Al via la nuova politica agricola comune 2023-2027: 35,5 miliardi di euro

20 gennaio 2023 di Mauro Varotto

Era il 1° giugno 2018 il giorno in cui la Commissione europea – ad un anno dalla presentazione della strategia “Dal produttore al consumatore. Per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente” – presentò le proposte di riforma della politica agricola comune (PAC) per il settennio 2021-2027 e, in particolare, il nuovo modello di attuazione – che subordina i pagamenti dell’Unione europea non più alla mera conformità alle norme ma al raggiungimento dei risultati (from Compliance to Performance) – dei due fondi agricoli, il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) che, come è noto, rappresentano, assieme, oltre il 30% del bilancio pluriennale dell’Unione europea.

Il nuovo modello di attuazione proposto dalla Commissione intendeva eliminare i criteri di ammissibilità al sostegno dei fondi della PAC definiti a livello di Unione europea, consentendo agli Stati membri di stabilire condizioni di ammissibilità più adatte alle loro circostanze particolari. In altri termini, secondo il disegno della Commissione europea, in questo modo la PAC si sarebbe dovuta adattare maggiormente alle realtà locali, perché gli Stati membri sarebbero stati in grado di definire in maniera autonoma, a livello nazionale, la maggior parte delle condizioni di ammissibilità per adattarle alla loro situazione specifica.

Come ho avuto modo di scrivere in un articolo del blog che proponeva alcune chiavi di lettura del nuovo approccio dell’Unione europea, il fatto di legare l’ammissibilità dei pagamenti effettuati dagli Stati membri a favore dei singoli beneficiari della PAC non più a meri criteri di legalità e regolarità (compliance), ma a degli output e a dei risultati (performance), ha comportato notevoli conseguenze: prima fra tutte, la decisa semplificazione della programmazione nazionale, mediante la sostituzione dei 118 programmi di sviluppo rurale (PSR) del periodo di programmazione 2014-2020 (prorogato al 2022) con 27 piani strategici nazionali (PSN) della PAC, uno unico per ciascuno stato membro, e, soprattutto, la definizione – PSN per PSN, Stato membro per Stato membro – di un insieme comune di indicatori, che saranno monitorati dalla Commissione europea mediante relazioni annuali sull’efficacia dell’attuazione dei piani stessi e un riesame semestrale, per valutare i progressi compiuti dai singoli paesi dell’Unione europea nel conseguimento dei loro target finali e degli obiettivi della PAC (questo meccanismo si chiama: nuovo quadro di riferimento per l’efficacia dell’attuazione, il monitoraggio e la valutazione).

Pertanto, la maggiore autonomia riconosciuta ai singoli Stati membri nel definire le priorità e le condizioni di erogazione dei fondi agricoli alle proprie imprese agricole, nella nuova PAC 2023-2027 (l’avvio previsto nel 2021 è stato ritardato dalla pandemia) è compensata da un rigoroso monitoraggio del raggiungimento dei target nazionali legati ai 10 obiettivi specifici della PAC, a loro volta collegati agli obiettivi comuni dell’Unione europea in materia di sostenibilità sociale, ambientale ed economica nell’agricoltura e nelle zone rurali.

Questa sorta di “rivoluzione copernicana” – tendente a ricercare un nuovo rapporto tra l’Unione europea, gli Stati membri e gli agricoltori, che sono i principali, se non esclusivi beneficiari della PAC – è stata approvata dal Parlamento europeo e da Consiglio nel dicembre 2021, al termine di un lungo e complesso iter legislativo.

L’attuazione della nuova PAC – che è iniziata il 1° gennaio 2023 – si basa, quindi, su piani strategici nazionali, all’interno dei quali sono contenuti tutti gli interventi dei due fondi agricoli, FEAGA e FEASR, in un quadro unitario di obiettivi e di risultati prescrittivi da raggiungere anno dopo anno.

Nella seguente figura sono riportati gli interventi contenuti nei PSN della PAC di tutti gli Stati membri dell’Unione europea.

 

 

Nel frattempo, gli Stati membri – tra i quali l’Italia – hanno iniziato a preparare le proposte di PSN e il Governo italiano ha presentato alla Commissione europea una sua proposta il 31 dicembre 2021. Il 31 marzo 2022 la Commissione europea ha inviato al Governo una lettera di 40 pagine di osservazioni e correzioni, il cui contenuto è sintetizzabile con quel che si legge nelle prime righe come segue: “Il piano, nella sua forma attuale, non è sufficiente.

Quindi, il 29 settembre 2022 il Governo ha ripresentato una nuova versione del PSN che è stata approvata dalla Commissione europea con decisione di esecuzione del 2 dicembre 2022, appena in tempo per far partire il piano dal 1° gennaio 2023.

Le risorse in gioco per l’Italia e per il suo sistema agroalimentare sono importanti, come evidenzia la seguente tabella di sintesi.

 

Le priorità politiche dell’Italia in materia agricola sono espresse dalla allocazione delle risorse disponibili, concordata con la Commissione europea e sintetizzata nella seguente tabella.

 

Mentre i pagamenti diretti e gli interventi settoriali del FEAGA sono gestiti a livello nazionale, nel PSN della PAC 2023-2027 dell’Italia gli interventi di sviluppo rurale finanziati dal FEASR sono programmati nella forma di “interventi nazionali con specifiche regionali”, in modo da accogliere e valorizzare le differenziazioni regionali basate sulle specificità economiche, sociali e territoriali che connotano i sistemi agricoli, agroalimentari e forestali e le aree rurali di ogni territorio: come è noto, nel nostro ordinamento l’agricoltura è una materia di competenza delle regioni e delle province autonome e, in un referendum che si tenne il 18 e 19 aprile 1993 il 70,23% degli italiani votò per l’abrogazione dell’allora Ministero dell’agricoltura e delle foreste.

A livello nazionale, le risorse del FEASR sono state distribuite tra gli otto interventi previsti per lo sviluppo rurale come evidenziato nella seguente tavola.

 

Ogni regione e provincia autonoma italiana, pertanto, ha definito attraverso appositi documenti, denominati “Complementi regionali per lo Sviluppo Rurale 2023-2027”, le proprie scelte strategiche, gli interventi di sviluppo rurale del PSN che intende attivare nel proprio territorio, l’articolazione delle risorse finanziarie assegnate, il dettaglio delle specifiche regole regionali.

La seguente tabella riporta le risorse gestite da ciascuna singola regione e provincia autonoma, assieme ai due interventi che saranno gestiti dal nuovo “Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF”) relativi alle misure per la gestione del rischio in agricoltura, alla Rete nazionale della PAC, oltre all’assistenza tecnica per la gestione del PSN.

 

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Il Piano strategico nazionale della PAC 2023-2027 e i relativi allegati sono consultabili al seguente link.

I Piani strategici nazionali della PAC dei 27 Stati membri, invece, sono reperibili al seguente link.

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