Preparare l’Europa all’era digitale: il piano dell’Unione europea

6 marzo 2020 di Mauro Varotto

Negli ultimi anni si sono succedute diverse strategie dell’Unione europea per affrontare le sfide poste dalla rivoluzione digitale e per cercare di coglierne le opportunità.

Anche tra le sei priorità della Commissione europea per il quinquennio 2019-2024 – assieme al Green Deal, all’Europa sociale, alla democrazia europea, – un posto rilevante occupa la preparazione del continente europeo all’era digitale.

L’Europa, infatti, non è stata l’artefice della rivoluzione digitale in corso e, anzi, l’ha subita: non controlla né le tecnologie, né le reti, né i sistemi di gestione e archiviazione delle informazioni e dei dati, né, infine, i profitti generati dallo sviluppo delle relative attività economiche.

Pertanto, di fronte ai grandi cambiamenti che le tecnologie digitali stanno imponendo al mondo – e all’Europa – nei modi di comunicare, negli stili di vita e di lavoro (e, soprattutto, davanti alle prospettive del tutto inedite aperte dagli sviluppi dell’intelligenza artificiale e dall’Internet delle cose), tutte le strategie elaborate a livello europeo, e nazionale, in ambito digitale sono consistite prevalentemente in tattiche difensive (tutela dei dati, tutela del lavoro, tassazione dei profitti, ecc.) o, al massimo, di inseguimento e/o imitazione di tecnologie sviluppate da altri in altre aree geografiche.

La nuova strategia presentata dalla Commissione europea nei primi 100 giorni dal suo insediamento, il 19 febbraio scorso, significativamente intitolata: “Plasmare il futuro digitale dell’Europa”, non sembra fare eccezione e al centro pone la “sovranità tecnologica europea”, poiché, come si legge nel documento:

“La Commissione vuole che le soluzioni digitali di cui si avvale la società europea affondino le radici nei nostri valori comuni e arricchiscano la vita di tutti noi: i cittadini devono avere la possibilità di svilupparsi a livello personale, di scegliere liberamente e in sicurezza, di  impegnarsi nella società, indipendentemente dall’età, dal genere o dal percorso professionale. Le imprese hanno bisogno di un quadro che consenta loro di avviarsi, espandersi, mettere in comune e utilizzare dati, innovare e competere o collaborare su un piano di parità. L’Europa deve avere la possibilità di scegliere di perseguire la trasformazione digitale a modo proprio”.

Come garantire l’integrità e la resilienza dell’infrastruttura di dati, delle reti e delle comunicazioni? Come creare le giuste condizioni affinché l’Europa possa sviluppare e utilizzare le proprie capacità chiave, riducendo in tal modo la dipendenza da altre parti del mondo per le tecnologie più importanti?

La Commissione europea, quindi, propone che l’Europa definisca, innanzitutto, le proprie regole e i propri valori nell’era digitale poiché “La sovranità tecnologica europea non si definisce in rapporto ad altri, ma concentrandosi sulle esigenze dei cittadini europei e del modello sociale europeo”.

L’Unione europea – afferma la Commissione – “resterà aperta a chiunque sia disposto a rispettarne le regole e a conformarsi alle sue norme, indipendentemente dal luogo in cui si trova.”

In particolare, nei prossimi cinque anni la Commissione europea intende concentrarsi su tre obiettivi chiave destinati a garantire che le soluzioni digitali aiutino l’Europa a perseguire una trasformazione digitale che operi a vantaggio delle persone rispettando i nostri valori:

  • Una tecnologia al servizio delle persone: sviluppare, diffondere e adottare tecnologie che migliorino sensibilmente la vita quotidiana delle persone;
  • Un’economia equa e competitiva: un mercato unico senza attriti, in cui le imprese di tutte le dimensioni e in qualsiasi settore possano competere in condizioni di parità e possano sviluppare, commercializzare e utilizzare tecnologie, prodotti e servizi digitali su una scala tale da rafforzare la loro produttività e la loro competitività a livello mondiale, e in cui i consumatori possano essere certi che i loro diritti vengano rispettati;
  • Una società aperta, democratica e sostenibile: un ambiente affidabile in cui i cittadini siano autonomi e responsabili nel modo in cui agiscono e interagiscono, anche in relazione ai dati che forniscono sia online sia offline. Un approccio europeo alla trasformazione digitale che rinforzi i nostri valori democratici, rispetti i diritti fondamentali e contribuisca a un’economia sostenibile, a impatto climatico zero ed efficiente nell’impiego delle risorse.

