Un’Unione europea vitale in un mondo fragile: priorità e obiettivi della Commissione europea nel 2021

8 gennaio 2021 di Mauro Varotto

Se il primo anno di lavoro della Commissione europea è stato quasi interamente dedicato alla pianificazione – e alla risposta allo scoppio, improvviso, della pandemia da Covid-19 -, questo secondo anno di lavoro sarà dedicato alla realizzazione dei numerosi piani di azione elaborati nei mesi scorsi e al superamento della crisi causata dalla pandemia.
Infatti, quando, poco più di un anno fa, il 1° dicembre 2019, si è insediata la Commissione europea presieduta Ursula von der Leyen, è stato concordato tra le Istituzioni europee un programma politico finalizzato a realizzare la più grande trasformazione avvenuta negli ultimi decenni in Europa.
Come si può leggere in un mio precedente articolo, tale programma è articolato in sei obiettivi prioritari: il Green Deal europeo; la digitalizzazione della società e dell’economia; la creazione di un sistema economico più equo e al servizio delle persone; un ruolo più incisivo dell’Europa nel contesto internazionale; la sicurezza dei cittadini europei; infine, lo sviluppo della democrazia e dei diritti fondamentali in Europa e fuori dall’Europa.
Per ciascuno di quei sei obiettivi prioritari, nel corso del 2020, la Commissione europea ha preparato specifici piani di azione.
Anche semplicemente scorrendo gli articoli pubblicati nel blog nell’ultimo anno, si troveranno descritti molti di tali piani di azione: solo per fare alcuni esempi, la nuova strategia di crescita economica denominata “Green Deal Europeo” e i diversi sotto-piani relativi a ciascuna delle otto componenti della strategia (dal clima all’energia; dalla mobilità all’agricoltura e alimentazione; dalla biodiversità alle ristrutturazioni, ecc.); la tabella di marcia per la realizzazione di un’Europa sociale e la creazione di un sistema europeo di welfare; la strategia per il futuro digitale dell’Europa; la nuova strategia industriale e per sostenere le piccole e medie imprese; le iniziative per potenziare il mercato unico; la strategia per la parità di genere e per la lotta contro le discriminazioni; l’agenda per le nuove competenze dei giovani e degli adulti; la strategia sull’Unione per la sicurezza; le proposte per modernizzare e consolidare il processo di adesione all’Unione, aprendo la strada all’accordo storico che ha dato l’avvio ai negoziati con la Macedonia del Nord e l’Albania; il nuovo partenariato con l’Africa; il nuovo patto europeo su migrazione e asilo; la proposta di una conferenza sul futuro dell’Europa.

L’elenco dei piani di azione preparati dalla Commissione europea nel 2020 potrebbe continuare ancora a lungo.
Nel frattempo, lo scoppio della pandemia da Covid-19, lungi dal rallentare l’ordinaria attività dell’Unione europea, ha impresso un nuovo slancio al processo di integrazione europea e, nel contempo, ha modificato il ruolo stesso dell’Unione europea, i suoi poteri e le sue responsabilità.
All’Unione europea, infatti, si sono rivolti tutti gli Stati membri per chiedere di predisporre interventi urgenti e senza precedenti per proteggere vite umane e mezzi di sussistenza.
L’Unione ha dimostrato di essere in grado di agire rapidamente, quando è necessario; di saper dar prova di autentica solidarietà, quando occorre; di poter cambiare le cose agendo di concerto, quando vuole.
Gli interventi attuati a livello europeo anche per coordinare gli Stati nella risposta alle conseguenze umane, economiche, sociali e sanitarie della pandemia sono stati numerosi e di grade portata.
Solo per citarne alcuni (e rinviando ai precedenti articoli del blog), ricordo la immediata messa a disposizione degli Stati membri di tutti i fondi dell’Unione europea; la sospensione del patto di stabilità e crescita; l’adozione di norme temporanee per consentire di fornire liquidità e aiuti di Stato alle imprese e ai lavoratori; la costituzione di una scorta europea di attrezzature mediche da distribuire ai singoli Stati; la gestione del rimpatrio di circa 600.000 cittadini dell’Unione che si trovavano in Paesi terzi; la creazione dello strumento SURE per contribuire a mantenere persone e imprese in attività; la elaborazione di un vasto piano di finanziamento della ripresa, denominato Next Generation EU;  infine, non da ultimo per importanza, il coordinamento degli sforzi per individuare, acquistare e distribuire i vaccini anti-Covid 19.
La Commissione europea, nel corso della pandemia, ha adottato oltre 800 misure che non erano state precedentemente pianificate e che hanno interessato tutti i settori di competenza europea, dalla gestione delle frontiere al sostegno a favore di agricoltori e pescatori.

Dalla pianificazione all’attuazione
Quanto sin qui descritto è successo nel 2020: un anno di pianificazione del futuro e, in parallelo, di risposta a una pandemia mondiale che ha colto alla sprovvista l’Europa e il mondo intero.
Per il 2021 la Commissione europea ha un nuovo e ambizioso programma di lavoro, concordato con le Istituzioni dell’Unione europea e, in particolare, con i due rami del potere legislativo: il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea.
Infatti, esso è accompagnato da un accordo politico tra Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea e Commissione europea sulle priorità e gli obiettivi strategici di legislatura (quindi, per il periodo 2020-2024) e da una dichiarazione comune delle medesime Istituzioni sulle priorità legislative dell’Unione per il 2021, entrambi sottoscritti il 10 dicembre 2020 e i cui link sono disponibili in calce all’articolo.
Nel 2021, quindi, la Commissione si concentrerà su un duplice obiettivo.
In primo luogo, continuare a gestire la crisi e a coordinare gli Stati membri, in particolare nel continuare a sostenere e a finanziare la ricerca per farmaci e vaccini anti Covid-19, sicuri e accessibili per tutti in Europa e nel mondo.
In parallelo, il nuovo programma di lavoro indica in quale modo l’Europa può cogliere l’opportunità che ci viene offerta per realizzare i suoi obiettivi e guidare la grande accelerazione che la pandemia ha prodotto alla trasformazione verde e digitale del nostro continente.
Grazie ai piani di azione già elaborati e alle importanti risorse finanziarie stanziate dallo storico piano per la ripresa, NextGenerationEU, e dal Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, appena approvati e di cui ho fornito una panoramica aggiornata la scorsa settimana, l’Europa dispone oggi di tutti gli strumenti necessari per cogliere questa opportunità.
Per questo motivo il programma di lavoro della Commissione per il 2021 prevede un passaggio dal piano all’azione, ponendo l’accento sulle nuove iniziative legislative e sul riesame della legislazione vigente, dando, quindi, seguito ai piani delineati per i sei obiettivi prioritari nel 2020.
L’elenco di tali iniziative figura negli allegati I e II della comunicazione della Commissione europea sul programma di lavoro 2021, significativamente intitolato: “Un’Unione vitale in un mondo fragile”.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:
Comunicazione della Commissione europea, Programma di lavoro 2021. Un’Unione vitale in un mondo fragile, doc. COM(2020) 690 del 19.10.2020

Conclusioni comuni del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea su priorità e obiettivi strategici per il periodo 2020-2024, in GU UE C 451 I del 29.12.2020

Dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea. Priorità legislative dell’UE per il 2021, in GU UE C 451 I del 29.12.2020

 

Ripubblicazioni:

Dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea. Priorità legislative dell’UE per il 2021, in GU UE C 18I del 18.1.2021

Conclusioni comuni del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea su priorità e obiettivi strategici per il periodo 2020-2024, in GU UE C 18I del 18.1.2021

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