L’Europa ospita quasi 5.000 istituti di istruzione superiore, 17,5 milioni di studenti dell’istruzione terziaria, 1,35 milioni di persone che insegnano nell’istruzione terziaria e 1,17 milioni di ricercatori, come rivelano le statistiche dell’Eurostat (2020).

Questi diversi tipi di istruzione superiore – che comprendono università di ricerca, istituti di tecnologia, scuole d’arte o istituti di istruzione e formazione professionale superiore – sono tutti segni distintivi del nostro stile di vita europeo, poiché condividono tutti tre aspetti:

1) qualità e pertinenza per competenze adeguate alle esigenze future;

2) diversità e inclusione;

3) pratiche democratiche, diritti fondamentali e valori accademici e libertà della ricerca scientifica.

Per sostenere le università come centri di promozione del nostro stile di vita europeo, il 18 gennaio 2022 la Commissione europea ha adottato la Strategia europea per le università, che mira a sviluppare una dimensione genuinamente europea nel settore dell’istruzione superiore, fondata su valori condivisi.

Su tale base, a sua volta, il Consiglio dell’Unione europea, nelle sue conclusioni del 5 aprile 2022, ha invitato gli Stati membri e la Commissione a sostenere le alleanze degli istituti di istruzione superiore, quali le “università europee”, allo scopo di:

  • esaminare criteri comuni che potrebbero portare a un eventuale marchio europeo per programmi congiunti (European label for joint programmes). Successivamente, si potrebbe prevedere la possibilità di concepire e realizzare, su base volontaria, a livello nazionale, regionale o istituzionale, diplomi congiunti (joint degrees) a tutti i livelli, basati su questi criteri europei definiti congiuntamente, in conformità degli strumenti esistenti del processo di Bologna; e
  • adottare misure per superare gli ostacoli a una cooperazione transnazionale più approfondita, a lungo termine e flessibile e per progettare strumenti di cooperazione istituzionalizzata, sulla base di un’accurata valutazione preliminare della loro necessità, dei loro benefici e della loro fattibilità.

Inoltre, la Raccomandazione del medesimo Consiglio intitolata: Costruire ponti per un’efficace collaborazione a livello europeo nel campo dell’istruzione superiore, adottata sempre il 5 aprile 2022, raccomanda agli Stati membri di esaminare e facilitare il rilascio di un marchio di diploma europeo congiunto (Joint European Degree label) per agevolare gli istituti di istruzione superiore, impegnati nella cooperazione transnazionale, nel fornire programmi congiunti e rilasciare diplomi congiunti, e di esaminare la necessità e la fattibilità di strumenti di cooperazione istituzionalizzata, come un possibile statuto giuridico per le alleanze degli istituti di istruzione superiore.

Per attuare tali propositi, la Commissione europea il 31 gennaio scorso ha lanciato 10 progetti Erasmus+ per sperimentare nuove forme di cooperazione transnazionale tra diversi istituti di istruzione superiore.

Sei dei progetti selezionati esamineranno, sperimenteranno e agevoleranno il rilascio di un marchio di diploma europeo congiunto, cioè un certificato complementare al titolo degli studenti che conseguono il diploma attraverso programmi congiunti erogati nel contesto della cooperazione transnazionale tra diversi istituti di istruzione superiore, basato su una serie di criteri europei definiti congiuntamente.

Gli altri quattro progetti, invece, consentiranno alle alleanze di istituti di istruzione superiore, quali le “università europee”, di sperimentare nuove forme di cooperazione, come un possibile statuto giuridico europeo che istituzionalizzi tali alleanze.

In particolare, la creazione di un marchio di diploma europeo congiunto, che copra diversi Stati membri dell’Unione europea e sia concepito per incoraggiare la mobilità e la cooperazione studentesche, è il primo passo verso la creazione di un diploma europeo congiunto (Joint European degree), da rilasciare a livello nazionale, il quale attesterebbe i risultati di apprendimento conseguiti nell’ambito della cooperazione transnazionale tra diverse istituzioni, a esempio nel quadro delle alleanze delle università europee, e sulla base di un insieme comune di criteri definiti a livello europeo.

Il marchio -rilasciato su base volontaria – attesterebbe le competenze e i risultati di apprendimento ottenuti dagli studenti che hanno seguito un programma congiunto in diversi istituti e paesi, in più lingue.

Tra le università italiane, aderiscono a tali 6 progetti: Università degli Studi di Pavia (progetto ED-AFFICE); Università Ca’ Foscari di Venezia, Università degli Studi di Napoli Parthenope e Università degli Studi di Padova (progetto EDLab); Università di Roma La Sapienza (progetto SMARTT).

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Approfondimenti sull’agenda europea delle competenze:

Strategia UE per una Unione delle competenze:
26 settembre 2025 – Competenze chiave: la svolta europea del 2025

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