Una tecnologia al servizio delle persone

Per aiutare i propri cittadini a usare le tecnologie digitali, l’Unione europea intende investire di più nelle capacità strategiche che consentono di sviluppare e utilizzare soluzioni digitali su scala e di puntare all’interoperabilità nelle infrastrutture digitali chiave, come ampie reti 5G (e le future 6G) e le tecnologie estremamente avanzate.

La connettività Gigabit, garantita dalle infrastrutture 5G e in fibra ottica sicure, è fondamentale per sfruttare il potenziale di crescita digitale dell’Europa. A tal fine sono necessari investimenti adeguati a livello dell’Unione europea, nazionale e regionale per conseguire gli obiettivi di connettività dell’Unione per il 2025.

Tali obiettivi prevedono che tutte le famiglie europee, nelle aree rurali e in quelle urbane, abbiano accesso a una connettività internet di almeno “100 Mbps, potenziabile a velocità Gigabit”. Tutti i principali motori socioeconomici – le scuole, gli ospedali, le imprese -, dovrebbero beneficiare della connettività Gigabit con pari velocità di caricamento e scaricamento già entro il 2025.

Il nuovo quadro finanziario pluriennale dell’Unione 2021-2027 contribuirà a realizzare questi obiettivi, mediante programmi di finanziamento mirati (programma Europa digitale, meccanismo per collegare l’Europa, Orizzonte Europa, programma spaziale) e avvalendosi della garanzia di InvestEU e dei fondi strutturali (FESR) e per lo sviluppo rurale (FEASR).

In questo contesto, saranno otto le azioni principali che adotterà la Commissione europea:

  • Libro bianco sull’intelligenza artificiale (IA) che presenta le possibilità di quadro legislativo per un’IA affidabile (il link al Libro bianco è riportato in appendice);
  • sviluppare e applicare capacità digitali congiunte all’avanguardia nei settori dell’IA, della cibersicurezza, del supercalcolo, del calcolo quantistico, della comunicazione quantistica e della blockchain;
  • accelerare gli investimenti nella connettività Gigabit in Europa, mediante una revisione della direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga, un piano d’azione per il 5G e il 6G aggiornato e un nuovo programma relativo alla politica in materia di spettro radio (2021). Verranno realizzati corridoi 5G per la mobilità connessa e automatizzata, compresi corridoi ferroviari (2021-2030) (2021-2023);
  • strategia europea per la cibersicurezza, comprendente l’istituzione di un’unità congiunta per la cibersicurezza, una revisione della direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (NIS) e un impulso al mercato unico per la cibersicurezza;
  • piano d’azione per l’istruzione digitale, volto a promuovere l’alfabetizzazione e le competenze digitali a tutti i livelli di istruzione;
  • un’agenda per le competenze rafforzata finalizzata a potenziare le competenze digitali in tutta la società e una garanzia per i giovani rafforzata per porre l’accento sulle competenze digitali nelle transizioni a inizio carriera. In proposito la Commissione evidenzia che “Oltre il 90 % dei posti di lavoro richiede almeno competenze digitali di base, eppure il 43 % dei cittadini europei e oltre un terzo della forza lavoro dell’UE mancano di tali competenze.”;
  • una iniziativa per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme online;
  • una strategia di interoperabilità rafforzata per i governi dell’Unione, volta a garantire il coordinamento e norme comuni per flussi e servizi di dati del settore pubblico sicuri e senza frontiere.

Un’economia equa e competitiva

Per aiutare le imprese europee, in particolare le imprese di piccole e medie dimensioni, a competere nel mondo digitale, le sette azioni principali che la Commissione europea intende intraprendere sono le seguenti:

