trasversali: produzione agricola sostenibile, salute, alimentazione, sprechi alimentari e benessere degli animali

La futura PAC continuerà a rispondere alle aspettative dei cittadini nei confronti dei prodotti alimentari, assicurando misure di sostegno relative alla sicurezza e alla qualità degli alimenti e alle norme in materia di ambiente e benessere degli animali.

Nuovi ambiti di intervento riguarderanno le scelte alimentari dei consumatori, le quali, tuttavia, dipendono da una serie di fattori che vanno ben oltre l’ambito della PAC.

Il ruolo principale della PAC sarà quello di aiutare gli agricoltori ad anticipare l’evoluzione dei comportamenti alimentari e adeguare la loro produzione in funzione dei segnali di mercato e delle richieste dei consumatori.

Infine, la PAC potrà contribuire a ridurre gli sprechi alimentari e le perdite alimentari incoraggiando migliori pratiche di produzione e lavorazione (ad esempio, promuovendo tecnologie atte a prolungare la durata di conservazione dei prodotti deperibili o realizzando una migliore corrispondenza tra domanda e offerta attraverso una maggiore trasparenza) e sostenendo iniziative che trasformano i tradizionali schemi di consumo produzione-uso-eliminazione in una bioeconomia circolare.

 

Un nuovo tema per l’agricoltura: le migrazioni

La futura PAC dovrà svolgere un ruolo maggiore nell’ambito dell’Agenda europea per la migrazione.

Se, da un lato, la conoscenza e le competenze specifiche acquisite mediante i progetti sostenuti dalla PAC dovrebbero essere utilizzate per creare opportunità di occupazione e attività generatrici di reddito nelle regioni di origine e di transito dei migranti, dall’altro lato, all’interno dell’Unione europea, l’agricoltura offre opportunità di lavoro stagionale e, inoltre, attraverso il braccio dello sviluppo rurale, la PAC può svolgere un ruolo nell’aiutare i migranti legali, in particolare i rifugiati, a inserirsi e integrarsi nelle comunità rurali.

L’esperienza dimostra che lo sviluppo locale a guida locale/LEADER è particolarmente adeguato a tal fine.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura, doc. COM(2017) 713 del 29.11.2017

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