L’ottava relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale

25 febbraio 2022 di Mauro Varotto

L’articolo 175 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) dispone che “La Commissione presenta ogni tre anni al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni una relazione sui progressi compiuti nella realizzazione della coesione economica, sociale e territoriale e sul modo in cui i vari strumenti previsti dal presente articolo vi hanno contribuito”.

Nei giorni scorsi, quindi, la Commissione europea ha pubblicato l’8^ Relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale, intitolata: “La coesione in Europa in vista del 2050”.

I primi sette capitoli dell’ottava relazione analizzano l’evoluzione delle disparità regionali negli ultimi anni, considerando aspetti quali l’impatto preliminare della pandemia, le disparità economiche, l’ambiente, i trasporti, l’occupazione, la demografia. L’ottavo capitolo riguarda le politiche nazionali e presta particolare attenzione agli investimenti pubblici. L’ultimo capitolo è incentrato sulla relazione tra la politica di coesione e altre politiche dell’Unione, quali la politica agricola comune, il programma Orizzonte Europa e il meccanismo per collegare l’Europa.

Nella relazione, quindi, sono presentati i progressi compiuti nella riduzione delle disparità territoriali nel corso degli ultimi dieci anni; il modo in cui le politiche unionali hanno influenzato tali disparità e, infine, i cambiamenti intervenuti nelle diverse regioni europee, attraverso un’ampia gamma di indicatori.

La politica di coesione è stata decisiva per molte persone e regioni dell’Unione che hanno usufruito di tali aiuti per investire in una crescita più sostenibile ed equilibrata, con benefici a lungo termine. Tale politica ha, inoltre, sostenuto le infrastrutture fisiche e digitali, l’istruzione e la formazione, le PMI e la transizione verde.

Per la prima volta viene esaminato anche l’impatto della pandemia da Covid-19: la mortalità anomala registrata tra marzo 2020 e la fine del 2021 è stata notevolmente più elevata nelle regioni meno sviluppate (17%) rispetto a quelle più sviluppate (12%) e a quelle in transizione (11%). Le regioni meridionali dell’Europa, caratterizzate da un’economia fortemente basata sul turismo e sui servizi di prossimità, sono state le più colpite dall’impatto economico della pandemia. Nei mesi successivi a marzo 2020 il numero di pernottamenti turistici è diminuito del 90 % rispetto al 2019.

Tuttavia, negli ultimi due anni, la politica di coesione ha aiutato le diverse aree dell’Unione ad affrontare le sfide poste dalla pandemia da Covid-19 e le relative conseguenze sanitarie, sociali ed economiche. I due pacchetti di sostegno adottati nella primavera del 2020 (CRII e CRII+) – che ho già presentato in questo blog – hanno offerto liquidità immediata, hanno reso la spesa più flessibile, hanno aumentato al 100% il tasso di cofinanziamento e hanno esteso l’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea.

Quale componente di Next Generation EU, REACT-EU ha erogato ulteriori 50,6 miliardi di euro a sostegno della ripresa dalla pandemia (di cui 14,4 miliardi, pari a circa il 30%, destinati all’Italia), consentendo alle regioni e alle città di continuare a investire nella loro crescita in preparazione al periodo di programmazione 2021-2027. Tale programma ha inoltre fornito una necessaria rete di sicurezza alle persone vulnerabili che a causa della pandemia si trovano in condizioni ancora più precarie.

Nei prossimi anni la politica di coesione continuerà a favorire uno sviluppo equo e sostenibile in tutte le regioni dell’UE, sostenendo al contempo la transizione verde e digitale attraverso:

  • un approccio globale e mirato allo sviluppo per quanto riguarda finanziamenti, governance, coerenza e sinergie con le politiche nazionali;
  • politiche basate sul territorio, multilivello e guidate dai partenariati, adattando il proprio sostegno ai territori più vulnerabili;
  • la costante adattabilità alle sfide emergenti e impreviste.

La Commissione europea stima che, grazie ai finanziamenti della politica di coesione, entro il 2023 il PIL pro capite delle regioni meno sviluppate aumenterà, in media, del 5%. Gli stessi finanziamenti hanno anche favorito una diminuzione del 3,5% del divario tra il PIL pro capite del 10% delle regioni meno sviluppate e il PIL pro capite del 10% delle regioni più sviluppate.

I nuovi programmi della politica di coesione per il periodo 2021-2027, che saranno adottati entro l’anno, continueranno a investire nelle regioni e nelle persone, in stretto coordinamento con la capacità finanziaria del pacchetto Next Generation EU.

Tuttavia, oltre ai contenuti, la relazione sulla coesione è interessante anche per i metodi di analisi utilizzati, i quali rappresentano gli esiti delle più avanzate ricerche nel campo degli studi geografici e socio-economici.

Infine, l8^ relazione sulla coesione alimenterà le discussioni del prossimo forum sulla coesione (17-18 marzo 2022), nel quale si riuniranno i rappresentanti delle istituzioni dell’UE, delle autorità nazionali, regionali e locali provenienti da tutti gli Stati membri, delle parti economiche e sociali, delle organizzazioni non governative e del mondo accademico. Nel forum si discuterà come la politica di coesione possa garantire che nessuna regione sia lasciata indietro per quanto riguarda i cambiamenti strutturali in corso e che tutte le regioni possano beneficiare delle transizioni verde e digitale.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea sull’ottava relazione sulla coesione: la coesione in Europa in vista del 2050, doc. COM(2022) 34 del 4.2.2022

Commissione europea, La coesione in Europa in vista del 2050. 8^ Relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale (documenti e cartine)

Piattaforma Open Data coesione dell’Unione europea

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