  • una strategia europea per i dati per rendere l’Europa un leader mondiale nell’economia agile basata sui dati (si veda il link in appendice), cui seguiranno un quadro legislativo per la governance dei dati e una eventuale legge europea sui dati;
  • la valutazione e il riesame in corso dell’adeguatezza della normativa dell’Unione in materia di concorrenza per l’era digitale e avvio di un’indagine settoriale;
  • la Commissione esaminerà ulteriormente, nell’ambito del pacchetto relativo alla legge sui servizi digitali, regole ex ante volte a garantire che i mercati caratterizzati da grandi piattaforme che generano importanti effetti di rete e agiscono come controllori dell’accesso restino equi e contendibili per gli innovatori, le imprese e i nuovi operatori del mercato;
  • proposta di un pacchetto per la strategia industriale che presenti una serie di azioni volte a facilitare la transizione a industrie dell’Unione pulite, circolari, digitali e competitive a livello mondiale, che includa anche le PMI e il rafforzamento delle norme del mercato unico;
  • stabilire un quadro favorevole a una finanza digitale facile, competitiva e sicura, comprendente proposte legislative sulle criptoattività, sulla ciberresilienza e sulla resilienza operativa digitale nel settore finanziario, e una strategia per un mercato dei pagamenti integrato dell’UE che sostenga servizi e soluzioni di pagamento digitali paneuropei;
  • una comunicazione sulla tassazione delle imprese per il XXI secolo, che tenga conto dei progressi compiuti nel contesto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) per affrontare le sfide fiscali derivanti dalla digitalizzazione dell’economia;
  • una nuova agenda dei consumatori, per compiere scelte consapevoli e di svolgere un ruolo attivo nella trasformazione digitale.

 

Una società aperta, democratica e sostenibile

Il mondo digitale pone sfide in molti ambiti che interessano i cittadini e le istituzioni, la partecipazione alla vita democratica, lo sviluppo di servizi pubblici.

Le principali iniziative della Commissione europea nell’ambito del terzo e ultimo obiettivo della nuova strategia digitale sono le seguenti:

  • regole nuove e rivedute per approfondire il mercato interno dei servizi digitali, aumentando e armonizzando le responsabilità delle piattaforme online e dei prestatori di servizi di informazione e rafforzando la sorveglianza sulle politiche dei contenuti delle piattaforme nell’Unione europea;
  • revisione del regolamento eIDAS per migliorarne l’efficacia, estenderne i benefici al settore privato e promuovere identità digitali affidabili per tutti gli europei;
  • piano d’azione per i media e l’audiovisivo a sostegno della trasformazione digitale e della competitività del settore, per promuovere l’accesso a contenuti di qualità e il pluralismo dei media;
  • piano d’azione per la democrazia europea volto a migliorare la resilienza dei nostri sistemi democratici, sostenere il pluralismo dei media e affrontare le minacce di interventi esterni nelle elezioni europee
  • “Destination Earth”, iniziativa volta a sviluppare un modello digitale ad alta precisione della Terra (un “gemello digitale della Terra”) che migliorerebbe le capacità di previsione e gestione delle crisi ambientali in Europa;
  • un’iniziativa per un’elettronica circolare, che mobiliti strumenti esistenti e nuovi in linea con il quadro strategico per i prodotti sostenibili del prossimo piano d’azione per l’economia circolare, affinché i dispositivi siano progettati per durare, poter essere sottoposti a manutenzione, essere smontati, riutilizzati e riciclati; essa comprenderà il diritto alla riparazione o all’aggiornamento per prolungare il ciclo di vita dei dispositivi elettronici ed evitare l’obsolescenza prematura
  • iniziative a favore di centri di dati a impatto climatico zero, ad elevata efficienza energetica e sostenibili entro il 2030 e misure di trasparenza per gli operatori delle telecomunicazioni in merito alla loro impronta ambientale;
  • promozione di cartelle cliniche elettroniche, basate su un formato comune europeo di scambio per consentire ai cittadini europei di accedere a dati sanitari e scambiarli in tutta l’Unione europea in modo sicuro. Uno spazio europeo dei dati sanitari per migliorare la sicurezza dell’accessibilità dei dati sanitari, che consentirà una ricerca, una diagnosi e un trattamento mirati e più rapidi.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Plasmare il futuro digitale dell’Europa, doc. COM(2020) 67 del 19.2.2020

 

Comunicazione della Commissione europea, Una strategia europea per i dati, doc. COM(2020)66 del 19.2.2020

Commissione europea, Libro bianco sull’intelligenza artificiale, doc. COM(2020) 65 del 19.2.2020

Commissione europea, Relazione sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale, dell’Internet delle cose e della robotica in materia di sicurezza e di responsabilità, doc. COM(2020) 64 del 19.2.2020

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